venerdì 7 luglio 2017

Passato, presente e futuro

Finalmente è arrivato un po'di caldo. Guardo dalla finestra e il sole sta facendo salire volute di vapore dal cortile. Il torrente sotto la mia camera è ancora infuriato, ma sta, piano piano, calmandosi, e tornando al suo solito, gentile, rumore di sottofondo.
Un mese e una settimana di ritiro.
Da sola.
Per la prima volta.
E' diverso stare da soli nel quotidiano o in un ritiro. La mente si comporta diversamente. E' più facile "vederla" mano a mano che i giorni passano. Non che sia facile domarla, ma almeno la si vede con più chiarezza.
Si legge che in meditazione si devono lasciare passare i pensieri come nuovole. Che bella immagine serena. Ma per una persona basica come me, non realizzata come me, i pensieri non passano come nuvole in un cielo sereno. Sono temporali sovraccarichi di emozioni, di immagini. Sono più simili alla metropolitana di Milano nell'ora di punta che ad un paesaggio mongolo, con gli orizzonti che si estendono all'infinito.
I pensieri, a volte, cedono e lasciano spazio. A volte si affollano, soffocanti.
A volte il passato diventa così lontano, come un'altra vita, di un'altra persona. Poi improvvisamente riaffiora come un coltello. Anche solo per un attimo, ma fa male.
Però succede sempre meno.
La porta alle spalle si chiude e davanti si apre il futuro, pieno di incertezza, ancora completamente nascosto dalla nebbia, ma libero. E con tanta voglia di fare.