sabato 24 giugno 2017

La mente è una cipolla

Stamattina mi sono svegliata pensando che la mente è come una cipolla: a strati.
Ne riesci ad eliminare uno, non fai neanche in tempo a rallegrarti della cosa, che subito salta fuori lo strato successivo.
Che è ancora più bastardo di quello precedente. Più subdolo. Più pericoloso. E anche più vecchio.
Eppure, anche se a giorni, nella mia testa, sembra che ci sia la sfilata degli orrori, che mi travolgono con la loro forza, sono contenta di aver scelto di fare questo ritiro da sola, a casa mia. Perché qui ho lo spazio e il tempo per affrontare i mostri.
Perché i mostri vanno affrontati o ci divorano da dentro.

sabato 10 giugno 2017

Una cosa per volta

Nel ritiro... entri, perché da quel giorno, non sei in casa tua, sei entrata in una terra diversa, dove la tua mente permea tutto. O forse sei entrata nella tua mente.
Che è un posto strano, agitato, pieno di cose, sommerso dalla polvere.
La mattina inizi insonnolita, è dura lasciare il letto, ma le sessioni sono cadenzate e non puoi dire " la faccio mezz'ora dopo... così inizi all'ora precisa, con le offerte... che secondo te, vero che è bello farle, ma se le sono inventate anche per darti il tempo di svegliarti un poco prima della prima sessione. Sono complesse, richiedono attenzione. La mente recalcitrante deve lavorare e un po'le nebbie del sonno si dissipano. Un poco.
Durante la sessione succede di tutto.
A volte è bello. A volte è pesante. Pesantissimo. A volte non riesci proprio a concentrarti e ci provi e riprovi, ogni volta con più testardaggine a riportare la mente sull'oggetto, ma niente, lei scappa da un'altra parte, allora insisti, insisti, insisti. Se qualcuno ti guardasse da fuori vedrebbe una signora tranquilla, seduta su un cuscino... e invece dentro c'è una lotta all'ultimo sangue. Tra la mente pigra che va per i fatti suoi e quella che vorrebbe fare il ritiro. A complicare le cose la mente pigra ha mille trucchi e il peggiore è che si ammanta di una specie di nebbia che ottunde i sensi.
Ma chi sono io? Quale delle due menti? O sono la mente che emerge a volte, serena. O non sono niente e tutto ciò, e quello che credo di essere è un'abitudine soltanto?
La sessione finisce e vado a farmi una tazza di tè (eliminato il caffè, mi agita troppo). La sorseggio pensando che, tutto sommato, la differenza tra una giornata di lavoro pesante e una di meditazione seria, è che con la seconda alla fine ti senti la mente serena.
Chissà come si vivrebbe meglio se si riuscisse a fare quello che dicono gli zen: quando fai una cosa: FALLA. Non mescolarla con altri pensieri.
...peccato che io, con la tazza calda e fumante in mano, sono già ripimbata in mille piccoli pensieri sciocchi e non. Forse dovrei smettere di mangiare (o bere) e fare un'altra cosa, tipo leggere o scrivere un post. Ci penserò.
Buona giornata!
Niki
p.s. visto che non vi ho abbandonati?