sabato 1 aprile 2017

Post tecnico per chi è curioso

Roberta Proto vorrebbe sapere come si fa un ritiro, come si organizza praticamente.
Ora, di tipi di ritiri ce ne sono tanti...si potrebbe dire che c'è un ritiro per ogni persona! ...si potrebbero fare dei micro ritiri insieme divertentissimi e molto utili :)
Ci sono ritiri di taiki, del silenzio, di consapevolezza, di benessere, di meditazione su un argomento.

 ... e poi ci sono i ritiri di Buddhismo Tantrico. Come quello che inizierò a fine maggio.
All'interno dei ritiri tantrici ce ne sono di diversi tipi.
Per quello che riguarda la lunghezza ce ne sono di due tipi: quelli in cui ci si dà un tempo (un ritiro di 5 giorni, di un mese, di tre anni....ecc.) e quelli in cui si decide di utlimare la recitazione di un certo numero di mantra.
Il mio ritiro non ha un orizzonte temporale preciso: è un ritiro da 400.000 mantra.
Non sono autorizzata ad addentrarmi nello spiegarvi la pratica vera e propria, ma, per chi è curioso, vi racconto come si svolge, tralasciando i rituali.
Prima del ritiro vengono decisi i "confini", ovvero l'area in cui ci si potrà muovere. Ad esempio, per me, deve comprendere il paese in cui vado a fare la spesa.
Si decide con quali persone o in che modo si manterranno dei contatti. Che non devono essere troppo coinvolgenti o impegnativi. Bisogna essere sicuri che questi contatti non stanchino e non distolgano dal soggetto della meditazione.
Va preparata la stanza in cui si mediterà, con l'altare per le offerte, il cuscino (che non verrà mai spostato per tutta la durata del ritiro a simboleggiare la stabilità della mente nella meditazione), il tavolino su cui si appoggiano gli implementi tantrici e la sadhana (il testo su cui si medita).
Vengono decisi gli orari delle 4 sessioni giornaliere, che tradizionalmente sono di due ore ciascuna.
Una volta decise queste cose, non possono più essere modificate. Se si modificano il ritiro salta.
Il luogo in cui si svolge il ritiro dovrebbe essere tranquillo, piacevole e sicuro. L'ideale sarebbe una casa isolata in montagna (la montagna ha un'energia leggera che aiuta la meditazione).
E' bene che il cibo sia piacevole e nutriente ma non pesante, in modo che non dia disturbi.
Fare passeggiate solitarie o una pratica accessoria come il tai ki è ottimo.
Alla fine del ritiro viene fatta una puja del fuoco, un rituale per purificare tutti gli eventuali errori o mancanze commessi durante il ritiro.
Il ritiro non si considera ultimato finché non viene fatta la puja del fuoco. Fino ad allora, anche se si fossero ultimati i mantra, è obbligatorio fare almeno una sessione al giorno, o il ritiro non viene considerato valido.
Sto parlando di ritiri di buddhismo tantrico che hano una procedura molto rigida.

La giornata si svolge in questo modo.
Sveglia due ore e mezza prima dell'alba. Si beve una bevanda calda, si rinnovano le offerte d'acqua e si inizia la prima sessione di due ore. Alla fine delle due ore ci si può rilassare ed andare a fare colazione.
La seconda sessione deve finire prima di mezzogiorno (ora solare), la terza prima del tramonto e la quarta prima di mezzanotte (ora solare).
Dopo l'ultima sessione si tolgono le offerte d'acqua.
Durante la sessione NON CI SI PUO' ALZARE O DISTRARRE in alcun modo, pena l'invalidamento dell'intera sessione.
La sessione di meditazione è composta da una sadhana, cioè un testo, che nel mio caso dura circa un'ora. Il testo dà una serie di istruzioni per le visualizzazioni (  = si devono immaginare quanto più precisamente possibile). Ad un certo punto c'è la recitazione dei mantra. Anche durante la recitazione dei mantra ci sono delle visualizzazioni da fare.
A cosa serve tutto questo? Ad imbrigliare la mente, costringendola a seguire per 8 ore al giorno dei percorsi predeterminati, cercando di impedirle di correre in giro come una scimmia. Attraverso la disciplina del ritiro la mente prima si ribella, poi, piano piano si calma e si purifica. Quando si esce da un ritiro lungo ci si sente così leggeri, con la mente chiara, luminosa, efficente, pefino più intelligente...
E' molto interessante vedere come la mente reagisce ad un ritiro. E lo sarà ancora di più perché non ho mai fatto un ritiro così importante completamente sola.

Un ritiro tantrico ben fatto è piuttosto impegnativo. Per questo non ho avuto il coraggio di farne uno prima, la morte di Dario mi aveva troppo devastata. Non ne avevo la forza.
Adesso non solo va bene che io lo faccia. Ne sento la necessità.

Ho spiegato abbastanza? :)


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