lunedì 17 aprile 2017

Le mie due menti: una storia di errori

E' uno di quei post che interesseranno solo chi sta male,  chi desidera capirsi, chi sta vivendo la crisi della sua vita... come me.
Mi costa scriverlo, perché parla di una cosa molto privata, ma molti di voi, in tutti questi anni, mi hanno detto a voce o per iscritto, che leggere delle mie crisi, delle mie lotte, dei miei riscontri, delle mie cadute, vi ha aiutati. Proprio perché io sono una come tutti, non una speciale, e proprio per questo, mi avete sempre detto, i mie racconti sono utili.
E chi sono io per negare un aiuto, anche se mi vergogno un poco nello scrivere oggi?
Quindi, abbiate pazienza con me. Se non vi interessa questo argomento, glissate e passate al prossimo post!
E, se leggete, non giudicatemi troppo severamente, faccio quello che posso. Non sono Dario....



Mentre mi avvio alla chiusura di questo micro ritiro di Taiki, domani sarà l'ultimo giorno, ho finalmente capito una cosa del caos della mia vita attuale: che ho due menti in conflitto fra loro. Non mi ero mai accorta di come fossero conflittuali perché non si manifestavano mai insieme... e viste lontane l'una dall'altra non sembravano così opposte.
Poi stamattina, mentre mi crogiolavo tra le lenzuola dopo il taiki dell'alba (è bellissimo rificcarsi a letto con i muscoli tutti rilassati dalla pratica e la consapevolezza di averla avuta vinta sulla pigrizia anche stamattina) mi si sono presentate davanti in tutta la loro incongruenza.
Penso che i fattori che hanno permesso questa scoperta siano tanti. Ho pulito il corpo con la DETOX, mi sono concessa alcuni giorni di silenzio quasi completo (la bellezza di avere il telefono staccato!) abbinato alla pratica del mio taiki esoterico nei 4 momenti cardine della giornata: alba, tramonto, mezzanotte e mezzogiorno. Senza dimenticare, ovviamente, la mia meditazione buddhista quotidiana.
Tutte queste cose insieme hanno calmato la mia mente abbastanza da permettermi di "vederla". Certo, una visione ancora molto parziale, ma è un inizio.
E quello che ho visto mi ha lasciata basita (anche se sono sicura che voi, di questo mio problema, vi eravate accorti da un pezzo).
Ho due menti opposte e, apparentemente, inconciliabili.
Una è la moglie di Dario, che lo ama, che soffre di nostalgia. che vorrebbe tanto riavere vicino il proprio compagno, che vorrebbe ridere con lui, parlare con lui, abbracciarlo, andare in vacanza, parlare, lavorare, discutere con lui, essere bella per lui. Una mente con spazio per il Dharma, ma anche per la vita mondana.
L'altra è la mente che vorrebbe mollare tutto ed andare a chiudersi in un monastero perso nel nulla a meditare, abbandonando il peso dell'attaccamento al mondo.
E non è che queste due menti siano sorte dopo che sono rimasta sola: c'erano anche prima. Quando mi si sono palesate, mentre mi crogiolavo al caldo nella mia brandina, con la luce del primo mattino che entrava dalla finestra, ho visto con chiarezza che è da tantissimo tempo che mi porto dietro questo peso.
La cosa orrenda è che il coesistere di queste due menti, che per comodità potrei chiamarle "la donna" e "l'asceta", sono la ricetta perfetta dell'insoddisfazione. Anche se andassi a rifugiarmi in un monastero, rendendo felice "l'asceta" ... porterei con me "la donna" e sarei infelice, desiderando sempre quello che non potrei avere. Queste due menti sono una trappola perfetta: qualsiasi cosa bella si presenti una delle due riuscirebbe a trasformarla in mancanza.
E adesso cosa faccio per uscirne, mi sono chiesta.
La soluzione che ho pensato è che le costringerò a lottare una contro l'altra. Quando sorgerà una mente proverò a scatenarle contro la mente opposta.
Sto sognando una delle vacanze alla SPA con Dario? Le scateno addosso la consapevolezza che la vacanza finisce, che Dario non c'è più, che tutto finisce nel Samsara, anche le gioie più grandi... che l'unico sollievo vero è la pratica.
Mi viene un desiderio spasmodico di scappare in un eremo? Penso che una volta lì mi prenderebbe il dolore dell'assenza di Dario ancora più violento, perché la meditazione non è la fuga da qualcosa, ma affrontare tutto quello che non vogliamo vedere... e, adesso, un mio ritiro totale, sarebbe solo una fuga.
Non sarà facile e neanche divertente. Anzi, sarà l'opposto. Sarà duro, ci vorrà  tantissimo tempo e tantissima determinazione e sono sicura che "la donna" e "l'asceta" cercheranno di lottare con tutte le loro forze per non essere trasformate. Sono sicura che le ricadute saranno molte, frequenti e demoralizzanti. Tra l'altro non ho nemmeno la più vaga idea in che cosa questi due opposti si potrebbero trasformare, nel momento in cui riuscissi a fonderli armoniosamente. Per ora non mi pongo il problema, mi basta sapere che ho individuato il mio nemico. E che ho le armi per combatterlo.

Con affetto
Niki






2 commenti:

  1. Io ti ringrazio dal profondo del cuore per questo post. E' quello che sto vivendo anche io, ma non ero riuscita a focalizzare la presenza di due aspetti del mio carattere che stanno intraprendendo una vera battaglia tra i loro. Ora, dopo la lettura del tuo scritto è tutto più chiaro (non più semplice, attenzione!). Credo che dovrò mettere in pratica la soluzione che hai descritto tu: sarà una lotta con lacrime e sangue, ma sono sicura che ce la faremo!!!! Un abbraccio forte!

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    1. MI fa piacere cha a qualcuno serva!!!!! Buon lavoro!

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