giovedì 6 aprile 2017

Frammenti di vita quotidiana

Sto attraversando un periodo di lavoro intenso su diversi fronti (anche quello della sopravvivenza spicciola). Mi sveglio la mattina e mentre devo ancora scendere dal letto, ho già la mente piena di cose da fare che vorticano come mulinelli di vento accavallandosi, scontrandosi, a volte generando panico.
Non va bene.
Non ottengo risultati migliori affastellando i problemi, le cose da fare.
Così mi fermo e respiro lentamente per un poco. Se ho un po'di tempo e sento i suoni che entrano dalle finestre, cerco di scioglierli nella consapevolezza del mio respiro. Se non ho tempo penso alla mia mente come ad un cavallo selvaggio e, mentre mi vesto e corro per fare le cose, cerco di metterle le redini e di costringerla a calmarsi un poco. Letteralmente.
A volte ci riesco, a volte no.
Ma insisto.
Giorno dopo giorno insisto nel cercare di controllare la mia mente. E' il mio bene più prezioso, che nessuno mi può togliere. Cerco di prendermene cura.
Durante la giornata, appena mi sento più serena, faccio la mia ora di meditazione. Ma se so di avere le giornata pienissima (o le giornate pienissime) mi sveglio anche alle 3 o alle 4 del mattino per essere sicura di non saltarla mai. Per stanca o malata che possa essere stata, non ho mai saltato la mia pratica.
Ma non perché sono brava. E' che nel disastro della mia vita, alla fine, l'unica continuità è questa, l'unica pace è questa, l'unico rifugio è questo.
Nel dolore, nella disperazione, nella paura, nel vuoto della solitudine, nella povertà improvvisa, nella malattia, l'unico rifugio che mi è rimasto è questo. La mia pratica.
Il lavoro delle diete? Cerco di integrarlo nella mia pratica.
Fare la segretaria? Cerco di integrarlo nella  mia pratica.
Curare le persone? Cerco di integrarlo nella  mia pratica.
Mi sento disperatamente sola? Anche questo cerco di integrarlo nella pratica.
Vorrei che ogni istante della mia giornata diventassero una pratica. Così non mi sentirei mai sola, non avrei mai paura e sarei sempre utile agli altri.
Purtroppo sono ancora molto, molto lontana dal mio traguardo. Ma insisto. Se non mi impegno non ci arriverò mai.
Poi, a volte, diventa troppo... allora mi concedo una giornata scema. Leggo, ascolto musica, guardo un film.......mangio qualcosa di fuori dalla norma, di costoso (per i miei standard) o molto ricco come ingredienti. Faccio solo le mie pratiche di base e non tocco il lavoro.
E mi sento ricca.
Il giorno dopo, torno alla mia vita quotidiana. Perché nessuno può percorrere il mio sentiero per me. Perché nessuno mi può proteggere dalla vita, ma, se mi impegno, forse arriverà il giorno nel quale le cose che adesso mi sembrano tremende mi sembreranno piccole, nello spazio infinito della serenità della mente.
Se mi impegno. Oggi, domani, sempre.

2 commenti:

  1. Come sei finita in povertà. Con quanto vivi al mese?
    Non ti sei mai preoccupata di accantonare soldi per la vecchiaia o per eventi avversi della vita?

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    1. L'anonimato non esime dalla cortesia. Che in questo commento manca in modo assoluto. Il mio blog è il mio salotto virtuale, la cortesia è il minimo che chiedo per partecipare. Sarebbe anche gentile presentarsi, non crede?

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