martedì 14 marzo 2017

La via del silenzio

Torno a casa dopo qualche giorno di lavoro intensissimo, stanca morta. E vado in internet per la prima volta da giorni.
E' stato strano, perché pensavo potesse rilassarmi... invece è stato come se avessi aperto una porta che, da un giardino tranquillo, mi ha fatta trovare in un bar gremito da una folla rumorosa, volubilmente illuminato da luci stroboscopiche, con musica assordante, vapori di birra e fumo.
Eppure ho passato questi giorni sempre in mezzo alla gente, parlando molto, ma veramente molto più di quello che per me è normale. Però era un parlare con uno scopo preciso, per loro e con loro, cercando di trovare soluzioni, spiegando, facendo sorridere, ascoltando, cercando risposte. Era un parlare che aveva un senso: diminuire il dolore e aumentare la gioia.
Un parlare all'interno di una situazione di guarigione.
Sono stati giorni faticosissimi e, per reggerli, ho cercato di mantenere una motivazione forte. Non sempre ci sono riuscita, era parecchio ondivaga. Però ci ho provato.
Oggi, preso in mano il computer, pensavo tutta contenta, come un bambino davanti ad un premio: adesso si che mi rilasso. Invece, aperto internet, mi sono trovata nel caos. Non che internet fosse cambiato, era sempre lo stesso. Ma mi ha confusa e respinta.
Non so cosa è successo in questi giorni. Forse è solo la stanchezza e passerà, o forse sono cambiata ancora una volta. Non ne ho idea. Però so una cosa, che il ritiro non arriverà troppo presto. Ho bisogno di silenzio interiore, ho bisogno di fermare il vortice dei miei pensieri. Ho bisogno di fare spazio.
Ho bisogno di percorrere la via di un particolare silenzio: il mio.

Nessun commento:

Posta un commento