giovedì 9 marzo 2017

La signora dello specchio

Da qualche giorno mi guardo allo specchio per pettinarmi. E' così tanti anni che mi pettino allo stesso modo che non ho veramente bisogno di farlo. Ma me lo sono imposto.
Per fare amicizia con questa signora dai capelli grigi che, adesso, incontro ogni mattina.
A volte la signora dello specchio ha il viso distrutto dall'insonnia, a volte sbadiglia rilassata, a volte sorride.
E' gentile, porta pazienza e resta nel mio specchio mentre la guardo.
Ha i capelli argentei, gli occhi quasi sempre tranquilli, la pelle che comincia a cedere qui e là, ha rughe che segnalano che nella vita ha pianto, ma ha anche sorriso.
La signora dello specchio sta invecchiando. Ma lo fa con una certa gentilezza, da un po'di tempo in qua. Gli scorsi anni il dolore l'aveva sbattuta contro le pareti della sua mente con la violenza di un mare in tempesta, e lei aveva usato tutte le sue risorse per non affogare in quel mare di dolore.
Adesso è più tranquilla e si è ricordata dell'adagio della bisnonna Emma: quando si invecchia ci si deve curare, non più per piacere, ma per non urtare gli altri con la nostra sgradevolezza.
Così adesso si cura.
Le viene un po'da ridere quando si mette (se se lo ricorda) la crema per il viso, o quando indossa una collana o un vestito regalo della Milena....le sembra quasi come quando era bambina e giocava "alle signore". Però lo fa, coscienziosamente, come una pratica. Cerca di non farsi prendere dal gioco al massacro di sembrare bella, ma non si lascia andare. Ha deciso di cercare di invecchiare con grazia.
Non che l'impegno si fermi al viso, sarebbe stupido.
Però mentre riusciva senza problemi, anche nei momenti peggiori, a prendersi cura della sua mente con la meditazione, occuparsi del corpo, della sua bellezza o decadenza, le sembrava una fatica superflua, eccessiva per i risultati che poteva dare.
Nel cataclisma del dolore il corpo le sembrava un oggetto estraneo, ingombrante, faticoso da gestire.
Adesso, la signora dello specchio, ha accettato che il corpo è il mezzo che ha per proseguire sul suo sentiero. Così se ne sta prendendo cura come si farebbe con un gattino malato. Lo nutre, gli fa fare movimento e cerca di mantenerne anche l'aspetto in buone condizioni.
La signora sta cercando di riunire due menti: la mente serena, ascetica, lontana dal mondo che la guarda, e la mente femminile che vive nello specchio,  che vorrebbe che il riflesso fosse ancora bello da guardare.
Non è negando un aspetto di sè stessi che si arriva ad una mente che dimora nella serenità, la negazione porta discordanza.  E' nell'accogliere, capire, pulire e raffinare che si arriva alla pace.

Forse, un giorno, il riflesso e la donna saranno uno. Se ci arriverò, sarà un gran bel giorno. Un giorno di grande pace.




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