domenica 5 marzo 2017

Il suono dell'erhu

Quando si è giovani si sognano grandi cose, avventure, amori.Poi gli anni passano.
Ci sono ancora sentieri da scoprire, mondi da cambiare, solo che appartengono ad una dimensione diversa. Una dimensione interiore.
La bellezza della giovinezza è la vitalità, la gioia, l'energia ancora tutta da spendere, l'illusione che il mondo aspetti solo noi per fare festa... La bellezza della vecchiaia è nella gentilezza, nella costante pulizia interiore che impedisce alle scorie del mondo di appesantirci, nella comprensione, nel rifinire quello che, a qualsiasi età, è ancora migliorabile: la mente.
Nella mia casa silenziosa, il suono gentile dell'erhu si spande nelle stanze, mentre ascolto un brano di musica tradizionale cinese che Dario pensava mi assomigliasse.
Il tè fuma nella tazza e sono tranquilla.
Sto cominciando a preparare il mio ritiro, piano piano, pensando a tutto quello che serve. L'erba kusha, le offerte, le candele, gli incensi. Dovrò procurarmi un tavolino basso e lungo per appoggiare gli oggetti rituali e la sadhana.
Lascerò il mio lettino in ufficio, sarà bello avere di nuovo una stanza solo per la meditazione, da tenere sempre ordinata, con l'altare sempre ricco di offerte di fiori, luci, incensi e dolci rituali.
Sto preparando, a poco a poco, anche lo strumento più importante del ritiro: la mente. Con la pratica quotidiana e con lo studio.
L'erhu, gentile, sottolinea questo momento di pace. Il passato e il presente, per una volta, non mi danno dolore, ma solo la speranza di riuscire a domare la mia mente. La mia peggiore nemica che potrebbe trasformarsi nella mia migliore amica.

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