venerdì 9 settembre 2016

Vite che si incontrano

E' bello fare colazione in una cucina luminosa e vedere la corte giù in basso e, dietro le case della corte, gli alberi sulla collina di fronte.  Sorseggio il mio tè e penso. Sono stanca e mi aspetta un'altra giornata pesante ma ho la prospettiva di poter (forse) riposare sabato e domenica.
Sarebbe bello riposare.
Ieri sera mi hanno chiesto di fare da baby sitter per un'ora, alcuni giorni della settimana (appena mi sarò ripresa bene), ad un quasi adolescente difficile, e che sta vivendo mele la conflittualissima separazione dei genitori. Ho accettato con riserva. Gli voglio bene (e lui ne vuole a me) e temo di essere l'unica persona che potrebbe dargli una mano in questo caos. Lo ritengo un ragazzino intelligente e volitivo, che è in una fase critica: sta decidendo se diventare (come dicono tutti) un disgraziato o, come dico io, una persona di valore. Certo che è una responsabilità grossa e, soprattutto, non so se fisicamente riuscirò a tenere botta. Però non provare sarebbe da vigliacca. Il premio in ballo è troppo grosso: aiutare un ragazzino fantastico a superare bene un brutto momento e uscirne intero.
Le avventure non sono solo nei caraibi. L'avventura è riuscire a fare una differenza, o almeno provarci, accettare la sfida, nella vita di qualcuno.
p.s. Non capisco perché mi ha formattato il post con questi spazi orrendi ma sono troppo stanca per modificarli. Portate pazienza.

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