giovedì 22 settembre 2016

La Niki, l'Universo e Tuttoquanto...

Io me, la Niki, sono un piccolissimo bruscolino nel mondo. Con tre amici che mi seguono e commentano, più uno che legge e non commenta mai.
Sono vecchiotta, con poca salute, incasinata, sempre al verde. Però voglio bene ad un sacco di gente e alcuni mi vogliono bene. Vivo ogni giorno come se fosse l'ultimo e certe volte, quando la salute vacilla più del solito, ci spero, che sia l'ultimo. Ma non sono così fortunata.
Scrivo, cucino, studio, leggo, faccio da segretaria a Dawa, da factotum per Gawaway, da "mamma" o "sorella maggiore" per alcune persone che, non si capisce come mai, pensano che io possa aiutarle. Alcune sono addirittura convinte che le abbia, effettivamente, aiutate.
Ho un regime di vita monastico da tutti i punti di vista. E la cosa mi va benissimo. Non rientrerei nel marasma del gioco delle coppie per niente al mondo. Ho avuto fortuna una volta, mi basta. La perfezione non si ripete.
Mi vesto con avanzi di mie amiche e con due paia di jeans che ho comprato anni fa alla lidl per 9 €. Se avessi un po'di soldi in più mi comprerei quei vestitoni larghi e comodi. Perché il vizio delle cose belle mi è rimasto, però, se devo indossarle, devono essere comode.
Ogni tanto, su fb, vedo gente che posta foto di vecchiette vestite stravaganti e scrive: da vecchia voglio essere così. E mi fanno tenerezza. Perché il vestito è solo un involucro. Stravagante lo diventi dopo una vita vissuta sempre fuori dagli schemi.
Una volta, un personaggio del mondo della moda mi ha detto: tutti vorrebbero avere un look speciale, FARE trend, essere "cool". E invece, tutto quello che fanno è seguire le indicazioni delle riviste di moda. Chi crea i trend, della moda se ne frega. Sono passati gli anni e mi sono resa conto che anche in tutti gli altri campi è così. Le persone seguono il pensiero dominante ma pensano di essere "diversi", di essere "avanguardie", cool.
Non è che io sia migliore, solo che mi trovo sempre e invariabilmente, da tutta una vita, dalla parte delle minoranze, dei diversi veri, quelli che non si fanno inscatolare da niente e nessuno. Anche il mio modo di essere buddhista, grazie a Dario, è diverso. Non sono una devota, temo...
A volte mi chiedo perché, poi siccome non trovo la risposta lascio perdere.
Però di una cosa sono sicura. La diversità, quella vera, la paghi sempre, amaramente. Finchè non te ne fai una ragione e ti accetti tu. E cominci a vivere in pace con te stessa. Cosa fanno gli altri è un problema loro. Al massimo vuoi loro bene, o li stimi, o ti dispiace per loro, o ti irritano (e allora ti limiti a evitare di averci a che fare).
E alla fine capisci che sei diventata una strana vecchia signora. Non per una scelta consapevole, lo sei diventata attraverso tutti gli anni che hanno composto la tua vita, con le miriadi di piccole scelte quotidiane.
Ci pensi sopra e poi alzi le spalle. E' andata così.

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