lunedì 11 luglio 2016

L'Importanza di Essere Consapevoli

Ne Buddhismo tibetano c'è un'iniziazione molto particolare che si chiama: "Cenresi che apre gli occhi".
Cenresi è il Buddha della compassione. Apre gli occhi perché senza cosapevolezza non possono esistere il bene, l'amore, la compassione.
Questo vuole semplicemente dire che dobbiamo cercare di vedere la realtà di quello (e di coloro) che ci circondano, in modo chiaro. Senza nasconderci dietro a muri di preconcetti, desideri di essere accettati, conformismi, di comode cecità.
Dobbiamo guardare con occhi bene aperti, dobbiamo capire. E poi, con la consapevolezza di quello che abbiamo davanti, dobbiamo cercare di provare compassione.
Il buonismo non è compassione perché tinge tutto di rosa e quando, per un qualche disguido, il rosa scompare, il buonista si sente tradito e si arrabbia tremendamente, spesso prendendo posizioni diametralmente opposte a quelle che aveva prima.
Chi cerca di sviluppare la consapevolezza unita alla compassione deve avere il coraggio di guardare le situazioni e le persone nella loro realtà, per brutta o bella che possa essere. Deve "vederle" veramente. E poi, senza occhiali rosa, deve provare compassione per tutti.
Ma una compassione asciutta. Che permette anche l'azione. Perché chi vede il male e, potendo contrastarlo, non lo fa, diventa complice.
E fa un doppio danno (triplo se consideriamo chi il male lo subisce) perché non solo accumula il karma negativo di non aver fermato il male, ma permette che anche chi sta facendo il male continui ad accumulare karma pessimo.
Non è lasciando il male imperversare che siamo compassionevoli.
E non finisce qui, perché chi cerca di sviluppare saggezza e compassione unite, mentre agisce, mentre vive, mentre vede il mondo com'è, deve sforzarsi di anche tenere nel cuore la compassione per tutti, o almo provarci, per vittime e carnefici.
Perché nell'ottica del ciclo delle rinascite, chi è canefice oggi sarà vittima domani, e chi è vittima oggi, è stato carnefice ieri.

E' un esercizio molto impegnativo realizzare la compassione unita alla consapevolezza. Ma io credo che valga la pena di provarci.
Oggi più che mai.

1 commento:

  1. Sei stata chiarissima, per chi non pratica il buddismo forse non è facile entrare in quest'ottica, ma spero che sia comunque di riflessione.
    E' un allenamento quotidiano quello che ci viene chiesto, uno sforzo che semplicemente ci rende davvero umani.

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