venerdì 8 aprile 2016

Le Radici del Quotidiano

E' uno strano periodo, per me, pieno di cose nuove che devo imparare a fare da sola. A volte mi rattristo, a volte mi spavento, a volte riesco a far fronte.
A volte apprezzo la mia solitudine. Non nel senso che sto bene senza Dario! Ma nel senso che, avendo perso lui, ho almeno il lusso di poter pensare, valutare e meditare, nel silenzio della mia casa.
A volte mi sembra di guardare il mondo con gli occhi di una bambina senza esperienza, a volte mi sembra di guardarlo con la consapevolezza di mille anni, perché la vita con Dario è stata così intensa e varia che, spesso, un mese ci sembrava contasse come una vita intera.
Così, quando mi succedono cose, nei momenti di pausa del lavoro, ci penso sopra. Cerco di guardare come mi sono comportata,  come mi comporto, che motivazioni davvero mi spingono.
Cerco di capire come lavora la mia mente.
Non sempre ci riesco. Non è per niente facile.
Però ci provo, ancora e ancora, testardamente. E quando vedo che una persona (o molte persone) si raccontano un sacco di bugie sulle loro vere motivazioni, invece che irritarmi con loro, mi metto a cercare le MIE false motivazioni.
La mia gentilezza è davvero limpida? Non c'è qualche traccia di desiderio di essere amata? Quando scrivo sono davvero sincera fino in fondo? O cerco di apparire migliore di quello che sono? Quando lavoro riesco a mantenere davvero la motivazione di beneficiare quante più persone possibile? O mi succede di pensare solo al lavoro in sé e per sé?
Perché tutto il male e tutto il bene del mondo, partono anche dalla mia mente, dalle radici del mio pensiero quotidiano, quindi è bene che io mi assicuri che le radici del mio quotidiano, le mie motivazioni, non siano velenose e non facciano germogliare azioni intrinsecamente negative (anche se apparentemente buone).
...prima o poi spero di riuscirci, a fare chiarezza!

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