sabato 30 aprile 2016

Un mondo sconosciuto

Ieri sera ero stravolta dalla stanchezza.
Però, invece che avere incubi, come una specie di compensazione, ho sognato la mia famiglia.
Dario, mamma, papà e tutti i nostri animali.
Era bellissimo, così bello che non riesco a descriverlo e io ero così felice.
Poi mi sono svegliata ed ero sola. In questa casa che è solo un posto in cui tengo le mie cose.
Era tutto così estraneo. Privo di reale consistenza. Come se il sogno fosse stato la realtà e la realtà sogno.
Questo mondo, in cui cammino ogni giorno, non è più il mio. E, a volte, mi sembra di non provare più sentimenti. Niente desideri, niente amore, niente dolore....niente. Come se di me fosse rimasto solo un involucro.
A volte il distacco dura alcune ore. A volte giorni. Mi muovo come il fantasma di me stessa in un mondo che non vivo più come reale, che mi è estraneo e che non riconosco.
Ci sono due cose che fanno riprendere consistenza alle cose: un evento con le caratteristiche dell'urgenza, che mi fa scattare la reazione istintiva di "risolviamo subito" e poi la lettura di testi di filosofia buddhista. Che non risolvono il senso di distacco, ma lo inquadrano in modo positivo.
Ho amore per molte persone, ma non è l'amore viscerale, che includeva una responsabilità illimitata, che avevo per la mia famiglia. E' un amore gentile, che mi fa pensare ai miei amici con affetto, con impegno, con partecipazione per le loro gioie ed i loro dolori.
Ma è come se la mia vita avesse preso i colori un po'trasparenti di un acquerello. Non mi sento più protagonista della mia vita... è come se fossi solo uno sfondo per le vite di altri.
Non è così male.

lunedì 25 aprile 2016

Comunicazione di servizio! :)

A volte, spesso, mi chiedo come facciate a reggere le mie esternazioni scritte. Tutto questo tira e molla, questo passare dal dolore personale, all'economia, alla politica, alla ricerca spirituale.
Non so, dovreste trovarmi insopportabile!
Invece voi mi state vicino, a volte commentate, mi fate compagnia.
Be... grazie :) e buona giornata!

Amici e nemici

Alla fine, una delle poche cose di cui sono sicura, è che posso cambiare la mia mente. E che devo impegnarmi nel farlo. 
L'altra cosa sicura è che la compassione è un valore immenso, mentre l'ego è un nemico immane.
Per quello che riguarda il resto del mondo... è tutto troppo confuso, troppo caotico, troppo pieno di parole che sembrano dire una cosa, ma realmente ne indicano un'altra. Chi sono i nemici e chi gli amici? Nel Samsara non lo so. Ma nel profondo della mia mente il mio amico è il Sentiero, in mio nemico è l'ego. Mi aggrappo a questa certezza come un naufrago alla zattera. E proseguo zoppicando per la mia strada.

Tra impegno e ritiro

Dentro di me ci sono due tendenze opposte.
Una è occidentale e soffre della corruzione dilagante, del mostruoso NWO che ci sta portando esattamente dove vuole. Questa parte vorrebbe condividere le paure e le conoscenze con gli altri, vorrebbe fare qualche cosa per fermare l'orrore incombente.
L'altra è asiatica e di fronte all'orrore vorrebbe ritirarsi su una montagna a meditare. Dedicando i meriti della meditazione a tutti.

La prima tendenza a volte mi sembra assurda, come uno che urla davanti ad un treno in corsa che sta per cadere in un burrone, ma, di fatto, non può cambiare niente. La seconda è così tentatrice che è troppo facile.

Chissà se riuscirò a conciliarle in una cosa che è per il bene di tanti, ma che non cerca grandi cambiamenti, si accontenta di piccole cose del quotidiano, lasciando al karma collettivo il resto... la dieta per essere più sani sia mentalmente che fisicamente.

domenica 24 aprile 2016

Aspettando la fine della tranquillità

I padroni di casa hanno affittato il buchetto al piano di sopra ad una famiglia musulmana (praticante, le due donne che ho visto portano il velo) di cinque persone.
Ora, da casa mia si sente anche se cade uno spillo. Immaginate 5 persone che vivono in un ambiente piccolissimo, giusto sopra la mia stanza-ufficio.
Fossero anche santi, devono pur camminare, spostare le sedie.
Vuoi che non guardino la televisione? Vuoi che i bambini non strillino e non corrano?
Mi è preso un colpo. Poi mi sono detta che non andava bene.
Così mi sto preparando alla fine della tranquillità. Pensando che, se Dario fosse qui, mi direbbe che dò troppa importanza a cose esterne, che se fanno chiasso basta non farci caso, che il problema sono io, che mi preoccupo addirittura in anticipo. Non loro.
Che se sono islamici, meglio, così mi rendo conto della situazione. Che forse mi faranno purificare il karma più in fretta, se la accetto come una purificazione. Che per uno/una sul sentiero ogni cosa è motivo per crescere, non per frignare.
E via di questo passo...

Così mi sto preparando.
Mi godo la tranquillità e penso che mi stavo abituando troppo bene. Che è meglio non perdere l'addestramento che mi ha dato l'India, col rumore del traffico e dei clacson che continuava tutta la notte (pausa solo dalle tre alle quattro del mattino).

Questo per la preparazione. Poi vedremo come andrà, però almeno adesso ho la mente serena.

sabato 16 aprile 2016

La Forza dell'Abitudine

Spesso, la notte, mi sveglio. Se non devo alzarmi presto il giorno dopo non è un grosso problema. Resto tranquilla a letto e penso, o faccio qualche esercizio mentale.
Stanotte ero felice, pechè il sito sta formandosi, ma triste e spaventata per tutto quello che sta succedendo nel mondo.
E' un mondo malato, che ha perso il senso dell'umano.
Eppure, parlando con le persone, leggendo su internet, tanti di noi vorrebbero tornare alla loro umanità. Ma è come se aspettassimo un segnale. Finché il segnale non verrà dato continuiamo come sempre, credendo sempre alle stesse cose, facendo quello che abbiamo sempre fatto, reagendo come abbiamo sempre reagito.
Continuiamo ad essere arrabbiati, o a sentirci nel giusto anche dopo che abbiamo visto che, quello che abbiamo sempre ritenuto giusto, ci ha portati dove siamo. Sull'orlo del baratro.
La forza dell'abitudine è potente perché vivere è duro. E rivedere l'impianto della propria vita, delle proprie abitudini, delle proprie credenze,  richiede uno sforzo enorme.
Non sto dicendo che è facile cambiare. Sto dicendo il contrario ed io lo so bene, perché lotto ogni giorno con la mia mente pigra, non sono diversa dagli altri.
Però è bello sentire la propria mente che cambia, che reagisce in maniera differente, che si allarga, che è più serena, che è più limpida.
E' bello vedere che alle vecchie situazioni si trovano risposte nuove, Dà senso alle giornate.
E' vero che non è sempre così, che ci sono giorni bui, nei quali tutto sembra ristagnare, ma poi vengono le notti serene, nelle quali l'insonnia non è un mostro, ma solo una gentile compagna che permette di pensare alle cose nel silenzio della notte e il mattino porta, con il profumo del caffè, nuovi pensieri e nuovi impegni, ma anche speranze.

La forza dell'abitudine non è una nemica, se impariamo ad usarla, perché potremmo mettere la mente su un nuovo sentiero ed "abituarla" a quello: il sentiero del cambiamento, il sentiero del ritorno all'umanità.

giovedì 14 aprile 2016

E Crisi dopo Crisi... Riuscirò a Cambiare?

A volte basta una stupidaggine, come l'eccesso di stanchezza. O una notte insonne. O un problema che persiste come una zanzara che gira pigramente nella stanza... tu sai che c'è e non riesci a liberartene...
A volte è il freddo. Che mi uccide.
A volte è un ricordo che emerge a tradimento.
A volte è la solitudine mescolata al freddo e alla stanchezza.
A volte è che devi fare tutto, anche cose che non sai fare e ti senti persa.
E viene la crisi.
Violenta come un mare in tempesta. La mente rimane lì, rincitrullita. Non sa reagire. Va in corto circuito e annaspa. Non riesce ad andare avanti ma non riesce nemmeno a fermarsi per trovare modo di riprendersi.
Poi ti chiama un'amica. Una delle poche persone che è venuta a trovarci quando Dario era malato. Che mi ha raccattata e costretta a mangiare...dopo...
E parli con lei di certi momenti, di certe cose. E ti rendi conto che va bene costringersi ad andare avanti, ma che a volte è umano e giusto lasciarsi andare al dolore. Perché altrimenti il dolore si rivolta e diventa una cosa malata.
Stanchezza, freddo, stress... più un dolore sordo che non si vuole guardare, che si ha paura di toccare, sono una mistura infernale.
Poi chiama un'amica... e, anche se ti senti ancora stanca, improvvisamente la disperazione è svanita.
Grazie Anna. Ti voglio bene.

sabato 9 aprile 2016

Il Mare della Paura

Un giorno dopo l'altro proseguo con la mia vita, con il progetto, con lo studio. E tutto sembra normale. Poi, all'improvviso, a volte senza motivo, a volte perché ho pensato troppo alla fragilità della mia situazione, all'improvviso la mia mente annega nella paura.
Una paura così violenta, così grande, come un mare in tempesta, che non c'è modo di fermarla. I giorni diventano bui, le notti non mi concedono il sonno. Lo stomaco di contrae e la mente diventa come un criceto, che corre, corre, corre sulla sua ruota e non va da nessuna parte.
Quando la marea della paura avanza, tutto diventa terribile.
La mancanza di Dario è come un coltello piantato nel cuore, il lavoro diventa una voragine di impegni infiniti e io sono piccola piccola davanti a tutto quello che c'è da fare, il mondo lo vedo ostile, impossibile da raggiungere e la pratica svanisce, sepolta nella mente fuori controllo.
Stanotte ho cercato di riprendere il controllo con le tecniche che ci insegnano. Ho cominciato tardi, quando la paura era già scatenata e i lupi del terrore ululavano nella mia mente.
Dario diceva sempre: a volte sbagliamo perché scappiamo dalle cose inseguiti dai lupi creati dalla nostra stessa mente. Se riuscissimo a vedere che siamo noi, che creiamo i lupi, vinceremmo, diceva. Perché sono ombre senza consistenza.
Stanotte ho dato la caccia ai mie lupi ululanti, ho cercato di vederli per quello che sono: fabbricazioni della mia menta. Ho cercato di lasciarmi alle spalle il mare in tempesta che minacciava di inghiottirmi con tutte le mie forze.
Non che abbia avuto un grande successo, sono rimasta sveglia fino alle 5. Però ci ho PROVATO. Ho combattuto, non mi sono identificata con la paura. Ho cercato di isolarla, di espellerla, di trasformarla.
E' un inizio.
E stamattina sono di nuovo serena. La nottata non ha lasciato traccia.

Buona giornata a tutti! Con affetto
Niki

venerdì 8 aprile 2016

Le Radici del Quotidiano

E' uno strano periodo, per me, pieno di cose nuove che devo imparare a fare da sola. A volte mi rattristo, a volte mi spavento, a volte riesco a far fronte.
A volte apprezzo la mia solitudine. Non nel senso che sto bene senza Dario! Ma nel senso che, avendo perso lui, ho almeno il lusso di poter pensare, valutare e meditare, nel silenzio della mia casa.
A volte mi sembra di guardare il mondo con gli occhi di una bambina senza esperienza, a volte mi sembra di guardarlo con la consapevolezza di mille anni, perché la vita con Dario è stata così intensa e varia che, spesso, un mese ci sembrava contasse come una vita intera.
Così, quando mi succedono cose, nei momenti di pausa del lavoro, ci penso sopra. Cerco di guardare come mi sono comportata,  come mi comporto, che motivazioni davvero mi spingono.
Cerco di capire come lavora la mia mente.
Non sempre ci riesco. Non è per niente facile.
Però ci provo, ancora e ancora, testardamente. E quando vedo che una persona (o molte persone) si raccontano un sacco di bugie sulle loro vere motivazioni, invece che irritarmi con loro, mi metto a cercare le MIE false motivazioni.
La mia gentilezza è davvero limpida? Non c'è qualche traccia di desiderio di essere amata? Quando scrivo sono davvero sincera fino in fondo? O cerco di apparire migliore di quello che sono? Quando lavoro riesco a mantenere davvero la motivazione di beneficiare quante più persone possibile? O mi succede di pensare solo al lavoro in sé e per sé?
Perché tutto il male e tutto il bene del mondo, partono anche dalla mia mente, dalle radici del mio pensiero quotidiano, quindi è bene che io mi assicuri che le radici del mio quotidiano, le mie motivazioni, non siano velenose e non facciano germogliare azioni intrinsecamente negative (anche se apparentemente buone).
...prima o poi spero di riuscirci, a fare chiarezza!