lunedì 28 marzo 2016

L'Ipocrisia dei Giusti

Sono sempre stata una persona che viveva ai margini. Troppo strana per essere accettata se non da gente marginale come me.
E' stata un'enorme fortuna, perché mi ha permesso di guardare il mondo da un'angolazione diversa, mai omologata con la maggioranza al potere.
Per questo oggi mi permetto di parlare dell'ipocrisia dei giusti, perché vorrei che, senza malanimo, senza rabbia, senza reazioni emotive da offesi, ci si rendesse conto di alcune cose.
Che si cominciasse a vedere che quando ci si sente così giusti da diventare ipocriti,  quando i valori sono a senso unico, l'indignazione va in un'unica direzione e non vede, letteralmente, il resto del mondo, allora è il momento di ripensare alle proprie posizioni. Perché vuol dire che  facciamo parte del nuovo sistema, anche se pensiamo di essere liberi ed indipendenti.

Premetto che non mi piace Donald Trump. Il suo unico dato positivo, a mio parere,  è che non fa parte delle elites che ci governano più o meno apertamente.
Però da giorni, sia negli USA che all'estero, si stanno ripetendo episodi che sanno di minaccia violenta: pupazzi con la sua effige decapitati (col solito video su Youtube), bruciati ecc. e, oggi, una lapide con il suo nome e data di nascita e con la data di morte in bianco in Central Park a NY.
Ora, fosse successo ad un candidato liberal, fosse pure un liberal iper corrotto e dichiaratamente guerrafondaio come la Clinton, avrei trovato sul web, e anche tra i miei contatti fb, una marea di rimostranze veementi.
Poichè l'attaccato era Trump il silenzio è stato assordante.

Pensate a John Donne, così amato così citato... non dice: la morte di ogni uomo della mia parte mi dimunuisce..." non invita a fare distinzioni, ma il contrario.
Il giovane uomo di 30 anni che si fa saltare per aria uccidendo centinaia o decine di persone... è stato una perdita per noi. E' nato umano, lo hanno fatto diventare un demone.
La morte e la corruzione di ogni essere umano ci diminuisce. Non solo quella di alcuni che la pensano come noi.

Parlando di piccole cose... quando ero ragazzina ero una ribelle, ma veramente senza programma. Le ho prese sia dai fascisti che dai comunisti.
Il giorno in cui il capo dei fascetti della mia scuola è arrivato distrutto, perché gli era morto il nonno che gli aveva fatto da papà, lo hanno lasciato solo tutti. Tranne me. E non mi sono illusa nemmeno per un momento che dopo di allora sarebbe diventato mio amico ed avrebbe smesso di tormentarmi. Non potevo sopportare che rimanesse solo col suo dolore, amico o nemico che fosse. Non era giusto.
Non ero molto saggia, avevo 16 o 17 anni. Non avevo verità da distribuire, non ero una Giusta. Ero una pesona ai margini. Una disadattata.
Ma già allora sapevo che la sofferenza, la paura, sono uguali per tutti.
Pensateci un secondo e regalatevi una giornata non settaria. Vi sentirete meglio.
Un abbraccio
Niki

3 commenti:

  1. Sono riuscito a comprendere il senso dell'articolo, anche se ci sono dei punti un po' sparsi. La cosiddetta "ipocrisia dei giusti" come la chiami tu per me è tutto ciò che oggi è "politically correct" ossia accettato a livello mondiale perchè considerato moralmente condivisibile. Prova a fare un torto ad un nero e se questo pensa che glielo hai fatto solo perchè è nero, ti darebbe del bianco di merda (in fondo è giusto, no? i bianchi nella storia hanno oppresso i nero). Guarda l'odio che viene sparso nei media e tutto ciò che ad esempio si ricava dalla violenza sulle donne, spot pubblicitari misandrici (odio verso gli uomini) - il maschio è violento ed è corretto che sia odiato.

    Per me questo non è ne segno d'intelligenza ne di giustizia, anzi, della stupidità umana.

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  2. Ogni epoca ha la sua forma di ipocrisia, non trovi? Devo dire che quella attuale è veramente strana :)

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  3. Quella attuale si differenzia dalle altre perchè c'è stato un grande sviluppo tecnologico e tecnico.

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