domenica 13 marzo 2016

Gioia? Si Grazie.

Ieri ho passato qualche ora con un caro amico. Una persona che stimo molltissimo e la cui compagnia trovo al tempo stesso rilassante e vivificante.
Parlare con lui mi ha resa ancora più convinta di come siano importanti la diversità, la cultura, il pensiero critico, la capacità di creare cose nuove, di impegnarsi, di essere sempre vivi dentro, di avere moralità e senso dell'umano.
In questo mondo che si sta trasformando velocemente in una periferia povera e grigia, omogeneizzato al minimo comune denominatore di un pensiero socialista strisciante, che, come sempre, privilegia la massa sull'individuo, è stato rinfrescante rivedere G.
Un'umanesimo temprato dalla compassione, come il suo, è, credo, la risposta ai nostri problemi.
Siamo cresciuti in un mondo che, poco a poco, in maniera subdola, ci ha convinti che demandare le responsabilità dell'individuo allo stato fosse non solo giusto, ma addirittura un diritto. Non ci siamo resi conto che cedere le responsabilità vuol dire condannarsi a diventare eterni adolescenti, consci solo del godimento del qui ed ora, sempre tesi nell'ansia di soddisfare i propri desideri che sono "dovuti".
Piano piano, senza nemmeno rendercene conto, ci siamo appiattiti su un'amoralità diffusa che ha soffocato tutto. Per avere la nostra infinita adolescenza abbiamo dato troppo in mano allo stato. Abbiamo dato tutto.
Ma lo stato non è la mamma, che ci ha messi al mondo e portati in pancia nove mesi, che si svegliava quando piangevamo, che ci consolava quando avevamo paura. Lo stato è composto da individui con un livello di moralità così basso che dovrebbero essere ai margini della società. Banditi come pericolosi.
Invece ci governano.
Sappiamo che sono corrotti, perfino una stampa asservita come la nostra non può fare a meno di dare conto di scandali continui, vergognosi, che coinvolgono la nostra classe politico/burocratica. Eppure, per la mistica della religione statalista, crediamo che queste persone corrotte, magicamente, poiché ricoprono cariche istituzionali, sappiano scegliere bene per tutti noi. Così bene che le loro idee devonoe ssere imposte a tutta la comunità come leggi, corredate da pesanti punizioni... che vengono comminate solo ai cittadini onesti. Perché la legge, così com'è, è fatta per difendere chi abusa, non chi subisce.
Non credo che ci sia stato mai, nella storia del mondo, una follia così onnipervasiva. Un ribaltamento di visione di vita così radicale, che investe perfino (non a caso, perché è uno strumento potente) il linguaggio.
Ma credo che sia possibile svegliarsi da questo sonno drogato. Credo che ci siano ancora spazio e tempo per scegliere di crescere.
Per scegliere di essere felici.




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