lunedì 7 marzo 2016

Di Nuovo On-line

Questo trasloco, con l’eccesso di fatica (ho dovuto aiutare a caricare e scaricare anche i mobili per ben tre volte) e il freddo che ha comportato, ha portato a galla tutta la mia fragilità fisica, atterrandomi completamente. Non avevo mai avuto una crisi di svenimenti così lunga. Un giorno o due si, normale, ma questa volta ho superato abbondantemente la settimana. 

D’altro canto la situazione pesante in cui mi sono trovata mi ha fatta pensare di più alla mia pratica. 

Ho sempre avuto paura della solitudine. 
In questo mese di febbraio ho affrontato da sola (senza nemmeno il conforto di internet... certo, avevo le telefonate degli amici più cari, di lunga data, ma è un’altra cosa) gli svenimenti continui, il gelo in casa e una brutta bronchite asmatica. 
I primi giorni in casa ero senza riscaldamento, adesso ho una stufa a legna, ma subito prima della malattia avevo solo una stufetta elettrica, che toglieva a malapena il gelo dalla stanza in cui dormivo. Ancora oggi il bagno e la cucina sono ghiacciati. Quasi ogni giorno dovevo, giramenti di testa o meno, prendere la macchina (vedevo la strada ondeggiarmi davanti fra un’ondata di nausea e l’altra) per andare dove la mia connessione prendeva, per cercare, via internet, di risolvere la questione dei contatori (la burocrazia italiana è VERAMENTE da terzo mondo).
Un giorno, facendo un po’di spesa, ho spaventato talmente un signore, un volontario dei pompieri, che mi ha voluto sentire il polso a tutti i costi: neanche 60 di minima. Voleva portarmi in ospedale. Ho rifiutato.
Cosa mi avrebbero fatto in ospedale? Dato veleni chimici e sarei stata ancora più sola che non a casa, dove ho i libri di Dharma di Dario che mi fanno compagnia, le mie pratiche, i miei incensi e la mia tranquillità.
Sono tornata a casa da sola, guidando. Certo, la strada ondeggiava parecchio...
Ogni tanto la depressione faceva capolino. Sopratutto quando pensavo al lavoro fermo. O alla mancanza di Dario. Ma allora prendevo la mente per le corna e la bloccavo. Mi dicevo: se Dario ha potuto combattere la paura della morte e della malattia, io DEVO riuscire a fermare la depressione e la paura. Non sono in una situazione pesante come lui. E ci lavoravo su finché non passava o, almeno, si trasformava in un dolore sordo, di sottofondo..
Giorno dopo giorno, caricando di legna la stufa, barcollando nel gelo della cucina per fare un brodo d’ossa, prendendo in mano il computer per guardare (senza risultati, troppo incapace di concentrazione) qualche cosetta di lavoro, facendo le mie Sadhane, che sono state la mia ancora... pensando a Dario, ispirandomi a lui... giorno dopo giorno ho affrontato la mia mente paurosa. Che è il mio nemico.
E sono state più le volte in cui ho vinto io di quelle in cui ha vinto lei.

Lo so che non è una vittoria definitiva. E solo’ un inizio.

Però mi sto chiedendo se continuare il blog. Le mie scelte di vita, le mie idee su quello che voglio, stanno diventando sempre più, come dire... decise, e sempre meno allineate con il mondo contemporaneo. Mi chiedo se questa strada che ho scelto non finirà per irritarvi o deludervi. Perché se il blog continuerà, da adesso in poi, avrà toni sempre più legati al mio percorso spirituale.
La mia vita sta identificandosi ogni giorno di più col sentiero. Non è un vanto, è un dato di fatto: non mi resta altro.
In India, tradizionalmente, si dice che per 20 anni si è giovani, per venti combattenti e per altri venti capi della casata. Dopo questo si è liberi di scegliere per sé stessi anche la via della rinuncia.
Per me la scelta della rinuncia è arrivata qualche anno prima, con la perdita di Dario. Diverse persone gentili non vogliono sentirmi dire che sono vecchia, dicono: ma hai solo 56 anni! E’ vero. Dico che sono vecchia per semplificare le cose. 
Non ho intenzione di ritirarmi, ho un progetto importante da mandare avanti in cui credo sempre di più, mano a mano che ne intuisco gli sviluppi. Ho tante cose da imparare, da scoprire, ho la mia mente da domare. Non è da vecchi, nel senso normale del termine, voler cambiare la propria mente, ora e sempre, volersi sempre evolvere.
Però ho scelto la rinuncia. Così, per semplificare le cose dico: sono vecchia.
Non so se questo possa ancora essere interessante per voi. 

Fatemi sapere cosa ne pensate. 

7 commenti:

  1. bentornata Niki... qualsiasi sia la tua scelta, è la tua, e va rispettata... io sono contenta che tu ci sia di nuovo anche per i "virtuali" come me ^_^

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    1. Bentornata amica mia, quanto mi sei mancata... Non ti dico quanto fossi preoccupata... lo sai, mi conosci. Se potessi volerei da te a confortarti ed aiutarti, ma non posso. Un abbraccio caloroso e fai ciò che ti senti di fare, io sono qui nel nostro spazio "virtuale" fatto di amore. Mi piange il cuore saperti sola ad affrontare tutte le tue paure oltrechè le fatiche ed il malessere. Sono felice di risentirti e di poter avere tue notizie, ti prego non chiudere il blog mi dà la possibilità di restare in contatto e a chi non piace o non è d'accordo sulle tue scelte pazienza, vuol dire che non ti leggerà, ma chi ti vuole bene non ha altro mezzo. Un bacione cara

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  2. Chi ti vuole ti segue . Bentornata

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  3. Tutto quello che scrivi è bello e costruttivo, tu sai scriver cose che anche tanti di noi vivano ma spesso non sanno farle uscire... così le tue parole ci fanno capire che quanto ci succede è nella normalità, si deve solo continuare a lottare... Quindi ci sproni. Sei una persona fantastica, nonostante i tuoi limiti fisici, che appartengono a noi tutti.
    BENTORNATA !!!!!

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    1. Anonimo/a...mi fai arrossire. Non sono così brava dai!!!
      Però grazie per il bentornata! :)

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