giovedì 31 marzo 2016

Niente Odio

L'odio avvelena la mente.
Chi insegna l'odio insegna il male. Chi incita all'odio incita alla sofferenza, perché la natura ultima dell'odio è quella di distruggere tutto quello che c'è di buono in un essere. In lui, non nel nemico che odia.
Se vedo un pericolo davanti a me, cerco di evitarlo, di disinnescarlo. Ma non lo odio. Se il pericolo è un uomo, o un gruppo di esseri umani, o una scuola di pensiero, cerco prima di tutto di vedere con chiarezza cosa ho davanti.
Non è sano nascondere la testa davanti ad un pericolo. Prima o poi ci esploderà in faccia e allora sarà molto probabile che la nostra reazione sia così forte da trasformarsi in odio, in violenza incontrollata.
E' importante avere il coraggio di guardare le cose come stanno. Con mente limpida, dominata dalla compassione non dall'odio.
Allora le difese che cercheremo di approntare, le parole che diremo, le azioni che compiremo, saranno azioni positive. Per noi e per gli altri.
I due estremi, negare il pericolo o odiarlo, portano allo stesso risultato: alla confusione e alla sofferenza.

lunedì 28 marzo 2016

L'Ipocrisia dei Giusti

Sono sempre stata una persona che viveva ai margini. Troppo strana per essere accettata se non da gente marginale come me.
E' stata un'enorme fortuna, perché mi ha permesso di guardare il mondo da un'angolazione diversa, mai omologata con la maggioranza al potere.
Per questo oggi mi permetto di parlare dell'ipocrisia dei giusti, perché vorrei che, senza malanimo, senza rabbia, senza reazioni emotive da offesi, ci si rendesse conto di alcune cose.
Che si cominciasse a vedere che quando ci si sente così giusti da diventare ipocriti,  quando i valori sono a senso unico, l'indignazione va in un'unica direzione e non vede, letteralmente, il resto del mondo, allora è il momento di ripensare alle proprie posizioni. Perché vuol dire che  facciamo parte del nuovo sistema, anche se pensiamo di essere liberi ed indipendenti.

Premetto che non mi piace Donald Trump. Il suo unico dato positivo, a mio parere,  è che non fa parte delle elites che ci governano più o meno apertamente.
Però da giorni, sia negli USA che all'estero, si stanno ripetendo episodi che sanno di minaccia violenta: pupazzi con la sua effige decapitati (col solito video su Youtube), bruciati ecc. e, oggi, una lapide con il suo nome e data di nascita e con la data di morte in bianco in Central Park a NY.
Ora, fosse successo ad un candidato liberal, fosse pure un liberal iper corrotto e dichiaratamente guerrafondaio come la Clinton, avrei trovato sul web, e anche tra i miei contatti fb, una marea di rimostranze veementi.
Poichè l'attaccato era Trump il silenzio è stato assordante.

Pensate a John Donne, così amato così citato... non dice: la morte di ogni uomo della mia parte mi dimunuisce..." non invita a fare distinzioni, ma il contrario.
Il giovane uomo di 30 anni che si fa saltare per aria uccidendo centinaia o decine di persone... è stato una perdita per noi. E' nato umano, lo hanno fatto diventare un demone.
La morte e la corruzione di ogni essere umano ci diminuisce. Non solo quella di alcuni che la pensano come noi.

Parlando di piccole cose... quando ero ragazzina ero una ribelle, ma veramente senza programma. Le ho prese sia dai fascisti che dai comunisti.
Il giorno in cui il capo dei fascetti della mia scuola è arrivato distrutto, perché gli era morto il nonno che gli aveva fatto da papà, lo hanno lasciato solo tutti. Tranne me. E non mi sono illusa nemmeno per un momento che dopo di allora sarebbe diventato mio amico ed avrebbe smesso di tormentarmi. Non potevo sopportare che rimanesse solo col suo dolore, amico o nemico che fosse. Non era giusto.
Non ero molto saggia, avevo 16 o 17 anni. Non avevo verità da distribuire, non ero una Giusta. Ero una pesona ai margini. Una disadattata.
Ma già allora sapevo che la sofferenza, la paura, sono uguali per tutti.
Pensateci un secondo e regalatevi una giornata non settaria. Vi sentirete meglio.
Un abbraccio
Niki

domenica 27 marzo 2016

Niente sogni. Solo mete da raggiungere.

L'idea che abbiamo del sogno è un qualche cosa di bello, soffice, pulito. Per questo i politici ci hanno rintronato per anni coi loro sogni. Anche perché il loro "dream" presupponeva che, per la vita reale, quello che dicevano fosse troppo bello per essere vero.
Ci invogliavano con l'immagine ideale dicendoci nel contempo che era irrealizzabile... ma loro condividevano la nostra speraza erano come noi, lavoravano per noi... Sogno con voi! Votatemi!
E intanto, coi loro "sogni" il mondo è diventato sempre più brutto.
Leggendo le notizie ogni giorno più cupe, così intrise di trame di sangue e di sopraffazione da non lasciar più capire chi  è dietro a questo o a quello, con l'incessante vendita del falso per vero e del marcio per pulito, mi rimane una sola via di uscita.
Non il cercare una risposta nel sogno mio o di un altro, o nell'affidare il mio futuro e la mia fiducia nelle mani di uno dei tanti sociopatici al potere. O ad un pennivendolo più bravo di un altro.
L'unica scelta che mi rimane è rivolgermi a quello che posso, anche solo in minima parte, perseguire. Non lasciando spazio ai sogni che rendono pigri e che rimandano sempre le cose ad un indistinto e roseo futuro .
L'unica cosa che posso veramente fare, su cui ho davvero potere è cambiare la mia mente e fare quanto più bene possibile.
A modo mio, si intende. Non ho ricette di vita che vanno bene per tutti. Per fortuna.

venerdì 25 marzo 2016

Karma e Futuro del Mondo. Una storia tutta Buddhista.

Fino all'ultimo giorno Dario ha voluto essere aggiornato su cosa succedeva nel mondo. Leggevo le fonti che guardo ogni giorno e gli facevo un riassunto. Era estremamente lucido nel commentarle dal punto di vista politico ed economico.
Ma anche Buddhista.
Un giorno mi ha detto: "I padroni dell'occidente possono fare quello che vogliono, ma se non c'è il karma collettivo per ridurre tutti a servi della gleba, quello che hanno in mente non si avvererà.
Però la gente dovrebbe cominciare a cambiare, a svegliarsi, a ridare spazio alle cose importanti. Come l'amore, l'amicizia, la solidarietà (quella vera non quella statalista ndr.),  la moralità, l'impegno... Dovrebbe essere critica di quello che la circonda, non bere le bugie come beve il caffè al mattino. La consapevolezza è importante.
Il karma collettivo è fatto dalla somma dei karma personali. Se non cambi te stesso è inutile che ti arrabbi per le cose che non funzionano."
In questi giorni bui penso molto alle cose che Dario mi diceva. E cerco di guardare a me stessa, al mio comportamento.
Ci sono diverse cose che devo cambiare, attitudini egoiste che non mi piacciono. Il punto chiave è scoprirle appena fanno capolino. Non è sempre facile. Perché c'è una notevole differenza tra non avere attitudini egoiste ed essere autolesionisti, o stupidi. Ma dov'è il confine?
Non solo, spingersi troppo in là quando non si è pronti, genera ripulsa. Quindi non ci si deve chiedere troppo. Ma nemmeno troppo poco, o non si cambierà mai perché la mente è pigra.
Ci vuole misura ed impegno.
Oggi ho letto le notizie (orribili) e poi ho scritto questo post. Ora lo pubblico e poi mediterò un'oretta. Quindi al lavoro.
Cercando di mantenere la motivazione, cercando di mettere amore in quello che faccio, cercando di non cadere nelle trappole del mio ego.
Cercando di diventare migliore per me stessa e per gli altri.
Buona giornata a tutti!

martedì 22 marzo 2016

Dedicato a Tutte le Vittime, di Tutti i tempi e i Luoghi

"Perfino il più piccolo insetto che vive tra l’erba desidera essere felice. Ma non sa come ottenere le cause della felicità, che sono le azioni positive, né sa evitare le cause della sofferenza, che sono le azioni negative." 
Dilgo Khyense

Noi che siamo umani, che abbiamo, almeno in potenza, la capacità di capire, di imparare, di crescere, dovremmo fare tesoro di questo insegnamento. Solo apparentemente semplice. 
Quando si incontra l'insegnamento buddhista la prima volta, sembra strano che non si debba uccidere nemmeno una zanzara. Ma si segue il maestro per amore, per fede...senza capire veramente. Un anno, due anni, 10 anni... Ad un certo punto, un certo giorno, entra una scolopendra in casa. E' pericolosa. L'istinto ti dice che andrebbe uccisa. Eppure non ci riesci. Ti ripugna la violenza del gesto. Non riesci a vedere te stessa che togli la vita.
Non riesci a farlo. 
Perché l'addestramento di tanti anni ha finalmente dato frutto.
(Per la cronaca, la scolopendra l'ha portata fuori Dario sana e salva. Era enorme ed eravamo preoccupati per le gattine.)

Questa è la mia offerta a tutte le vittime della violenza: la promessa che cercherò di trasformare la mia mente fin da ora. E offro a loro tutti i meriti che questa mio impegno potrà generare.



sabato 19 marzo 2016

L'Amore è...

Guardo le foto di Dario e mi piace sempre. Per me sarà sempre l'uomo più bello del mondo.
E penso: ho avuto il privilegio di vivergli assieme per 20 anni. Ho imparato tantissimo da lui e lo sto scoprendo solo adesso, che lui non c'è più, perché la vita con lui era troppo intensa per lasciare spazi alla riflessione.
Piano piano, giorno dopo giorno, lo ritrovo nella mia mente. Come una presenza sommessa ma importante. Mi accompagna, e quando devo prendere delle decisioni, mi scopro a cercare il filo sottile del suo pensiero nel mio.
L'amore che ci ha uniti e tenuti insieme anche in momenti duri, è stato la cosa più importante della mia vita. Anche perché era completamente intrecciato, fino ad essere indistinguibile, con il Dharma.
Spesso, quando lo cerco, quando lo penso, piango. Non un pianto dirotto, ma lacrime che vengono dal profondo e mi consolo, pensando che perfino Atisha ogni volta che parlava del suo maestro principale piangeva. 
Perché, a conti fatti, il mio maestro principale è stato Dario.
Con la sua incessante ricerca di vivere il Dharma nel quotidiano, con le sue meditazioni estemporanee, con, lo sto scoprendo ora, la sua applicazione del Lo-jong (traiing mentale) senza interruzione.
Non diceva: dobbiamo praticare. Lo faceva e si tirava dietro anche me.
Il Maestro è padre e madre. Quando è anche marito la sua perdita è incolmabile.
Ma lui, che lo sapeva, mi ha lasciato un'eredità che mi tiene e mi terrà viva e attiva, che mi sta dando e mi darà un motivo per vivere. Un modo per essere di beneficio a tante persone.
L'amore è la forza che mi tiene viva dentro.

domenica 13 marzo 2016

Gioia? Si Grazie.

Ieri ho passato qualche ora con un caro amico. Una persona che stimo molltissimo e la cui compagnia trovo al tempo stesso rilassante e vivificante.
Parlare con lui mi ha resa ancora più convinta di come siano importanti la diversità, la cultura, il pensiero critico, la capacità di creare cose nuove, di impegnarsi, di essere sempre vivi dentro, di avere moralità e senso dell'umano.
In questo mondo che si sta trasformando velocemente in una periferia povera e grigia, omogeneizzato al minimo comune denominatore di un pensiero socialista strisciante, che, come sempre, privilegia la massa sull'individuo, è stato rinfrescante rivedere G.
Un'umanesimo temprato dalla compassione, come il suo, è, credo, la risposta ai nostri problemi.
Siamo cresciuti in un mondo che, poco a poco, in maniera subdola, ci ha convinti che demandare le responsabilità dell'individuo allo stato fosse non solo giusto, ma addirittura un diritto. Non ci siamo resi conto che cedere le responsabilità vuol dire condannarsi a diventare eterni adolescenti, consci solo del godimento del qui ed ora, sempre tesi nell'ansia di soddisfare i propri desideri che sono "dovuti".
Piano piano, senza nemmeno rendercene conto, ci siamo appiattiti su un'amoralità diffusa che ha soffocato tutto. Per avere la nostra infinita adolescenza abbiamo dato troppo in mano allo stato. Abbiamo dato tutto.
Ma lo stato non è la mamma, che ci ha messi al mondo e portati in pancia nove mesi, che si svegliava quando piangevamo, che ci consolava quando avevamo paura. Lo stato è composto da individui con un livello di moralità così basso che dovrebbero essere ai margini della società. Banditi come pericolosi.
Invece ci governano.
Sappiamo che sono corrotti, perfino una stampa asservita come la nostra non può fare a meno di dare conto di scandali continui, vergognosi, che coinvolgono la nostra classe politico/burocratica. Eppure, per la mistica della religione statalista, crediamo che queste persone corrotte, magicamente, poiché ricoprono cariche istituzionali, sappiano scegliere bene per tutti noi. Così bene che le loro idee devonoe ssere imposte a tutta la comunità come leggi, corredate da pesanti punizioni... che vengono comminate solo ai cittadini onesti. Perché la legge, così com'è, è fatta per difendere chi abusa, non chi subisce.
Non credo che ci sia stato mai, nella storia del mondo, una follia così onnipervasiva. Un ribaltamento di visione di vita così radicale, che investe perfino (non a caso, perché è uno strumento potente) il linguaggio.
Ma credo che sia possibile svegliarsi da questo sonno drogato. Credo che ci siano ancora spazio e tempo per scegliere di crescere.
Per scegliere di essere felici.




giovedì 10 marzo 2016

Pensieri Sparsi

Questo mese difficile mi ha fatta riflettere su molte cose. 
Per esempio sulle mie priorità. Sui miei difetti mentali. Sui miei punti di forza e di debolezza. Su come la morte può arrivare velocemente e non è detto che mi concederà 9 mesi per prepararmi, come ha fatto con Dario. Non è detto che avrò la fortuna di avere qualcuno che performi il Powa per me.
Il tempo corre. Non posso sprecarlo.
La vera soluzione, anche per i mali del mondo, è nella mente. Nel renderla meno egoista ed egoica, meno preda degli umori, meno attaccata* a piaceri e gioie che, per la loro stessa natura, sono destinati a svanire. 
A cosa serve rincorrere le possibili magnifiche sorti e progressive del mondo se non sono nemmeno capace di controllare la mia mente?
A cosa mi serve pontificare su cosa potrebbe rendere questo mondo migliore se non imparo a migliorare me stessa?

Ogni ideale si trasforma nel suo opposto se non si pulisce la mente.

Molte persone, in questo anno e mezzo da quando Dario è mancato, mi hanno, per affetto, cercato di convincere che avrei dovuto curare di più il mio aspetto. Truccarmi, andare dalla parrucchiera (e questo, per fortuna, è al di là delle mie possibilità economiche, per cui non insistevano troppo), vestirmi bene... rimettermi in pista, insomma.
Ma io ho poca energia e poco tempo.
La sera, quando la confusione ed il vocio della giornata trascorsa si acquietano e ti strucchi, i capelli perdono la piega e togli i vestiti, quello che rimane sei tu. Con la tua mente.
Quando sei malata, sola o vicina alla morte, non sono certo il trucco e parrucco che ti possono dare il coraggio per affrontare le difficoltà. 
La forza che serve nel momento della paura, devi averla preparata prima, addestrando la mente, che vuol dire combattere l’attaccamento, cercare di dimorare nella serenità, affrontare la verità che al mondo tutto cambia, tutto è impermanente. Anche un matrimonio felice.
L’ancora per non cadere nell’abisso è la costanza della pratica quotidiana. E’ l’affrontare la propria paura, gelosia, arroganza, avarizia, rabbia, odio, attaccamento e ignoranza è smantellare questi nemici, i miei veri nemici, giorno per giorno. Allora, se si è anche solo riusciti ad attaccarli (i nemici) in misura minima, come me, nel momento più terribile si troverà la forza per andare avanti.
Ho poco tempo, poca energia. 
Preferisco usarli per prendermi cura della mia mente che non nell’abbellire il mio corpo che invecchia. Quando il mio corpo è pulito, nutrito in maniera corretta, tenuto al caldo e vestito decentemente, ho già usato tutto il tempo e l’energia possibile per lui. Il resto mi serve per costruire la mia serenità alleggerendo la mente. 
Per me è la cosa più importante.

...se sto diventando noiosa, mi scuso. Ma è questa la piega che sta prendendo la mia vita.


*Meno attaccatamento vuol dire godere le cose quando ci sono in modo rilassato e quando non ci sono più accettarlo, semplicemente. Su questo devo lavorare TANTISSIMO!

lunedì 7 marzo 2016

Di Nuovo On-line

Questo trasloco, con l’eccesso di fatica (ho dovuto aiutare a caricare e scaricare anche i mobili per ben tre volte) e il freddo che ha comportato, ha portato a galla tutta la mia fragilità fisica, atterrandomi completamente. Non avevo mai avuto una crisi di svenimenti così lunga. Un giorno o due si, normale, ma questa volta ho superato abbondantemente la settimana. 

D’altro canto la situazione pesante in cui mi sono trovata mi ha fatta pensare di più alla mia pratica. 

Ho sempre avuto paura della solitudine. 
In questo mese di febbraio ho affrontato da sola (senza nemmeno il conforto di internet... certo, avevo le telefonate degli amici più cari, di lunga data, ma è un’altra cosa) gli svenimenti continui, il gelo in casa e una brutta bronchite asmatica. 
I primi giorni in casa ero senza riscaldamento, adesso ho una stufa a legna, ma subito prima della malattia avevo solo una stufetta elettrica, che toglieva a malapena il gelo dalla stanza in cui dormivo. Ancora oggi il bagno e la cucina sono ghiacciati. Quasi ogni giorno dovevo, giramenti di testa o meno, prendere la macchina (vedevo la strada ondeggiarmi davanti fra un’ondata di nausea e l’altra) per andare dove la mia connessione prendeva, per cercare, via internet, di risolvere la questione dei contatori (la burocrazia italiana è VERAMENTE da terzo mondo).
Un giorno, facendo un po’di spesa, ho spaventato talmente un signore, un volontario dei pompieri, che mi ha voluto sentire il polso a tutti i costi: neanche 60 di minima. Voleva portarmi in ospedale. Ho rifiutato.
Cosa mi avrebbero fatto in ospedale? Dato veleni chimici e sarei stata ancora più sola che non a casa, dove ho i libri di Dharma di Dario che mi fanno compagnia, le mie pratiche, i miei incensi e la mia tranquillità.
Sono tornata a casa da sola, guidando. Certo, la strada ondeggiava parecchio...
Ogni tanto la depressione faceva capolino. Sopratutto quando pensavo al lavoro fermo. O alla mancanza di Dario. Ma allora prendevo la mente per le corna e la bloccavo. Mi dicevo: se Dario ha potuto combattere la paura della morte e della malattia, io DEVO riuscire a fermare la depressione e la paura. Non sono in una situazione pesante come lui. E ci lavoravo su finché non passava o, almeno, si trasformava in un dolore sordo, di sottofondo..
Giorno dopo giorno, caricando di legna la stufa, barcollando nel gelo della cucina per fare un brodo d’ossa, prendendo in mano il computer per guardare (senza risultati, troppo incapace di concentrazione) qualche cosetta di lavoro, facendo le mie Sadhane, che sono state la mia ancora... pensando a Dario, ispirandomi a lui... giorno dopo giorno ho affrontato la mia mente paurosa. Che è il mio nemico.
E sono state più le volte in cui ho vinto io di quelle in cui ha vinto lei.

Lo so che non è una vittoria definitiva. E solo’ un inizio.

Però mi sto chiedendo se continuare il blog. Le mie scelte di vita, le mie idee su quello che voglio, stanno diventando sempre più, come dire... decise, e sempre meno allineate con il mondo contemporaneo. Mi chiedo se questa strada che ho scelto non finirà per irritarvi o deludervi. Perché se il blog continuerà, da adesso in poi, avrà toni sempre più legati al mio percorso spirituale.
La mia vita sta identificandosi ogni giorno di più col sentiero. Non è un vanto, è un dato di fatto: non mi resta altro.
In India, tradizionalmente, si dice che per 20 anni si è giovani, per venti combattenti e per altri venti capi della casata. Dopo questo si è liberi di scegliere per sé stessi anche la via della rinuncia.
Per me la scelta della rinuncia è arrivata qualche anno prima, con la perdita di Dario. Diverse persone gentili non vogliono sentirmi dire che sono vecchia, dicono: ma hai solo 56 anni! E’ vero. Dico che sono vecchia per semplificare le cose. 
Non ho intenzione di ritirarmi, ho un progetto importante da mandare avanti in cui credo sempre di più, mano a mano che ne intuisco gli sviluppi. Ho tante cose da imparare, da scoprire, ho la mia mente da domare. Non è da vecchi, nel senso normale del termine, voler cambiare la propria mente, ora e sempre, volersi sempre evolvere.
Però ho scelto la rinuncia. Così, per semplificare le cose dico: sono vecchia.
Non so se questo possa ancora essere interessante per voi. 

Fatemi sapere cosa ne pensate.