domenica 17 gennaio 2016

Piani...Sogni...

L'impacchettamento mi mette in fase meditativa.
Forse perché sto cercando di vederlo come un ritiro di prostrazioni. E poichè non so ancora dove andrò e come sarà, lo prendo anche come una meditazione sull'impermanenza. Sull'essere capace di concentrarmi sul "qui e ora".

Però proprio per quello guardo le mie cose e, invece che provare per loro simpatia o affezione, mi sembrano un peso. A livello razionale so che non posso buttarle, perché i 3/4 degli oggetti che possiedo mi servono per lavoro... però sogno. In maniera vaga, cosa vorrei fare.

Se il lavoro andasse bene vorrei, un giorno, trovare un posto in cui costruire il quartier generale. Con clinica annessa.  La mia parte di proprietà la userei per fare una charity, così da non sentirmi che "possiedo" troppe cose.
Potrei avere una cucina professionale annessa alla clinica, in cui potrei sperimentare le ricette per i libri, e potrei mangiare in mensa col personale. Le statue e le cose sante potrei donarle ad un monastero, o, meglio ancora, mi piacerebbe fare uno stupa. Ci metterei dentro anche le cose importanti di Dario e non ci penserei più.

Le mie necessità si ridurrebbero così ad un ufficio-stanza di meditazione, il più semplice possibile, un bagno e una cameretta per dormire. Vestiti mi piacerebbe (come pensavamo sempre con Dario) una divisa tipo monaci cinesi. Due per il freddo, due per il caldo. Un piumino. Qualche maglione.

Sognare non costa niente. 

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