mercoledì 30 dicembre 2015

Le Scoperte nel Ritiro

I ritiri sono pesanti da fare, però, se si ha la costanza di sopportare le altalene della mente, il sonno, il freddo della prima sessione, il mal di gambe, la noia, la ribellione, i momenti di serenità e bellezza e si prosegue, bene o male, con quello che si deve fare, si hanno dei vantaggi.
Certo, pochi giorni di ritiro non valgono come un ritiro vero, però anche loro fanno. Almeno un poco.

... in questi giorni ho stanato la mia self-defeating mind (la mia mente che si auto sconfigge). E' una mente antipatica, grigia, informe. Non si ama e teme sempre di sbagliare. E' così sopraffatta da tutte le cose che deve fare ed affrontare (dolore, solitudine, impegni, cose che deve imparare, cose che deve fare, pratica spirituale, salute), che si impana ogni giorno di più nel terrore di non saper gestire la situazione. E diventa sempre più confusa, sbaglia, non vede le cose evidenti. Non imbocca le strade giuste.
In questi giorni, la mia self-defeating mind, è venuta a galla, come la schiuma quando si cuoce una marmellata. Sotto bolle l'impegno del ritiro ed in superficie emergono pensieri stupidi, vigliacchi, confusi. Pensieri che girano nella mente confondendola.
Il trucco è farli emergere indisturbati. E poi guardarli bene. Vederli per quello che sono, raccogliendoli con la schiumarola della consapevolezza per poi lasciarli cadere nell'immondizia. Come la schiuma della marmellata.
Eliminati i pensieri negativi le mente trova risposte. Almeno alcune risposte.

Vale la pena di alzarsi due ore prima dell'alba ed avere la giornata cadenzata dalle sessioni di meditazione? Se lo chiedete a me, la risposta sarà sempre: si.

p.s. Non posso chiacchierare, ma scrivere le mie riflessioni non è rottura del ritiro. Evito solo di venire su fb, lì metterò i link alla fine, perché sarebbe, energeticamente, come andare a fare un giro nella pizza del mercato. Mentre questo blog è solo il prolungamento virtuale della mia casa. Ed è, a differenza di fb, silenzioso.

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