giovedì 1 ottobre 2015

Le Scelte Radice e le...Altre

Ogni giorno, ognuno di noi fa delle scelte. Vivere comporta anche questa fatica continua: scegliere.
Comperi un golfino? Devi sceglierlo fra cento altri. Vai in cucina per preparare il pranzo? Devi scegliere che piatti cucinare. Telefono o non telefono a quella persona? Esco o sto in casa? Reagisco alla malinconia o mi lascio travolgere? Leggo un testo o lavoro?
Scelta dopo scelta, insensibilmente, la strada della nostra vita si delinea, sempre più chiara. Mille piccole scelte apparentemente ininfluenti, sommate insieme creano un trend per la nostra mente.
Noi crediamo che non contino. Ma sono gocce, che, a poco a poco, fissano il nostro sentiero come una sorgente che scava, nel corso dei millenni, una valle nella montagna.
Esistono alcune scelte importanti. Fondamentali. Potremmo quasi definirle scelte radice.
Ma sono più apparenti che reali.
Quelle che le rendono reali sono le piccole scelte quotidiane. Perché senza le microscopiche decisioni che continuamente costellano le nostre giornate, le scelte radice resterebbero vuote di significato. Come la pelle che abbandonano le cicale. Perfette nella forma e prive di vita.
Posso dirmi che decido di dedicare il resto della mia vita agli altri ed alla pratica. E crederci. Crederci davvero.
La scommessa, però, è nel riuscire a mentenere e fortificare questo proposito nel quotidiano. Sapendomi dosare con saggezza.
Ci sono dei goals principali, importantissimi. Ma non devono diventare uno schermo dietro al quale mi nascondo per non prendermi i mille piccoli impegni quotidiani. Però anche i mille impegni quotidiani non possono diventare un impedimento ai goals principali.
E' una questione di attenzione, di non mentirmi, di saper guardare al di là delle apparenze. Di essere spietatamente onesta con me stessa e di non cedere ai miei difetti mentali. Di saper valutare le priorità ma onestamente.
Non è facile per niente scoprire le mie vere motivazioni. E' estremamente impegnativo e molte volte non sono così sicura di fare "la cosa giusta". Ci provo.
A questo mi servono le pratiche, come allenamento per seguire davvero il sentiero.
A volte, soprattutto la notte, mi chiedo se ci riuscirò, se, almeno in parte, ci sto riuscendo.
La mia debolezza, sia fisica che mentale, non mi rende le cose più facili. Ci sono giorni nei quali lavorare è una tortura. La mente annaspa e rende poco. Scappa, non si concentra. Rifiuta perfino le pratiche. E allora mi chiedo: cedo e le lascio qualche ora di riposo o la costringo a concentrarsi? Perché a volte è pigrizia, ma a volte è estremo, disperato bisogno di riposo.
Così vado per tentativi... sperando di fare la cosa giusta.
Dario era il mio maestro in questa lotta quotidiana. Con la sua lucidità, la sua intelligenza, la sua lungimiranza mi ha aiutata a crescere.
Ma essendo io una donna, tutto sommato, fortunata, adesso ho l'impegno che ho preso verso le mie collaboratrici (e collaboratori), i miei ginda-la e le persone che stanno già sperimentando il mio lavoro e tutti quelli che potranno beneficiarne in futuro, che mi aiuta a tenere la retta via.
Inizio la mia giornata dedicandola a loro. E quello, di sicuro, mi aiuta ad abbattere qualche bugia che la mia mente mi racconta, mi dà un po'di forza, mi sostiene sulla via.

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