lunedì 26 ottobre 2015

La Ricerca della Felicità

Impostare la propria vita dal punto di vista della crescita personale vuol dire anche accettare tutto quello che ci capita come un'occasione per cambiare.
Non dico che sia facile e non dico che ci sto riuscendo. Ci provo. Anzi, no, mi sto impegnando ferocemente per farlo.
Per esempio essere sola, ma proprio sola sola, come me qui a Pomaia, che se vedo una persona alla settimana è tanto (senza dire che ho perso l'amatissimo compagno di una vita), non è negativo, è importante perché mi toglie gli alibi.
Quali alibi? Che la mia felicità dipenda dagli altri.
Fin da piccoli, quando dipendiamo in tutto e per tutto dai nostri genitori, ci abituiamo a pensare che la nostra felicità viene da fuori. E ci aspettiamo che da fuori vengano le soluzioni per  distruggere la nostra sofferenza.
Ci aspettiamo che qualcuno o qualche cosa, ci risolva la vita. E se non succede ci arrabbiamo.
Che sia la vacanza, il lavoro, il fidanzato o la moglie, sia chi sia o quel che sia, ci deve portare la felicità.
Sono infelice perché Dario non c'è più, perché sono senza una lira, perché non so come andrò a finire, perché il mio corpo dà i numeri, perché non ho più la capacità di lavoro che avevo una volta.
E mi sento anche giustificata nella mia infelicità. Mi sento una vittima del destino. Mi ci crogiolo dentro.
Ma quante volte, anche quando avevo vicino Dario, mi sono sentita infelice? Allora la causa della mia infelicità è molto più profonda che la semplice mancanza dell'amore della mia vita.

Stamattina mi sono guardata dentro e ho visto che sono infelice... è perché non mi impegno abbastanza ad essere felice.
Vedrò di migliorare. Non so bene come, ma ho deciso di essere felice. Perché la mia mente ne avrebbe la capacità e quindi ci devo riuscire.

...il seguito alla prossima puntata!

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