venerdì 2 ottobre 2015

Il C.V. di Dario Scritto da Lui

Per il sito del Progetto ho bisogno del cv delle persone che collaboreranno. Ovvio che serve anche quello dell'ispiratore del progetto. Di colui che l'ha creato e voluto: Dario.
Continuavo a rimandare.
Poi, visto che oggi ero già triste di mio, mi sono fatta coraggio e sono andata a cercarlo nel suo computer.
Ecco, questo è il condensatissimo cv di Dario. Scritto da lui.
Così lo potete conoscere un pochino di più.

Il cv di Dario scritto da lui:

"Ho avuto una vita abbastanza movimentata
Da giovane, nel 1972, il primo dei miei viaggi importanti è cominciato partendo da solo da Milano, via terra, per arrivare fino in India, con una lunga tappa  Afghanistan, che ho girato a cavallo con degli amici
ho lavorato su una piattaforma petrolifera nei mari del nord
Ho incontrato il Buddhismo nel 1976, nel primo ritiro intensivo di un mese tenuto da Lama Yeshe, un anno dopo ero monaco (sono stato ordinato da S.S. Zong Rinpoche e da S.S. il Dalai Lama) e lo sono rimasto per 9 anni 
nel 1977 sono stato tra i fondatori dell’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia
ho gestito un ice-cream and coffee shop in Toscana
ho lavorato nel business del turismo verso l’Asia
mi sono occupato professionalmente di grafica editoriale, traduzioni e pubblicazioni, per un certo periodo (da monaco)  stampavo anche
ho cominciato ad usare Mac fin da subito, quando i Mac erano delle scatolette
ho avuto una posada in Brasile
ho avuto un ristorante in Nepal
ho lavorato come sceneggiatore di fumetti per la Disney
nel 1998 ho tenuto degli incontri settimanali (che dureranno 6 mesi) con un gruppo di Operatori Sanitari della sezione di Psichiatria della USSL di Barga per l’insegnamento della meditazione come strumento di equilibrio mentale
ho organizzato e gestito corsi di medicina tibetana per anni
ho tenuto corsi per insegnare a controllare la mente
ho fondato con mia moglie, e gestito, un’azienda di gioielleria a Milano

L’integrazione dei principi buddhisti nella mia vita quotidiana e nel mio lavoro è stata il motivo portante della mia esistenza. 

Ho viaggiato per studio o lavoro in 38 paesi. Non ho mai viaggiato per turismo, ma solo per interessi importanti. In certi paesi sono tornato molte volte, per esempio in Tibet sono stato 8 volte sia per studio che per ricostruire un monastero nel Tibet centrale.
In Cina sono stato una ventina di volte per lavoro e studio... in Nepal ed India...ho perso il conto.
Ho vissuto e lavorato in 6 paesi ed in tre diversi continenti e questo mi ha permesso di sviluppare una discreta elasticità mentale e capacità di comprensione del mondo, anche del mondo del business, a livello internazionale.

Ho sempre avuto una grande passione per internet, così ho sempre creato e curato i siti delle mie aziende, approfondendo l’argomento a livello professionale e tenendomi sempre aggiornato. Ma mentre prima consideravo il business “fisico” come l’unico veramente importante, adesso sono arrivato a vedere internet come l’interfaccia indispensabile e, in certi casi, fondamentale di qualsiasi attività. 

Per quanto ad un osservatore distratto internet possa sembrare facile, in realtà è un mondo a sé che deve essere capito ed usato in maniera forte.
Ho deciso di rendere questo interesse la base della mia professione. Perché so farlo bene, perché dà spazio alle mie tre grandi passioni: internet, la grafica e mi permette di usare a fondo la capacità organizzativa che mi deriva dalle molteplici esperienze che ho avuto.
Un sito è come un piccolo mondo, connesso ad altri mondi. E’ una comunicazione globale in cui tutto è importante, come nella pratica. E tutto deve avere un senso, una giusta collocazione ed una giusta motivazione."

E questo è il testamento spirituale mi ha lasciato. Lo aveva nascosto nell libro che tenevo sul comodino, in modo che, quando lui non ci fosse stato più, lo avrei trovato:
“Per fortuna non sono un erudito e la mia comprensione del Dharma è veramente minima.
Però qualche cosa l’ho imparata e sono soddisfatto della mia strada...”


Il suo curriculum come buddhista è impressionante (anche se lui diceva che si era di sicuro dimenticato un sacco di cose), ma, forse, per voi un po’noioso, Così non l’ho messo

Nessun commento:

Posta un commento