sabato 31 ottobre 2015

Tutti parlano di Halloween, alcuni parlano del giorno dei morti

Mamma aveva un'abitudine. Quando andava a letto la sera, visualizzava intorno a lei, in un grande semicerchio, tutte le persone che aveva amato e che se ne erano andate.
E pregava per loro.
Quando parlava della sua morte diceva: voglio essere bruciata e le ceneri buttatele via. Il corpo è come un vestito vecchio che finalmente si abbandona. Non si fanno tante cerimonie per un vestito vecchio e sporco.
Credo che essere cresciuta con lei mi abbia fatto sposare questa attitudine.
Che, per altro, è molto buddhista.
Così non sento nessun desiderio di andare sulle tombe dei miei cari. Non ne ho bisogno. Penso sempre a loro, non li abbandono mai. Prego per loro e dedico a loro le mie pratiche (ma anche a tutti gli esseri senzienti, mie madri).
Il mio amore non ha bisogno di date. O di luoghi.
Finché avrò vita, io li amerò.
E anche oltre la morte, sarò loro sempre grata dell'amore che mi hanno dato e li amerò sempre.

lunedì 26 ottobre 2015

Comunicazione di Servizio

Gentili Ginda-las (sponsor) del Progetto Gawa
Per favore, mi mandate una e-mail a nikitesoroni@yahoo.it? Così sarò in grado di inviarvi un ringraziamento (appena sarà pronto)?
Grazie!!!
Con tanta riconosceza

Niki

La Ricerca della Felicità

Impostare la propria vita dal punto di vista della crescita personale vuol dire anche accettare tutto quello che ci capita come un'occasione per cambiare.
Non dico che sia facile e non dico che ci sto riuscendo. Ci provo. Anzi, no, mi sto impegnando ferocemente per farlo.
Per esempio essere sola, ma proprio sola sola, come me qui a Pomaia, che se vedo una persona alla settimana è tanto (senza dire che ho perso l'amatissimo compagno di una vita), non è negativo, è importante perché mi toglie gli alibi.
Quali alibi? Che la mia felicità dipenda dagli altri.
Fin da piccoli, quando dipendiamo in tutto e per tutto dai nostri genitori, ci abituiamo a pensare che la nostra felicità viene da fuori. E ci aspettiamo che da fuori vengano le soluzioni per  distruggere la nostra sofferenza.
Ci aspettiamo che qualcuno o qualche cosa, ci risolva la vita. E se non succede ci arrabbiamo.
Che sia la vacanza, il lavoro, il fidanzato o la moglie, sia chi sia o quel che sia, ci deve portare la felicità.
Sono infelice perché Dario non c'è più, perché sono senza una lira, perché non so come andrò a finire, perché il mio corpo dà i numeri, perché non ho più la capacità di lavoro che avevo una volta.
E mi sento anche giustificata nella mia infelicità. Mi sento una vittima del destino. Mi ci crogiolo dentro.
Ma quante volte, anche quando avevo vicino Dario, mi sono sentita infelice? Allora la causa della mia infelicità è molto più profonda che la semplice mancanza dell'amore della mia vita.

Stamattina mi sono guardata dentro e ho visto che sono infelice... è perché non mi impegno abbastanza ad essere felice.
Vedrò di migliorare. Non so bene come, ma ho deciso di essere felice. Perché la mia mente ne avrebbe la capacità e quindi ci devo riuscire.

...il seguito alla prossima puntata!

domenica 25 ottobre 2015

Mmmmmmm....non è difficile e non costa niente :-)

Cari amici vicini e lontani.
Domani a chi di voi è collegato a me su fb arriverà un invito. Ad alcuni è già arrivato.
L'invito di partecipare ad un evento. L' Evento Gawa Project

Ora, voglio chiarire un punto. L'evento è semplicemente un modo di condividere le informazioni su quello che noi faccciamo.
Non è un evento fisico, un meeting a cui partecipare.
E' un passaparola.
Voi mettete che partecipate ed invitate i vostri amici. Che, si spera, a loro volta ne inviteranno altre... e così via.

Non è impegnativo e non costa niente, solo qualche secondo del vostro tempo. Ma per una start-up come la nostra può fare una grande differenza.

Quindi, da amica che si rivolge ad amici vi chiedo: per favore, quando vi arriverà l'invito accettatelo e fatelo girare!

Grazie
Niki

p.s. Tra breve lanceremo anche l'invito ad un evento in inglese. Chi di voi ha contatti internazionali, per favore, potete aspettare a mandare gli inviti a loro quando saremo on-line in inglese? Per noi sarebbe MOLTO importante! Grazie!

mercoledì 21 ottobre 2015

Il Ventre Materno

Anche se viviamo in un mondo che vorrebbe farci credere che sia tutto sotto controllo, ognuno di noi, nel profondo, sa che non è vero. Che l'imprevisto è la norma, che le difficoltà sono certe, che i dolori costellano la nostra strada come i sassi in un sentiero sterrato.
Ci vuole un eroe per guardare la vita com'è e non avere paura.
Ci frastorniamo di cose da fare, di chiacchiere, di impegni, di divertimenti, per non vedere l'abisso che ci fiancheggia e che potrebbe inghiottirci.
Perché l'essere umano ha questa capacità divina che è l'immaginazione, il pensiero, ed è la sua forza e la sua debolezza insieme.
Il coraggio è sempre stato la capacità di sapere della nostra fragilità ed essere capaci di affrontarla.
Ma la tentazione, il desiderio spasmodico di trovare sicurezza, ci accompagna sempre. Speriamo sempre di trovare il porto sicuro, nel quale niente e nessuno potrà farci del male.
Il castello magico in fondo alla strada. L'happy ending.
Per questo motivo io non condivido l'astio che molti libertarian hanno per chi ancora, nonostante le ripetute prove di corruzione estrema e di totale incapacità di gestire alcunché dei governi, crede nello stato. Per chi ti dice: senza lo stato come faremmo?
Perché dopo la demolizione, condotta con estrema accortezza, delle religioni, gli oligarchi che governano l'occidente hanno creato una nuova "sicurezza". Più materiale e concreta, quindi più soddisfacente di un paradiso di là da venire: lo stato che ti libera delle pastoie dei divieti religiosi e si prende cura di te dalla culla alla tomba.
Questo almeno in apparenza, perché, se appena si guarda con un minimo di attenzione si vede con chiarezza che, delle promesse dello stato, non una viene mantenuta: la scuola è allo sfacelo, la sanità piano piano viene sottratta, il tessuto produttivo che aveva permesso il benessere ed il walfare è stato sfruttato fino al punto che sta scomparendo, l'ambiente è disastrato, i dieci comandamenti sono stati sostituiti da una rete infinita di leggi e regolamenti che ci inchioda e così via... Ma gli oligarchi trovano sempre un comodo capro espiatorio per non assumersi le responsabilità dei danni enormi che hanno inflitto (e più grandi sono i mali che ancora devono venire) alla società. Una volta sono gli evasori fiscali, un'altra gli speculatori, un'altra i mercati. Mai loro. Loro, che hanno in mano tutte le leve del potere, stanno semplicemente cercando di fare il nostro bene.
E le leggi infinite e infinitamente bloccanti (l'unica libertà, di fatto, concessa, è quella sessuale)? Sono per proteggerci dalla nostra stupidità.
Chi crede nello stato, vuole un ventre materno che lo difenda dall'incertezza della vita e decenni di propaganda hanno creato l'immagine che questa sicurezza, questo ventre materno, è lo stato. O addirittura l'iper-stato. La UE.
Poco importa che, manifestamente, la UE sia una dittatura soft. Che da un lato, per fare un esempio tra i mille che potrei citare, ci sbandiera la protezione dell'ambiente (e la usa per annegarci di leggi) mentre dall'altro firma il TTIP in segreto, senza che i cittadini abbiano il diritto di sapere cosa si decide, visto che si decide della loro vita.
Il bisogno di rifugio è così grande che la stragrande maggioranza delle persone non ha, semplicemente, i mezzi per affrontare l'orrore della verità.
Provo pena per queste persone fragili. So che tengono intrappolati tutti insieme a loro, ma mi spiace ugualmente tantissimo per loro. Perché chi ha il coraggio di guardare la valanga che ci sta per caderci addosso, ha un minimo di possibilità di proteggersi, di prepararsi. Queste persone no. Il crollo arriverà senza che loro capiscano, senza che si rendano conto. E sarà un crollo devastante, perché travolgerà non solo le loro vite, e quelle dei loro cari, ma anche il loro credo in questa nuova religione laica a cui hanno sacrificato tanto.
Il mondo dovrà, prima o poi, imboccare un'altra strada. Una strada di auto-responsabilità personale, di impegno diretto, di fantasia, umanità e libertà.
Questa è l'idea che mi sostiene. E per questo mi spiace per tutti e dedico il mio pensiero a tutti, a chi vede e a chi non vede, a chi lotta ed a chi crede di essere al sicuro... perché siamo tutti umani, fragili e fallibili e senza l'amore e la compassione la vita non varrebbe la pensa di essere vissuta.

domenica 18 ottobre 2015

Riordinare Tutto

Sto preparando le schede e le foto da inviare a Vivi domani. Pescando da 5 database. Un pasticcio.
E' che quando un lavoro nasce in un modo, poi lo modifichi, poi lo modifichi ancora, poi lo rivoluzioni... senza dire che si è accumulato nel corso degli ultimi 4 anni... E poi una è disordinata e confusa come me... vi lascio immaginare che pasticcio.

Così, probabilmente contagiata dlla sitematicità di Vivi, dalla limpidezza di Chiara, dall'entusiasmo travolgente di Selena e dalla serietà di Alejo, ho pensato di approfittare  di quello che devo fare e sistemo TUTTO l'archivio.
Mi dà una sensazione positiva, come se, facendo così, io sistemassi anche la mia vita. Ed invece che essere un lavoro noioso diventa una cosa bellissima.
Quando sono molto stanca, sopraffatta dalle cose, chi mi conosce lo sa, perdo il controllo della casa. Appena sto meglio la prima cosa che faccio è pulire e mettere in ordine.
Ecco, in questi giorni sto, piano piano, pulendo e mettendo ordine nel mio lavoro. Quando avrò finito mi darà un senso di spazio e di benessere.
Cercherò di mantenerlo così.

Tutto merito del mio fantastico team! :-) E non scherzo.
Sono così speciali che mi fanno sentire meglio, mi fanno sorridere, mi fanno affrontare anche cose (come usare il computer di Dario) di cui ho paura, con più leggerezza.

L'unica cosa che mi dispiace è che mi stanco troppo in fretta. Da quando ho perso Dario la mia vitalità si è proprio spenta. Ero abituata a fare tirate lunghissime di lavoro. Non ci riesco più.
Però pezienza, ci metto un po'di tempo in più ma mica mollo!

sabato 17 ottobre 2015

Perché non Seguo una Dieta Vegetariana?

Capita sempre che alcune persone si meraviglino che io non sia vegetariana.

E' molto semplice. Per una persona come me, con la mia costituzione energetica e con i miei problemi di salute, l'opzione vegetariana è da suicidio.
Ho provato, per motivi etici, quando ero giovane, ed è stato un disastro.

In seguito, ero sposata con Dario già da qualche anno, mi è successo di essere costretta alla dieta vegetariana da un cinese malese durante un lungo pellegrinaggio in Cina. Lui, come tutti i cinesi buddhisti, era un rigido vegetariano e approfittava del fatto che giravamo per posti assolutamente fuori dai circuiti turistici e che lui parlava cinese e noi no, per imporci le sue idee.
Dopo un mese, per come mi ero ridotta, Geshe Yeshe Wangchuk una sera ha provato a farlo ragionare. Quello era talmente testone che non voleva ascoltare nemmeno un anziano e riverito maestro come Geshe-la... ma aveva fatto i conti male.
Geshe-la gli ha lasciato ordinare quello che voleva e quando i piatti sono arrivati in tavola ha detto a tutti di non toccarli. Dopo di che ha ordinato la cena lui. E ha fatto mettere in conto tutti i piatti vegetariani a mr. Cok.
Da allora, pranzi e cene li ordinava Geshe-la.
E io mi sono rimessa in sesto.
Mi ricordo ancora un posto fra le montagne e le nebbie, dove ci hanno servito la più buona anatra che abbia mai mangiato in vita mia... sapete che fa stringere il cuore dire "mi ricordo che", invece che " ti ricordi, Dario...". Trovo ancora difficile affrontare i ricordi...

Tornando alla dieta.

Menopausa +stress al cubo è un cocktail pesante.
Non riuscivo più a dormire per le vampate insopportabili che mi aggredivano la notte con la frequenza di una ogni due ore circa. La durata era variabile, ma, alla fine della nottata, se riuscivo a dormire 3 ore spezzettate era tanto. E io sono una di quelle persone che soffre terribilmente la mancanza di sonno. Era come se il mio corpo fosse andato in tilt.
Stavo crollando.
Poi ho sentito il nostro La-je che mi ha suggerito insistentemente di mangiare carne rossa. Un pochina, ma regolarmente.
Sono flemma, per me la carne rossa è pesante. Mangiandone poca (ho fatto un ragù e ne mangio un paio di cucchiaiate al giorno), ma quotidianamente, non disturbo troppo il flemma e mi aiuta a controllare l'eccesso di vento (stress).
Magia.
Dopo una settimana di questa strategia dietetica le vampate sono diminuite sia per numero che per intensità.

Capite quando importante, fondamentale, sia la dieta?

p.s.
Comunicazione di servizio. Non so chi ha mandato l'ultima donazione via postepay da Empoli. me lo dite così aggiungo il vostro nome alla lista di Ginda-las? :-)

mercoledì 14 ottobre 2015

Comunicazione di Servizio

Questa cosa della raccolta fondi è partita alla buona. Lo ammetto, non in modo molto organizzato.
In contemporanea Vivi sta preparando i programmi di impaginazione etc.
Quindi non è per cattiva volontà che non inviamo subito ai nostri gentilissimi Ginda-la il loro e-book di "ricette Gawa per Tutti i Tipi Energetici". E' che proprio dobbiamo ancora metterlo insieme.
Però prometto che APPENA è pronto ve lo invio.

Grazie per l'aiuto e per la pazienza

Niki

Un Nuovo Giorno

Nell'ottobre dello scorso anno, ero stravolta nel corpo e nella mente ma, essendo testona, non ho mollato la promessa che avevo fatto a Dario di proseguire col suo progetto.
Ed ho cominciato a cercare persone che si unissero a me per dargli vita.
Guardando in retrospettiva... sono veramente andata sulla fiducia totale in Dario. Perché è vero che sono brava a comunicare, è vero che cucino bene, è vero che sono creativa... Ma è altrettanto vero che sono una disorganizzata cronica, che di computer e di  informatica non capisco NIENTE... e che mi sono scoperta, lo scorso ottobre, in una situazione finanziaria pessima.
Eppure mi sono messa a cercare di far partire il progetto GAWA.
Per mesi ho sbattuto contro le vetrate come un uccellino impazzito che cerca disperatamente un'uscita.
Poi, in luglio, dopo l'ultimo tentativo andato a buca, mi sono veramente depressa. Sono andata a letto con una mente cupissima. 
All'alba ho sognato Dario che mi diceva: lo sai che quando un lavoro non ingrana è perché lo stai affrontando dalla prospettiva sbagliata. Devi cambiarlo.
La mattina mi sono alzata, mi sono seduta alla scrivania con una tazza di tè bollente e ho pensato: va bene, non trovo nessuno. E allora devo fare da sola.
Ho rivoluzionato l'impianto del progetto e le settimane successive le ho spese per cercare soluzioni tecniche che mi permettessero di fare tutto da sola.
E-book e sito. Senza più crcare appoggi.
Un incubo per una come me, so bene cosa vuol dire mettere insieme un sito, l'ho visto fare da Dario molte volte... creare una struttura semplice ma efficace, con tutti i link funzionanti, tutti i bottoni chiari... senza contare che voleva dire una quantità di lavoro enorme.
Ovvio, la questione economica restava insoluta, non è che sono tonta, lo sapevo, ma non potendo farci niente andavo avanti, sperando di trovare una soluzione strada facendo.

E da allora, quasi per magia, mi si è creato intorno un team di persone fantastiche, motivate, intelligenti. Che vogliono un mondo migliore e che ci vogliono arrivare attraverso il loro lavoro (che, essendo lavoro, le deve anche mantenere, ovvio). Esattamente le persone che Dario ed io avevamo in mente. 
E poi un giorno, la mia amica Anna, dalla vacuità, mi manda un'email per chiedermi le mie coordinate bancarie perché voleva contribuire alla partenza del progetto e lei ed il suo compagno hanno mandato una donazione, dal mio punto di vista, molto consistente! E mi ha incoraggiata a creare una raccolta fondi per finanziare la partenza del progetto. 

Cose quasi magiche.


Così, stamattina, leggermente intontita  dal malessere, sono qui che scrivo al mio computer e penso che si, forse, se avrò pazienza, costanza, impegno e amore, forse ci sarà l'inizio di un nuovo giorno anche per me.

domenica 11 ottobre 2015

L'Amore e il Tempo

Oggi ho pensato con orrore che passeranno gli anni, magari tanti e piano piano nella mia mente il ricordo del viso di Dario di potrebbe appannare.
Mi è mancato il cuore. Lettralmente.
Poi ho pensato a come si è evoluto il nostro amore nel corso degli anni, come si è rinforzato, come è diventato sempre più prezioso.
Ed ho capito che se riuscirò a mantenere la mia motivazione, se con il mio fantastico team riuscirò a fare quello che lui aveva progettato, il mio amore per lui non svanità, ma continuerà ed evolversi perché la mia stessa vita lo manterrà vivo.
Non sono una persona meravigliosa come era lui. Ho ancora tantissima strada da percorrere, ma mi impegnerò con tutte le mie forze per arrivare, alla fine, dove potremo ricongiungerci.

mercoledì 7 ottobre 2015

Egoismo Intelligente

Tanti anni fa, quando il Dalai Lama non era ancora il personaggio pubblico importante che è ora, stava dando insegnamenti a Dharamshala ad un gruppetto di monaci occidentali.
Dario era tra loro.
Degli insegnamenti tradizionali ricevuti quel giorno non ricordava niente di speciale, si erano fusi con tutti gli insegnamenti di grandi lama ricevuti durante gli anni.
Ma per tutta la vita gli è rimasta impressa la considerazione finale del Dalai Lama. Diceva più o meno così: " Se date spazio al vostro egoismo meschino, lotterete tutta la vita per essere felici ed ogni singola contrarietà diventerà terribile per voi, perché è un ostacolo alla vostra felicità. Se invece deciderete di praticare l'amore, la generosità e la compassione, ogni volta che vedrete succedere una cosa bella a qualcuno ne sarete felici. Ogni volta che darete una mano a qualcuno sarete felici. E gli ostacoli nella vostra vita saranno molto meno pesanti, perché avrete tutte queste gioie a sostenervi. Siate egoisti in maniera intelligente!"

Quando la notte sto male (come stanotte) penso a queste parole e mi metto a praticare il Tong-len. Non lo pratico bene, la sofferenza fisica e mentale mi intralciano parecchio. Però con ogni faticoso, sibilante respiro, penso di accogliere le sofferenze del mondo (inspirando) e offro i miei (pochi) meriti (epirando). E vado avanti finché il sonno non torna a fare capolino.
A volte smetto prima perché sono veramente troppo stanca. Ma la maggior parte delle volte, dopo un poco, riprendo.
Perché col Tong-len, almeno, le mie notti hanno un senso.
Perché la mia sofferenza non sia invano.
Perché, se continuo così, forse un giorno riuscirò a domare la mia mente.
Perché domani è un altro giorno, con tante cose da fare ed un grande lavoro da portare avanti per alleviare le sofferenze di tante persone.
Perché la mia vita è vuota di significato se non aiuto nessuno.

Perché sono egoista, ma almeno, cerco di esserlo in maniera intelligente.

martedì 6 ottobre 2015

Gli Spartiacque

Nella vita ci sono spartiacque o, se preferite il tocco esoterico, i nodi karmici.
Succede una cosa, un avvenimento, apparentemente banale (oppure chiaramente speciale fin da subito) e dopo quello, tutto comincia a cambiare.
Il filo si è dipanato ed ha cominciato a svolgersi in una direzione diversa.
In questi ultimi giorni, ma soprattutto oggi, il mio sentiero ha cominciato a mostrare una tendenza forte. Sono comparse o riapparse alcune persone, negli ultimi tempi, persone che mi stimano e mi vogliono bene. Persone che credono in quello che sto portando avanti. Alcune hanno fatto azioni forti, hanno stimolato cambiamenti. 
Altre sono saltate nella mia barca e si sono subito messe d’impegno per farla partire.
Di botto, la mia vita, che era diventata orrendamente statica da quando sono rimasta sola, ha cominciato a correre in una direzione che non è ancora chiarissima, ma che sta diventando molto forte.
Lo zaino è pronto. 
Non mi fa paura ripartire, vedere la mia vita accelerare di nuovo verso un orizzonte ancora lontano. 
Però sono contenta che, anche stavolta, non parto da sola. Ma c’è gente che rema vigorosamente assieme a me.


Benvenuti a bordo!

venerdì 2 ottobre 2015

Il C.V. di Dario Scritto da Lui

Per il sito del Progetto ho bisogno del cv delle persone che collaboreranno. Ovvio che serve anche quello dell'ispiratore del progetto. Di colui che l'ha creato e voluto: Dario.
Continuavo a rimandare.
Poi, visto che oggi ero già triste di mio, mi sono fatta coraggio e sono andata a cercarlo nel suo computer.
Ecco, questo è il condensatissimo cv di Dario. Scritto da lui.
Così lo potete conoscere un pochino di più.

Il cv di Dario scritto da lui:

"Ho avuto una vita abbastanza movimentata
Da giovane, nel 1972, il primo dei miei viaggi importanti è cominciato partendo da solo da Milano, via terra, per arrivare fino in India, con una lunga tappa  Afghanistan, che ho girato a cavallo con degli amici
ho lavorato su una piattaforma petrolifera nei mari del nord
Ho incontrato il Buddhismo nel 1976, nel primo ritiro intensivo di un mese tenuto da Lama Yeshe, un anno dopo ero monaco (sono stato ordinato da S.S. Zong Rinpoche e da S.S. il Dalai Lama) e lo sono rimasto per 9 anni 
nel 1977 sono stato tra i fondatori dell’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia
ho gestito un ice-cream and coffee shop in Toscana
ho lavorato nel business del turismo verso l’Asia
mi sono occupato professionalmente di grafica editoriale, traduzioni e pubblicazioni, per un certo periodo (da monaco)  stampavo anche
ho cominciato ad usare Mac fin da subito, quando i Mac erano delle scatolette
ho avuto una posada in Brasile
ho avuto un ristorante in Nepal
ho lavorato come sceneggiatore di fumetti per la Disney
nel 1998 ho tenuto degli incontri settimanali (che dureranno 6 mesi) con un gruppo di Operatori Sanitari della sezione di Psichiatria della USSL di Barga per l’insegnamento della meditazione come strumento di equilibrio mentale
ho organizzato e gestito corsi di medicina tibetana per anni
ho tenuto corsi per insegnare a controllare la mente
ho fondato con mia moglie, e gestito, un’azienda di gioielleria a Milano

L’integrazione dei principi buddhisti nella mia vita quotidiana e nel mio lavoro è stata il motivo portante della mia esistenza. 

Ho viaggiato per studio o lavoro in 38 paesi. Non ho mai viaggiato per turismo, ma solo per interessi importanti. In certi paesi sono tornato molte volte, per esempio in Tibet sono stato 8 volte sia per studio che per ricostruire un monastero nel Tibet centrale.
In Cina sono stato una ventina di volte per lavoro e studio... in Nepal ed India...ho perso il conto.
Ho vissuto e lavorato in 6 paesi ed in tre diversi continenti e questo mi ha permesso di sviluppare una discreta elasticità mentale e capacità di comprensione del mondo, anche del mondo del business, a livello internazionale.

Ho sempre avuto una grande passione per internet, così ho sempre creato e curato i siti delle mie aziende, approfondendo l’argomento a livello professionale e tenendomi sempre aggiornato. Ma mentre prima consideravo il business “fisico” come l’unico veramente importante, adesso sono arrivato a vedere internet come l’interfaccia indispensabile e, in certi casi, fondamentale di qualsiasi attività. 

Per quanto ad un osservatore distratto internet possa sembrare facile, in realtà è un mondo a sé che deve essere capito ed usato in maniera forte.
Ho deciso di rendere questo interesse la base della mia professione. Perché so farlo bene, perché dà spazio alle mie tre grandi passioni: internet, la grafica e mi permette di usare a fondo la capacità organizzativa che mi deriva dalle molteplici esperienze che ho avuto.
Un sito è come un piccolo mondo, connesso ad altri mondi. E’ una comunicazione globale in cui tutto è importante, come nella pratica. E tutto deve avere un senso, una giusta collocazione ed una giusta motivazione."

E questo è il testamento spirituale mi ha lasciato. Lo aveva nascosto nell libro che tenevo sul comodino, in modo che, quando lui non ci fosse stato più, lo avrei trovato:
“Per fortuna non sono un erudito e la mia comprensione del Dharma è veramente minima.
Però qualche cosa l’ho imparata e sono soddisfatto della mia strada...”


Il suo curriculum come buddhista è impressionante (anche se lui diceva che si era di sicuro dimenticato un sacco di cose), ma, forse, per voi un po’noioso, Così non l’ho messo

Torte, Torte, Torte....

Domani il bambino più grande di Pasang compie 7 anni e io, come regalo di compleanno, gli preparo due torte al triplo cioccolato. Una morbida base al cacao, farcita di mousse e ricoperta di ganache.
In Colombia i vicini di casa mi chiedevano sempre se, per favore, gliela preparavo per: compleanni, anniversari e me l'avevano chiesta anche per un matrimonio.
In Nepal gli americani dell'ambasciata si comperavano perfino i muffins per colazione da me (banane, mandorle, cioccolato, mandarino-cioccolato e limone erano i gusti disponibili. La mia Tashi se li sogna ancora).
La torta alle more dell'altra sera mi dicono che è piaciuta moltissimo.
Insomma, da una che detestava i dolci e non li sapeva nemmeno cucinare, Dario, che era goloso, mi ha trasformata in una che fa torte a tutto spiano!
Mi piace sentire il profumo della torta mentre cuoce che riempie la casa... fa allegria.
In compenso detesto fare le decorazioni.
Non sono proprio portata. Credo che in mio background di stilista di gioielli (che durano generazioni in una famiglia) mi faccia ribellare all'idea di spendere energia per una cosa che va mangiata.
Vero che potrei pensarla come un mandala di sabbia, come un simbolo dell'impermanenza. Ma la questione è che se lo faccio mi stanco troppo e quindi poi mi deprimo anche.
Insomma.
Sono disposta a fare le torte ma non a decorarle. Però sono torte buonissime!

giovedì 1 ottobre 2015

Le Scelte Radice e le...Altre

Ogni giorno, ognuno di noi fa delle scelte. Vivere comporta anche questa fatica continua: scegliere.
Comperi un golfino? Devi sceglierlo fra cento altri. Vai in cucina per preparare il pranzo? Devi scegliere che piatti cucinare. Telefono o non telefono a quella persona? Esco o sto in casa? Reagisco alla malinconia o mi lascio travolgere? Leggo un testo o lavoro?
Scelta dopo scelta, insensibilmente, la strada della nostra vita si delinea, sempre più chiara. Mille piccole scelte apparentemente ininfluenti, sommate insieme creano un trend per la nostra mente.
Noi crediamo che non contino. Ma sono gocce, che, a poco a poco, fissano il nostro sentiero come una sorgente che scava, nel corso dei millenni, una valle nella montagna.
Esistono alcune scelte importanti. Fondamentali. Potremmo quasi definirle scelte radice.
Ma sono più apparenti che reali.
Quelle che le rendono reali sono le piccole scelte quotidiane. Perché senza le microscopiche decisioni che continuamente costellano le nostre giornate, le scelte radice resterebbero vuote di significato. Come la pelle che abbandonano le cicale. Perfette nella forma e prive di vita.
Posso dirmi che decido di dedicare il resto della mia vita agli altri ed alla pratica. E crederci. Crederci davvero.
La scommessa, però, è nel riuscire a mentenere e fortificare questo proposito nel quotidiano. Sapendomi dosare con saggezza.
Ci sono dei goals principali, importantissimi. Ma non devono diventare uno schermo dietro al quale mi nascondo per non prendermi i mille piccoli impegni quotidiani. Però anche i mille impegni quotidiani non possono diventare un impedimento ai goals principali.
E' una questione di attenzione, di non mentirmi, di saper guardare al di là delle apparenze. Di essere spietatamente onesta con me stessa e di non cedere ai miei difetti mentali. Di saper valutare le priorità ma onestamente.
Non è facile per niente scoprire le mie vere motivazioni. E' estremamente impegnativo e molte volte non sono così sicura di fare "la cosa giusta". Ci provo.
A questo mi servono le pratiche, come allenamento per seguire davvero il sentiero.
A volte, soprattutto la notte, mi chiedo se ci riuscirò, se, almeno in parte, ci sto riuscendo.
La mia debolezza, sia fisica che mentale, non mi rende le cose più facili. Ci sono giorni nei quali lavorare è una tortura. La mente annaspa e rende poco. Scappa, non si concentra. Rifiuta perfino le pratiche. E allora mi chiedo: cedo e le lascio qualche ora di riposo o la costringo a concentrarsi? Perché a volte è pigrizia, ma a volte è estremo, disperato bisogno di riposo.
Così vado per tentativi... sperando di fare la cosa giusta.
Dario era il mio maestro in questa lotta quotidiana. Con la sua lucidità, la sua intelligenza, la sua lungimiranza mi ha aiutata a crescere.
Ma essendo io una donna, tutto sommato, fortunata, adesso ho l'impegno che ho preso verso le mie collaboratrici (e collaboratori), i miei ginda-la e le persone che stanno già sperimentando il mio lavoro e tutti quelli che potranno beneficiarne in futuro, che mi aiuta a tenere la retta via.
Inizio la mia giornata dedicandola a loro. E quello, di sicuro, mi aiuta ad abbattere qualche bugia che la mia mente mi racconta, mi dà un po'di forza, mi sostiene sulla via.