mercoledì 9 settembre 2015

La Gioia di Partire da Zero

Partire da zero, proprio da zero, con un progetto in cui si crede, è una grande scommessa. Soprattutto quando non si è più giovani e le vita ti ha già bastonata parecchio.
Eppure non c’è altra strada. Perché l’altra scelta è invecchiare.
Partire con un grande progetto quando il corpo comincia a cedere (non che il mio sia mai stato un granché) richiede impegno e forza di volontà costanti.
Perché ogni giorno ti devi alzare e trovare la forza di credere in quello che fai, in quell’embrione che hai creato, e devi lavorare, lavorare, lavorare per farlo crescere, per renderlo forte.
Quando sei giovane è più facile. Hai tutta l’energia e tutto il tempo del mondo dalla tua parte e pensi che la strada si, sarà un po’dura, ma ce la farai. 
Quando non sei più giovane sai che non hai molto tempo e, soprattutto, non hai molta energia. In compenso sai scegliere con più saggezza la meta da raggiungere. Hai più chiari gli obbiettivi ed i metodi da usare. Sai dosarti e sai cercare con pazienza le strade. Non ti butti a capofitto nel primo sentiero che incontri, valuti sempre, o cerchi di farlo.
Una cosa MOLTO importante è trovare i collaboratori giusti. Che non solo vogliono lavorare con te, ma che credono in quello che state facendo, che condividano l’impegno, la scelta dei mezzi, le finalità e la voglia di lavorare.
Perché essere tra coloro che fanno partire un’impresa può portare grandi guadagni (in molti sensi) in futuro, ma richiede veramente dedizione e fede in quello che si sta facendo.
Tutti vogliono essere Steve Jobs... ma quanti hanno la costanza di perseguire un risultato partendo da un metaforico garage?

A volte mi sveglio il mattino e le mani mi dolgono, il respiro è pesante di asma e sono triste. Penso alla mole di cose da fare prima che il progetto diventi attivo e il cuore manca un colpo.
Allora mi preparo una tazza di qualche cosa di bollente, infilo le mani in un manicotto scaldato cinese per dare loro sollievo ed accendo il computer. 
Apro un file e lavoro un poco. Poi smetto e vado a fare le mie puje, per rinforzare la motivazione. Dopo di che sono pronta per la mia intensa giornata di lavoro. E pensare che facciamo partire, i miei collaboratori ed io, tutto da zero, non è più un peso, è uno sprone, un motivo di orgoglio. 
E’ una porta su un futuro meraviglioso che darà aiuto ad un sacco di gente. 

Mi accorgo che sto sorridendo e che sono serena.


Possano tutti gli esseri senzienti avere la felicità e le sue cause.

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