sabato 29 agosto 2015

Sentiero e Lavoro e Vita... e la Mente

Sono giorni di lavoro intenso, questi, ma anche di bilanci, di domande...
Da quando sono rimasta sola non ho più alibi, non ho più la gentilezza o l'intelligenza o la forza del mio compagno che mi nasconde a me stessa. Non ho più lui che mi aiuta a non sbagliare, che mi indica come proseguire.
Non posso più demandare. Devo fare da me.
Che si tratti dell'impostazione tecnica del lavoro o della pratica, devo fare da me.
Siamo rimaste sole, io e la mia mente, io e la mia pratica, io ed il mio lavoro. E se voglio che le cose funzionino bene devo accendere i riflettori e non lasciare che resti nessuna ombra.
Non c'è più la voce piacevole di Dario che mi indica dove sbaglio. Me lo devo dire io. E per dirmelo devo vederlo, che sto sbagliando.
La mattina quando mi sveglio e la sera quando vado a letto, passo in rassegna le mie motivazioni. Cerco di vedere quelle che mi nascondo, per capire fino in fondo cosa sto facendo e perché. E' così difficile senza di lui. Prendo i miei pensieri e li rigiro per vedere cosa si nasconde dietro di loro. Per scoprire dove veramente mi portano, cosa li genera. Ne va del sentiero, Una buona motivazione apparente può nascondere un verminaio.
Dario mi ha insegnato come fare, ma ci vuole coraggio. Va lasciata a briglia sciolta la mente, senza remore, in modo che mostri cosa nascondeva sotto la patina della falsa bontà, che fa sentire così perfetti, così nel giusto. E' che tante volte ci provo ed ho paura. Allora ci torno e ci ritorno, come una bambina spaventata da una prova troppo grande... poi a volte ci riesco. Ma resta il dubbio se sono davvero riuscita ad andare fino in fondo.
Vorrei vedere la mia mente diventare limpida, come l'acqua di una fonte di montagna, invece mi sembra che sia piuttosto torbida... e da quando Dario se ne è andata sento l'urgenza di fare presto.
La vita è breve e perché abbia significato va vissuta pienamente, con totale consapevolezza, con forza ed impegno. Come un ritiro.
Più di un ritiro. Perché il mio lavoro coinvolgerà altre persone, è diretto a tanti e non posso permettermi di sprecare il loro tempo e le loro energie preziose.
Mi succede anche questo, che comincio a vedere come prezioso il tempo di tutti e ne ho rispetto. Se io rubo un minuto stupidamente a qualcuno, niente e nessuno potrà restituirglielo. Ho rubato una cosa preziosissima. Quindi devo essere rispettosa degli altri e del loro tempo limitato. Quante volte ho sprecato il tempo di Dario. E lui ne aveva così poco...
A volte mi dico che vorrei trovare un altro Maestro, che mi aiutasse nel sentiero. Poi mi rendo conto che lo vorrei per riposarmi, per affidarmi, per cedere almeno parte del mio peso ad altri. Non è una buona motivazione.
Troverò, se lo troverò, di nuovo un Maestro, quando avrò bisogno di qualcuno che aumenti l'intensità della mia pratica. Che mi metta davanti sfide ancora più grandi, che mi stimoli ad andare ancora oltre... per ora sono già abbastanza sotto pressione così.

... spero tanto di farcela...

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