martedì 28 luglio 2015

Ultima Fermata: Relax e Dichiarazione di Intenti

Quando sono arrivata al capolinea della stanchezza,  prendo un'agar (medicina tibetana fatta di erbe, non dà assuefazione a differenza dei farmaci chimici) in più e dormo 10 ore. Mi alzo rilassata (più che rilassata... proprio sciolta), mi concedo una buona colazione e comincio la giornata molto lentamente. Con garbo infinito.
Sono i giorni in cui, la mattina, avvolta nell'accappatoio oversize, non rispondo nemmeno al telefono. Non guardo se c'è posta. Mi difendo dal mondo per darmi lo spazio per recuperare.
Allontano i pensieri sul futuro e sul passato. Mi concentro su ogni singolo attimo presente e lascio che la mente vaghi pigra.
E' il mio modo per rimettermi in pista. Rallentare fino quasi a fermare la mia vita.
Sono i giorni nei quali, nel momento in cui decido di riprendere in mano il lavoro, dò i risultati migliori. Perché non sono pungolata dall'ansia o dallo stress. La mente è serena e lavora con lucidità.
Oggi penso di impostare la struttura del manuale. Lo penso e sorrido, pregustando il lavoro da fare come se fosse un premio da lungo tempo atteso.
So che per avere il massimo del risultato mi devo concedere qualche altra ora di relax totale, poi le puje (pranzo e cena sono già pronti) e poi, tutta contenta, mi immergerò nella progettazione. Producendo in un pomeriggio, o in una serata, quello che, senza la pausa relax, non sarei riuscita a fare in una settimana.
E' sempre stato il "nostro" sistema di lavoro. Lavorare sempre, anche nei fine settimana, ma poi, quando serviva, mollare, nel relax più assoluto. Per ripartire più motivati di prima.
Sono una donna fortunata, ho avuto molto. E anche ora, anche se ho perso così tanto, mi restano due cose importanti: la pratica del Dharma ed il lavoro.
Appartengo a quel tipo fastidioso di individui che hanno sempre bisogno di una motivazione forte nella vita, di una tensione ideale, di un risultato ultimo da raggiungere attraverso l'impegno.
Il mio modo di vivere è quello di chi non ha futuro, ma lavora per il futuro. Ogni giorno potrebbe essere l'ultimo e quindi deve essere fruttuoso, o l'avrò vissuto invano.
Devo dire che non pretendo che le altre persone facciano come me. Sono molto per il vivi e lascia vivere, solo che, mentre una volta chi metteva in dubbio il mio modo di vivere mi faceva sentire in colpa, da quando non ho più la difesa di Dario sono diventata una peste. E chi cerca di allontanarmi dalle mie scelte di vita si trova davanti non una belva feroce, non è il mio stile. Ma una collinetta inamovibile (montagna, riferito a me, farebbe ridere anche i polli).
Così proseguo per la mia strada, se sbaglio sarà colpa mia, se ho ragione, sarà merito mio. Non seguirò sentieri battuti solo perché me lo dicono gli altri. Il mio sentiero è affar mio. Nessun innovatore ha vinto seguendo sentieri battuti. Quello che serve per vincere è intelligenza, conoscenza, un piano ben strutturato e la certezza di proporre qualche cosa di valore. Ed un team di persone motivate con cui lavorare.
Se poi alcuni non concepiscono che per me è più divertente diventare una stravagante signora in jeans e maglietta, coi capelli bianchi, piena di rughe, con intorno gente viva e motivata e con sul viso il sorriso felice di chi sa che sta spendendo bene il suo tempo, piuttosto che una signora elegante, truccata, che passa ore dal parrucchiere e dall'estetista*... beh, è un problema loro!
Chi non capisce che dopo un amore durato una vita, che come base aveva la passione per il Dharma e la condivisione di tutto, ma veramente tutto, per me è più naturale proseguire nel sentiero di pratica e lavoro circondata da amici sinceri, che non accontentarmi e ripiegarmi in relazioni che, per forza di cose, sentirei carenti... vuol dire che, queste persone, anche ben motivate, non mi capiscono.
Quindi io vado avanti per la mia strada, testarda e stravagante come sempre, volendo bene a chi, pur non capendomi, mi vuole bene, ma senza lasciarmi, abbiate pazienza, influenzare.

* Non penso che andare dalla parrucchiera sia sbagliato. Semplicemente se io devo scegliere, come relax, tra una puja ed andare dalla parrucchiera preferisco la puja. Per me funziona meglio. Ed in jeans (veramente preferirei i miei pantaloni tipo asiatico, ma per ora non me li posso permettere) mi sento più felice ed a mio agio che non con un vestito elegante. Essere eleganti è impegnativo. Ho poca energia. Preferisco spenderla in altri modi ;-) che mi rendono più felice.

Nessun commento:

Posta un commento