lunedì 13 luglio 2015

Le Ferite Aperte

Dopo una grande tragedia arriva il momento in cui si fanno i conti con la quotidianità del dolore.

All'inizio ero così sconvolta che non riuscivo a rendermi davvero conto dell'entità di quello che mi era successo. Con il passare dei mesi il dolore continuava a pulsare, come una ferita aperta, senza tregua e così ho cercato di dimenticarlo, di annegarlo tuffandomi nel flusso continuo di messaggi dei social network, delle chat, delle chiamate su skype.
Ma non ha funzionato. Mi ha solo stancata fisicamente e mentalmente. Mi ha confusa. E quando, dopo un sovraccarico, ho spento per un momento il rumore che questo fiume di comunicazione mi creava nella mente, ho ritrovato il mio dolore immutato.
Per fortuna mi trovo in una situazione finanziaria che dire pessima è una sottovalutazione. Così devo reagire. Devo trovare un sistema per rimettermi in piedi per sopravvivere. Devo avere la mente lucida e il corpo in grado di sostenere il lavoro della mente.
Sono, in qualche modo, costretta a smettere questo continuo comunicare che mi stanca, per prendere seriamente in mano le fila del lavoro, della mia vita, della mia solitudine ed anche del mio dolore.
Non riesco ad annegare la sofferenza, rispunta fuori violentemente quando ci provo (è due giorni che ho crisi tremende). Quindi devo imparare a gestirla nel quotidiano. Inserirla nella mia pratica di Dharma e nel mio lavoro.
Le chiacchiere così per fare possono esserci, ma limitate.
Non ci sono abituata e mi fanno usare troppa energia che devo, volente o nolente, usare per darmi modo di sopravvivere col mio lavoro.
Anche dal puto di vista della pratica questo sovraccarico di distrazione non è positivo.
Non so quanti anni ho davanti a me, ma non posso sprecarli. Devo usarli con oculatezza. Devo fare in modo che, quando sarà il momento di lasciare questo corpo io sia in grado di farlo con la stessa serenità di Dario.
E, forse, questa assoluta necessità di ripiegamento sul lavoro, è una grande fortuna, perché costringerà di nuovo ad una disciplina ferrea la mia mente.

Le ferite aperte... restano aperte. Sto solo accettando un altro modo per affrontarne la realtà.



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