domenica 19 luglio 2015

La Discesa dell'Italia nell'Ade del Terzo Mondo

Da giorni non commento più le notizie di economia e di politica internazionale. Sono troppe e troppo pesanti. Ma non è solo questo.
E' che, giorno dopo giorno, un disagio profondo sta crescendo dentro di me.
Le poche volte in cui leggo notizie in italiano, in cui giro la home di fb, mi rendo conto che nella mente delle persone, a poco a poco, l'interesse per quello che succede fuori dai nostri confini sta diminuendo sempre di più.
La realtà di questo paese è così orribile, il degrado sta prendendo una tale velocità, che tutta la capacità di reagire degli italiani, anche di quelli intelligenti, va nel tentare di assorbire l'impatto col presente che li circonda da vicino.
C'è un'aria pesante, di disastro incombente, che sentiamo tutti, a parte i politici, che continuano a giocare al teatrino, chiusi nel loro mondo incantato di privilegi.
Per chi, come me, ha vissuto nel terzo mondo senza le protezioni di organismi internazionali o grandi corporations o ambasciate, è facile vedere quello che qui sento dire, ma a cui nessuno veramente crede, o la gente sarebbe già scesa per strada coi fucili in mano: questo paese sta diventando terzo mondo.
E questo non solo perché le libertà vengono erose giorno per giorno, non solo perché lo stato non eroga quasi più servizi decenti pur caricando di tasse i cittadini, non perché gli edifici scolastici sono fatiscenti, perché girare nella un tempo ricca Brianza fa paura, tante sono le fabbriche chiuse che la costellano, non perché nelle città i negozi chiusi si moltiplicano, non perché i clandestini vengono ospitati in alberghi e gli italiani si suicidano perché gli viene tolto tutto, non perché si tassano i cittadini per salvare Monte Paschi di Siena, non per gli scandali ormai quotidiani che implicano la classe politica.
Non per questo. Questi sono solo i sintomi.

Il terzo mondo è uno stato della mente.

Noi stiamo scivolando, a poco a poco, nella mentalità da terzo mondo.

Non è facile spiegare cos'è. E' fatta di tante piccole cose che, insensibilmente, vanno a distruggere tutto. E' fatta di una popolazione che accetta acriticamente lo stato, è fatta di intellettuali e di persone preparate che si lamentano, ma non propongono alternative, è fatta di strutture di potere inamovibili con uno status da semi divinità, è fatta di burocrazie farraginose e sopraffacenti, che si gonfiano e si diramano come cancri, incubatrici perfette per una corruzione sempre più capillare e soffocante, è fatta di soprusi statali sempre più eclatanti subiti a testa bassa, come un contadino subisce la grandine, è fatta di caste di privilegiati intoccabili, di corporazioni protette, è fatta di generazioni che crescono incapaci di sognare un mondo diverso, che nascono già rassegnate, è fatta di fatalismo strisciante, di rassegnazione, di incapacità di guardare la realtà.
Ogni giorno si aggiunge un piccolo tassello di squallore e ci avviciniamo sempre di più al momento di non ritorno. Perché gli esseri umani, quando imboccano in massa una strada, anche se è sbagliata, anche se rende la vita un inferno, non sanno e non vogliono uscirne. Perché per uscirne dovrebbero prima di tutto avere il coraggio di guardare in che pasticcio si sono cacciati e poi dovrebbero decidere di lottare per affrancarsi. E ognuno dovrebbe farlo sapendo che sta andando contro corrente. Che la massa continuerà a seguire i padroni. E poi, ad un certo momento, questi solitari controcorrente, forse potrebbero arrivare a creare una massa critica e ad invertire il processo di degrado. Forse.
Ma se non ci si prova, la fine è certa.

Per questo non sto commentando. Sono in lutto per la discesa nell'Ade della gente del paese in cui vivo: l'Italia.

2 commenti:

  1. Verissimo! Sento l'esigenza di reagire ma non so come. Non scappando, non isolandomi ma, possibilmente, rimanendo nel sistema... Credo anche che siamo ... Come possiamo muoverci???

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro/a Anonimo/a... la risposta è nel post successivo: la Rabbia e la Lotta. Buona lettura.

      Elimina