mercoledì 29 luglio 2015

IL PROGETTO DI D&N

Quando abbiamo scoperto la malattia di Dario, i medici occidentali si sono disinteressati: era un malato terminale. Lo hanno abbandonato a sé stesso. C’è da dire che la medicina occidentale non ha niente per disintossicare il fegato. Dario aveva diversi cancri al fegato derivati da cirrosi epatica, a sua volta derivata da epatite C.
Così il nostro medico tibetano gli ha dato delle medicine ed una dieta rigidissima per tenere il fegato e quindi il sangue, puliti. Per rendergli gli ultimi mesi di vita decenti.
Sto male ogni volta che ne parlo ma senza questa premessa non si capisce il progetto di Dario.
Che adesso è diventato il progetto di Niki.

Gli ingredienti erano pochissimi. A peggiorare le cose potevo usare solo tre cucchiai (al massimo, ma cercavo di tenermi sotto) di olio d’oliva al giorno e pochissimo sale. 
A questo aggiungete che la malattia dà inappetenza.

Ma io volevo che Dario mangiasse bene. Negli anni del nostro matrimonio era diventato un palato fino e io volevo che almeno da quel punto di vista non dovesse patire troppo. Il sapore del cibo era sempre stato una fonte di gioia per lui.
Così mi sono impegnata a fondo per creargli piatti degni di essere mangiati. Ore e ore e ore di esperimenti, ma ci sono riuscita.
La dieta e le medicine funzionavano egregiamente, nel senso che gli tenevano il sangue veramente pulito, in ospedale erano esterrefatti quando vedevano le analisi del sangue. Non rientravano nel quadro clinico, sembravano le analisi di un uomo sano.
Io stessa, che facevo la dieta con lui (non mangiavo niente che lui non potesse mangiare, per quanto Dario insistesse) mi sono trovata ad avere una pelle bellissima, i capelli lucidi e gli occhi limpidi nonostante lo stress inumano a cui ero sottoposta.

In marzo, dopo che alcuni amici erano stati a cena da noi (e il giorno dopo mi hanno chiesto le ricette del cibo mangiato la sera prima) Dario mi ha detto: Ho guardato su internet, ci sono 150.000.000 persone che soffrono di cirrosi epatica nel mondo. Di questi pochissimi sono alcolisti, una parte, come me, l’hanno sviluppata da epatite C, la maggior parte ha come causa scatenante l’obesità o la cattiva alimentazione.
Si sta diffondendo così tanto che si parla di pandemia.
Quanta gente non ha la fortuna che ho io di avere un medico tibetano di altissimo livello ed una moglie cuoca professionista che si è fatta le ossa cucinando in mezzo mondo che li fa mangiare bene nonostante la dieta. Dobbiamo fare un libro con questa dieta e le tue ricette per aiutarli.Perché per le persone con epatite o con cirrosi epatica questa dieta può fare una differenza enorme sia nella qualità della vita che per la sua durata...
E si è messo a lavorare al progetto. 
Poi si è ricordato che la dieta, per la medicina tibetana, è il metodo migliore per prevenire le malattie, ma non solo. E’ anche il mezzo migliore per avere la mente limpida, più forte, più positiva, perché anche lo stato della mente è molto legato alla dieta. ed ha impostato un lavoro su “ricette e costituzioni energetiche”. Che vi spiego nei prossimi paragrafi.

Quando se ne è andato sapeva di lasciarmi in mano un progetto fantastico. Sapeva che mi aveva creato un motivo per andare avanti, per trovare la forza di vivere senza di lui ed anche un mezzo per guadagnarmi da vivere (lui era convinto che potesse diventare una cosa grossa). Era tranquillo, perché questo progetto è un progetto per prendersi cura della salute di un sacco di gente. E questa è la mia, come dire, tendenza naturale da tutta la vita. L’unica cosa che so fare davvero bene.

Per capire l’intera faccenda devo darvi una brevissima introduzione alla dietetica secondo la medicina tibetana. E’ estremamente interessante.

Mondo Esterno e Corpo Umano

La medicina tibetana riconosce che il mondo è composto dall’interazione di 5 energie o 5 elementi (vento, fuoco, terra, acqua e spazio). 
Nel corpo umano questi 5 elementi si raggruppano nei tre umori: Vento (vento e spazio), Bile (fuoco) e Flemma (acqua e terra). Quando i tre umori nel nostro corpo sono bilanciati, siamo sani, quando vanno in sbilanciamento ci ammaliamo. Fisicamente ma anche mentalmente.
I medici tibetani fanno delle diagnosi dal polso pazzesche grazie a questo sistema. 
Nel polso, i medici tibetani, “sentono” i tre umori e da quello capiscono che malattie ha il paziente e qual’è la radice profonda del loro male. E’ abbastanza impressionante vederli fare, nel giro di pochi minuti, senza altro aiuto che l’ascolto del polso, diagnosi accurate che avevano richiesto mesi di accertamenti negli ospedali occidentali.

Costituzioni Energetiche 

I tre umori, Vento, Bile e Flemma non sono presenti in maniera uguale negli individui. Ognuno di noi (e questo varia anche durante la nostra vita) ha, anche in perfetta salute, un bilanciamento di umori suo proprio che viene definito Costituzione Energetica
E’ molto importante conoscere la propria costituzione energetica per capire quale dieta è la più consona per noi, che comportamenti tenere, come fare e cosa evitare e così via.
Non esiste una dieta ideale per tutti, come non esistono le panacee che guariscono qualsiasi cosa. 
Anche se è vero che alcuni cibi, come l’olio d’oliva, vanno bene per tutti e che ci sono ricette ben bilanciate che possono essere mangiate da tutti.

Il Sistema Tibetano della Dieta

Secondo i Tantra della medicina alla radice di tutti i problemi c’è una cattiva digestione
Se il terreno in cui si semina non è fertile, dicono i medici tibetani, non darà frutti e così è per il corpo. 
Se lo stomaco non processa correttamente il cibo, andremo incontro a carenze alimentari, graduali accumuli di tossine e squilibri che, con il tempo, si tradurranno in malattie di vario genere. 
Per questo motivo la dieta viene considerata fondamentale sia come prevenzione che come cura vera e propria
Poiché i 5 elementi formano sia il mondo esterno (quindi anche i cibi), che il mondo interno (corpo), è evidente che la dieta è importantissima per mantenere le energie bilanciate.
Infatti con il cibo noi immettiamo nel nostro corpo i 5 elementi in varia misura e dobbiamo fare in modo che si bilancino bene con la nostra costituzione energetica.
La dieta incide anche sull’umore e sulle capacità mentali, perché anche lo stato della mente dipende dal bilanciamento dei tre umori. Per fare un esempio tipico: una persona con forte prevalenza vento, che faccia una dieta con cibi molto “vento”... avrà risultati disastrosi. Aumento dello stress, insonnia, depressione, instabilità... mentre con la dieta corretta potrebbe avere dei miglioramenti notevoli.
Ed ancora, ma questa volta sul piano fisico. I flemma sono i più soggetti ad ingrassare. ma se per dimagrire mangiano cibi “flemma” peggioreranno la situazione. Non vi è mai successo di sentire un’amica lamentarsi che nonostante la dieta rigidissima non perde peso? Il motivo è questo. I cibi flemma aumentano la produzione di muco nello stomaco, quindi incidono sull’assimilazione del cibo e portano ad ingrassare invece che a dimagrire. Se un flemma vuole dimagrire deve, per prima cosa, NON mangiare cibi flemma... come... l’insalata! Sorpresi eh?
La dieta, in una persona sana, per avere un risultato ottimale, andrebbe seguita tutta la settimana con la possibilità di sgarrare 4 volte con ricette buone per l’umore secondario (es. flemma-vento, 4 volte si sgarra con cibi vento) e 2 volte con i cibi dell’umore più debole.
I tibetani non credono, come gli occidentali, che la dieta debba essere rigidissima, pensano che un po'di flessibilità, nelle persone mediamente sane (che non soffrono di gravi patologie) sia importante.

I sapori e gli elementi

Per definire quale dieta è positiva per una determinata costituzione, o per una malattia in corso, la medicina tibetana ha creato un sistema per riconoscere la presenza degli elementi nel cibo. Ha sviluppato la percezione e differenziazione dei sapori come il parametro base per identificare gli elementi nel cibo, e lo ha fatto in maniera estremamente precisa.
I medici tibetani vengono addestrati a riconoscere i 5 elementi attraverso il gusto, perfino in cibi assolutamente nuovi per loro.
Naturalmente, come avviene per le Costituzioni Energetiche delle persone, anche il cibo (e quindi i sapori) è fatto da una mescolanza dei 4 elementi (più lo spazio che permette agli altri 4 elementi di esistere ed interagire), ma alcuni elementi prevalgono in un sapore piuttosto che in un altro. 
Il nostro modo di percepire i sapori è superficiale, molto diverso da quello di un medico tibetano che è addestrato a percepire l’essenza del cibo come medicina. 
Però state sicuri di una cosa: che lo zucchero è dolce. E che noi ne consumiamo troppo. 

I sapori, a livello medico, sono sei:
dolce = terra+acqua
acido = fuoco + terra
salato = acqua + fuoco
amaro = acqua + aria
piccante = fuoco + aria
astringente = terra + aria

Quando si parla di cibo “adatto” ad una costituzione, contano anche le combinazioni degli ingredienti e le maniere in cui vengono cotti. Per questo è importante avere la consulenza di un medico tibetano (che conosca anche il cibo non asiatico!) per decidere se una ricetta va bene o no.

Il Progetto vero e proprio
Ci sarà un sito madre, il fulcro, in inglese, che gestirò direttamente io (l’unico di cui mi occuperò direttamente, ho già anche troppo lavoro così). Sul quale verranno pubblicati due articoli per settimana. Per tenerlo vivo a livello di ranking dei motori di ricerca ma anche e soprattutto, per insegnare alle persone più cose su come vivere bene.
Sul sito inglese ci saranno alcune pagine fisse.
- La pagina con il test per definire il tipo energetico a cui si appartiene (Vento? Flemma? Bile? Bile-Flemma? ecc) e le indicazioni di come usare questa conoscenza. (purtroppo il programmatore di famiglia era Dario e non ha fatto in tempo a preparare il programma per fare il test...quindi, almeno per ora, il test consisterà in domande... e chi lo fa si dovrà segnare i punti su un foglio e farsi i calcoli a mano...)
- la storia di come è nato il progetto
- le biografie di chi lavora al progetto
- la pagine dei contatti (anche con i siti in altre lingue)

E poi ci sarà il negozio con in vendita gli e-book di ricette

- Un e-book sarà sulle ricette per la dieta detox per il fegato. Che va bene per i malati di fegato, ma anche per le persone normali sarebbe ottimo fare questa dieta due volte all’anno per 15 giorni. Per mantenersi in forma. Il fegato è il filtro del sangue. Via stress, cibo, inquinamento, lo intasiamo di tossine. Dargli una bella ripulita due volte all’anno vuol dire essere più tonici, con le difese immunitarie migliori ed il sangue più pulito. Insomma, un micro trattamento ringiovanente.

- Poi ci saranno gli e-book con le ricette per le varie costituzioni energetiche. (la parmigiana di melanzane...chi la può mangiare? A chi fa bene il risotto alla milanese? Impariamo a fare l’hummus di barbabietola che fa tanto bene ai.... La ciambella buonissima e perfetta per la colazione di... tutte e tre le costituzioni...!)

La struttura del sito permette che esistano siti satelliti in altre lingue.

Che aiuto potete dare voi?
Lo scopriremo insieme.

Vi faccio un esempio pratico: non avete idea di quanto mi è stato utile per aggiustare il tiro il fatto che una trentina di voi abbiano fatto il test per determinare la loro costituzione!

Pensandoci così... potreste avere ottime idee di marketing da suggerirci. Abbiamo già una strategia di marketing ma potremmo aver dimenticato qualche cosa. Di sicuro non abbiamo pensato a tutto! Oppure idee su “per quale patologia facciamo il prossimo libro a tema?”. Oppure proponete dei corsi che sarebbero interessanti da tenere, volete organizzare conferenze, avreste in mente servizi o argomenti da trattare che potrebbero andare alla grande... o, che ne so, nel momento in cui saremo on-line vi accorgete che una cosa andrebbe migliorata... o site perfettamente bilingue in cinese e vorreste gestire uno dei siti satelliti... o nessuna di queste cose ma 100 altre...

Non ho idea di cosa voi sappiate fare, ma sono sicura che qualche cosa salterà fuori.
Se volete partecipare su fb c'è il gruppo" il Progetto di Niki". Chiedete di entrare. :-) Non vi invito io perché voglio ch entrino solo persone che... sono interessate. Ed il minimo per dimostrare interesse è chiedere l'accesso! :-)

Buona giornata


Niki

martedì 28 luglio 2015

Ultima Fermata: Relax e Dichiarazione di Intenti

Quando sono arrivata al capolinea della stanchezza,  prendo un'agar (medicina tibetana fatta di erbe, non dà assuefazione a differenza dei farmaci chimici) in più e dormo 10 ore. Mi alzo rilassata (più che rilassata... proprio sciolta), mi concedo una buona colazione e comincio la giornata molto lentamente. Con garbo infinito.
Sono i giorni in cui, la mattina, avvolta nell'accappatoio oversize, non rispondo nemmeno al telefono. Non guardo se c'è posta. Mi difendo dal mondo per darmi lo spazio per recuperare.
Allontano i pensieri sul futuro e sul passato. Mi concentro su ogni singolo attimo presente e lascio che la mente vaghi pigra.
E' il mio modo per rimettermi in pista. Rallentare fino quasi a fermare la mia vita.
Sono i giorni nei quali, nel momento in cui decido di riprendere in mano il lavoro, dò i risultati migliori. Perché non sono pungolata dall'ansia o dallo stress. La mente è serena e lavora con lucidità.
Oggi penso di impostare la struttura del manuale. Lo penso e sorrido, pregustando il lavoro da fare come se fosse un premio da lungo tempo atteso.
So che per avere il massimo del risultato mi devo concedere qualche altra ora di relax totale, poi le puje (pranzo e cena sono già pronti) e poi, tutta contenta, mi immergerò nella progettazione. Producendo in un pomeriggio, o in una serata, quello che, senza la pausa relax, non sarei riuscita a fare in una settimana.
E' sempre stato il "nostro" sistema di lavoro. Lavorare sempre, anche nei fine settimana, ma poi, quando serviva, mollare, nel relax più assoluto. Per ripartire più motivati di prima.
Sono una donna fortunata, ho avuto molto. E anche ora, anche se ho perso così tanto, mi restano due cose importanti: la pratica del Dharma ed il lavoro.
Appartengo a quel tipo fastidioso di individui che hanno sempre bisogno di una motivazione forte nella vita, di una tensione ideale, di un risultato ultimo da raggiungere attraverso l'impegno.
Il mio modo di vivere è quello di chi non ha futuro, ma lavora per il futuro. Ogni giorno potrebbe essere l'ultimo e quindi deve essere fruttuoso, o l'avrò vissuto invano.
Devo dire che non pretendo che le altre persone facciano come me. Sono molto per il vivi e lascia vivere, solo che, mentre una volta chi metteva in dubbio il mio modo di vivere mi faceva sentire in colpa, da quando non ho più la difesa di Dario sono diventata una peste. E chi cerca di allontanarmi dalle mie scelte di vita si trova davanti non una belva feroce, non è il mio stile. Ma una collinetta inamovibile (montagna, riferito a me, farebbe ridere anche i polli).
Così proseguo per la mia strada, se sbaglio sarà colpa mia, se ho ragione, sarà merito mio. Non seguirò sentieri battuti solo perché me lo dicono gli altri. Il mio sentiero è affar mio. Nessun innovatore ha vinto seguendo sentieri battuti. Quello che serve per vincere è intelligenza, conoscenza, un piano ben strutturato e la certezza di proporre qualche cosa di valore. Ed un team di persone motivate con cui lavorare.
Se poi alcuni non concepiscono che per me è più divertente diventare una stravagante signora in jeans e maglietta, coi capelli bianchi, piena di rughe, con intorno gente viva e motivata e con sul viso il sorriso felice di chi sa che sta spendendo bene il suo tempo, piuttosto che una signora elegante, truccata, che passa ore dal parrucchiere e dall'estetista*... beh, è un problema loro!
Chi non capisce che dopo un amore durato una vita, che come base aveva la passione per il Dharma e la condivisione di tutto, ma veramente tutto, per me è più naturale proseguire nel sentiero di pratica e lavoro circondata da amici sinceri, che non accontentarmi e ripiegarmi in relazioni che, per forza di cose, sentirei carenti... vuol dire che, queste persone, anche ben motivate, non mi capiscono.
Quindi io vado avanti per la mia strada, testarda e stravagante come sempre, volendo bene a chi, pur non capendomi, mi vuole bene, ma senza lasciarmi, abbiate pazienza, influenzare.

* Non penso che andare dalla parrucchiera sia sbagliato. Semplicemente se io devo scegliere, come relax, tra una puja ed andare dalla parrucchiera preferisco la puja. Per me funziona meglio. Ed in jeans (veramente preferirei i miei pantaloni tipo asiatico, ma per ora non me li posso permettere) mi sento più felice ed a mio agio che non con un vestito elegante. Essere eleganti è impegnativo. Ho poca energia. Preferisco spenderla in altri modi ;-) che mi rendono più felice.

domenica 26 luglio 2015

Il Lavoro, Impegno, Realizzazione, Cambiamento... Gioia

Il progetto di Dario mi sta appassionando sempre di più. E' vivo, dà grandi prospettive ha il potenziale di cambiare in meglio la vita di molte persone.
Se riuscirò, e mi sto impegnando allo spasimo, a lavorare bene, raccogliendo intorno a me persone altrettanto entusiaste e dedicate, ne verrà fuori qualche cosa di veramente importante. Di assolutamente nuovo.
Non solo perché il sistema dietetico tibetano e l'imprinting che abbiamo messo a punto sono fantastici. Ma perché potremmo creare, strada facendo, un nuovo modo di intendere il lavoro e gli affari.
Questo vecchio mondo corrotto sta collassando. Dalle sue ceneri deve nascere una nuova prospettiva per le persone. Non falsamente colorata da un'ideologia, non un "Nuovo Ordine Mondiale", non la panacea somministrata dai capi al popolo adorante. Ma un mondo di donne e uomini che hanno dignità, che si sanno impegnare, che vogliono vedere come stanno realmente le cose, gente che diffida delle scorciatoie e dei "pasti gratis".
Gente che non perde tempo ad insultare o a litigare, ma che usa le sue energie per migliorare da subito le cose.
Gente che capisce che il futuro è nelle sue mani e che non sarà l'ennesima legge che cambierà il mondo, ma saremo tutti noi, se decideremo di cambiare. Noi. Non gli "altri".

Tutto questo io lo vedo nel progetto di Dario. Perché è un progetto di guarigione a 360 gradi. Ed è un progetto pacifico, non di morte ma di medicina, di vita.

E' un'utopia? Le utopie hanno cambiato il corso della storia diverse volte. Sono cominciate con tre gatti e sono diventate forze inarrestabili.
Nel progetto di Dario sto trovando una risposta stupenda alle mie domande, ai miei dubbi. Si prende cura delle persone dalla cosa più basica, il cibo, per arrivare alla mente, al lavoro, all'ambiente, al business. Senza barriere di razze o colori. L'unica cosa richiesta è voler stare bene :-)

Mi ci sento bene in questa storia.
Mi ha fatto un grande regalo il mio amore.
Mi ha regalato un futuro per cui lottare. Lavorando. Con pace.

Niki

venerdì 24 luglio 2015

La Ricerca

La sera fatico ad addormentarmi ma poi dormo profondamente. Troppo profondamente. Cado nel sonno come uno che annega e, ogni notte, ricomincio la ricerca di Dario. 
Stanotte eravamo in Tailandia. Stiamo chiacchierano tranquilli, mi volto un secondo e lui è sparito. La strada è in salita in una zona antica. In fondo c’è una pagoda. 
La strada è vuota e illuminata dal sole. Lo cerco frenetica nei portoni vicini. Ma non c’è.
Come può essere sparito in un secondo in una strada vuota? Allora comincio a cercarlo con metodo, portone dopo portone. C’è della gente, chiedo anche a loro. Chiamano la polizia, dei figuri loschi in divisa che mi spaventano.
Ho l’impressione che mi nascondano la verità dietro al muro di domande e mi allontano. Per cercarlo. Una bambina con un gatto sembra sapere qualche cosa. Mi prende per mano e mi accompagna. E io lo cerco, lo cerco, lo cerco... come ogni notte.
Cambiano solo i luoghi ed i personaggi, ma la ricerca affannosa continua, da una notte all’altra nei miei sonni così profondi da sembrare drogati.
Alle sei mi sveglio. Ho i muscoli irrigiditi, la testa stanca. Resto a letto finché non sento che la pressione sale abbastanza da potermi alzare senza rischi. Vado in cucina ed accendo il computer, sperando che ci sia la connessione internet, per immergermi nelle notizie e non pensare alla mia ossessiva ricerca, così vera quando la vivo, così piene di paura e di speranza. 
Quando mi sveglio so che le speranza non ha ragione di esistere.
Non ho nemmeno un secondo di disorientamento.
E so che la mia ricerca tanto disperata quanto inutile riprenderà puntualmente la prossima notte. E quella dopo. E l’altra dopo ancora... in una sequenza senza pace e senza vero riposo.

Finché non imparerò a controllare la mia mente.

martedì 21 luglio 2015

Il Mio Mondo...l'Asia

Oggi ho chattato tantissimo con Tashi su fb. Per chi non mi segue dai tempi di Pasta e Nepal... Tashi era la mia segretaria. Le voglio bene come ad una figlia. Anche lei mi vuole un gran bene.
Tashi era la mia ombra. Teoricamente avrebbe dovuto lavorare 8 ore, di fatto si divertiva così tanto che arrivava alle 7,30 del mattino e ritornava a casa alle 18,30 ma anche più tardi, se Karana le dava un passaggio in moto. Perché da dove abitavamo noi, a Chundevi Marg, a dove abitava lei, sulla strada che dallo stupa di Bhouda sale per la collina, la strada era lunga e di sera non c'erano mezzi.
La mattina sentirla entrare in casa era allegria pura.
Ciao m'aam how are you? E si fiondava sorridendo in cucina a preparare il tè per tutti (per lei e Karana il chai, per me tè nero) che bevevamo mangiando una delle mie ciambelle da colazione sotto il portico del soggiorno, aspettando che Dario (che ha sempre preferito lavorare fino a notte tarda) si alzasse.
Le gattine si affacciavano diffidenti chiamando per avere la loro colazione. Karana provava a carezzarle (era uno dei pochi nepalesi che amava i gatti) e come al solito ci rimaneva male perché loro scappavano: le potevamo toccare solo Dario ed io.
Tashi rideva. Le piaceva ridere. E alla fine rideva anche Karana. Io mi alzavo ad andavo in studio a lavorare, ma dalla finestra aperta mi arrivava, a tenermi compagnia, il suono delle loro voci.
In quei giorni di pace cristallina, che a volte Kathmandu regalava, sentivamo, Dario ed io, che non avremmo mai più potuto avere dei momenti così assurdamente perfetti nella nostra vita. La casa pulita e solare, con il giardino reso prezioso da orchidee selvagge, bougavillee di tanti colori, frangipani, gelsomini e altri arbusti profumati di cui non conosco i nomi, con le vette dell'Himalaya che si stagliavano nello sfondo, era resa viva da persone che amavamo e la città, intorno a noi, sembrava tornare alla sua antica vocazione di posto incantato.
Erano giornate perfette. Anche i rumori cambiavano.
Poi, improvvisamente, Ktm tornava la solita, vecchia, sporca, caotica Ktm... ed il momento magico era già un ricordo.
Ma per me, ancora oggi, la parola "casa" evoca tre luoghi. Il Segyu Monastery, un monastero mongolo e la casa di Chundevi.
L'Europa è così pesante. Il sud America ancora più pesante. La mia Asia è così leggera, così...casa...
Se chiudo gli occhi posso quasi sentirmi ancora là.

E chattare con Tashi... mi ha fatto venire una terribile voglia di tornare a casa.

domenica 19 luglio 2015

La Discesa dell'Italia nell'Ade del Terzo Mondo

Da giorni non commento più le notizie di economia e di politica internazionale. Sono troppe e troppo pesanti. Ma non è solo questo.
E' che, giorno dopo giorno, un disagio profondo sta crescendo dentro di me.
Le poche volte in cui leggo notizie in italiano, in cui giro la home di fb, mi rendo conto che nella mente delle persone, a poco a poco, l'interesse per quello che succede fuori dai nostri confini sta diminuendo sempre di più.
La realtà di questo paese è così orribile, il degrado sta prendendo una tale velocità, che tutta la capacità di reagire degli italiani, anche di quelli intelligenti, va nel tentare di assorbire l'impatto col presente che li circonda da vicino.
C'è un'aria pesante, di disastro incombente, che sentiamo tutti, a parte i politici, che continuano a giocare al teatrino, chiusi nel loro mondo incantato di privilegi.
Per chi, come me, ha vissuto nel terzo mondo senza le protezioni di organismi internazionali o grandi corporations o ambasciate, è facile vedere quello che qui sento dire, ma a cui nessuno veramente crede, o la gente sarebbe già scesa per strada coi fucili in mano: questo paese sta diventando terzo mondo.
E questo non solo perché le libertà vengono erose giorno per giorno, non solo perché lo stato non eroga quasi più servizi decenti pur caricando di tasse i cittadini, non perché gli edifici scolastici sono fatiscenti, perché girare nella un tempo ricca Brianza fa paura, tante sono le fabbriche chiuse che la costellano, non perché nelle città i negozi chiusi si moltiplicano, non perché i clandestini vengono ospitati in alberghi e gli italiani si suicidano perché gli viene tolto tutto, non perché si tassano i cittadini per salvare Monte Paschi di Siena, non per gli scandali ormai quotidiani che implicano la classe politica.
Non per questo. Questi sono solo i sintomi.

Il terzo mondo è uno stato della mente.

Noi stiamo scivolando, a poco a poco, nella mentalità da terzo mondo.

Non è facile spiegare cos'è. E' fatta di tante piccole cose che, insensibilmente, vanno a distruggere tutto. E' fatta di una popolazione che accetta acriticamente lo stato, è fatta di intellettuali e di persone preparate che si lamentano, ma non propongono alternative, è fatta di strutture di potere inamovibili con uno status da semi divinità, è fatta di burocrazie farraginose e sopraffacenti, che si gonfiano e si diramano come cancri, incubatrici perfette per una corruzione sempre più capillare e soffocante, è fatta di soprusi statali sempre più eclatanti subiti a testa bassa, come un contadino subisce la grandine, è fatta di caste di privilegiati intoccabili, di corporazioni protette, è fatta di generazioni che crescono incapaci di sognare un mondo diverso, che nascono già rassegnate, è fatta di fatalismo strisciante, di rassegnazione, di incapacità di guardare la realtà.
Ogni giorno si aggiunge un piccolo tassello di squallore e ci avviciniamo sempre di più al momento di non ritorno. Perché gli esseri umani, quando imboccano in massa una strada, anche se è sbagliata, anche se rende la vita un inferno, non sanno e non vogliono uscirne. Perché per uscirne dovrebbero prima di tutto avere il coraggio di guardare in che pasticcio si sono cacciati e poi dovrebbero decidere di lottare per affrancarsi. E ognuno dovrebbe farlo sapendo che sta andando contro corrente. Che la massa continuerà a seguire i padroni. E poi, ad un certo momento, questi solitari controcorrente, forse potrebbero arrivare a creare una massa critica e ad invertire il processo di degrado. Forse.
Ma se non ci si prova, la fine è certa.

Per questo non sto commentando. Sono in lutto per la discesa nell'Ade della gente del paese in cui vivo: l'Italia.

sabato 18 luglio 2015

La Ricerca

Per molti anni ho vissuto protetta dalle persone che amavo e che mi amavano.
Prima mamma e poi Dario.
Adesso, senza di loro a farmi da schermo, mi guardo intorno e vedo tanta solitudine.
Non solo la mia, ma quella di tante persone. E mi accorgo che, spesso, anche chi sembra accompagnato in realtà è solo. Solo con le sue paure, i suoi desideri, le sue speranze non dette. Che spesso il dialogo è tra sordi, che non capiscono realmente cosa si comunicano e che cercano cose differenti.
La compagnia, l'amore, troppo spesso,è molto più apparente che reale.
E gli anni passano, sprecati in legami che non valgono molto, perché non fanno crescere, anzi, che sono degli ostacoli alla crescita.
Sono stata molto fortunata, perché anche se ora sono sola, ho saputo cosa vuol dire condividere davvero, profondamente, senza ostacoli o dubbi, le fondamenta del mio essere con altre persone. Perché il loro amore mi ha aiutata a crescere, a non avere paura di cambiare, di mettermi sempre in discussione, di tentare nuove vie e nuove avventure. Per andare sempre avanti. Per non morire dentro.
Adesso, nella solitudine, capisco il senso della pratica. E anche se certi giorni soffro terribilmente e mi dispero, in fondo so che sono fortunata, perché la mia vita, attraverso l'amore, ha trovato un senso che nemmeno la morte ed il distacco possono indebolire.
A volte annaspo, cercando di guardare le cose alla luce della pratica di Dharma e quasi mi perdo. Ma poi, con il rigore che ho imparato da Dario, con la sua logica di praticante impeccabile che in qualche modo riecheggia sempre nella mia mente, a fatica, ma ritrovo la strada.
E riprendo il cammino. Appoggiandomi ad un passato che mi aiuterà sempre a pretendere da me stessa la crescita, la concentrazione, la libertà, l'impegno costante, la generosità, la ricerca della saggezza e della moralità.

lunedì 13 luglio 2015

Le Ferite Aperte

Dopo una grande tragedia arriva il momento in cui si fanno i conti con la quotidianità del dolore.

All'inizio ero così sconvolta che non riuscivo a rendermi davvero conto dell'entità di quello che mi era successo. Con il passare dei mesi il dolore continuava a pulsare, come una ferita aperta, senza tregua e così ho cercato di dimenticarlo, di annegarlo tuffandomi nel flusso continuo di messaggi dei social network, delle chat, delle chiamate su skype.
Ma non ha funzionato. Mi ha solo stancata fisicamente e mentalmente. Mi ha confusa. E quando, dopo un sovraccarico, ho spento per un momento il rumore che questo fiume di comunicazione mi creava nella mente, ho ritrovato il mio dolore immutato.
Per fortuna mi trovo in una situazione finanziaria che dire pessima è una sottovalutazione. Così devo reagire. Devo trovare un sistema per rimettermi in piedi per sopravvivere. Devo avere la mente lucida e il corpo in grado di sostenere il lavoro della mente.
Sono, in qualche modo, costretta a smettere questo continuo comunicare che mi stanca, per prendere seriamente in mano le fila del lavoro, della mia vita, della mia solitudine ed anche del mio dolore.
Non riesco ad annegare la sofferenza, rispunta fuori violentemente quando ci provo (è due giorni che ho crisi tremende). Quindi devo imparare a gestirla nel quotidiano. Inserirla nella mia pratica di Dharma e nel mio lavoro.
Le chiacchiere così per fare possono esserci, ma limitate.
Non ci sono abituata e mi fanno usare troppa energia che devo, volente o nolente, usare per darmi modo di sopravvivere col mio lavoro.
Anche dal puto di vista della pratica questo sovraccarico di distrazione non è positivo.
Non so quanti anni ho davanti a me, ma non posso sprecarli. Devo usarli con oculatezza. Devo fare in modo che, quando sarà il momento di lasciare questo corpo io sia in grado di farlo con la stessa serenità di Dario.
E, forse, questa assoluta necessità di ripiegamento sul lavoro, è una grande fortuna, perché costringerà di nuovo ad una disciplina ferrea la mia mente.

Le ferite aperte... restano aperte. Sto solo accettando un altro modo per affrontarne la realtà.



domenica 12 luglio 2015

Le Verità Economiche Dietro i Paraventi Idologici

Ci hanno imbottito la testa con falsi miti, l’uomo ha bisogno di credere in qualche cosa, e loro, nel vuoto del nostro cuore, hanno subito piazzato la loro merce: le ideologie. Ci hanno detto che erano sacre, che ci avrebbero portato le magnifiche sorti e progressive e per essere sicuri che non ci svegliassimo dal nostro sonno drogato, ci hanno dato una scuola di stato che ha sempre accuratamente evitato di metterci a disposizione gli strumenti critici per vivisezionare questi castelli di bugie. Mentre ci dava tonnellate di materiale per smontare i miti religiosi, pericolosi concorrenti per le ideologie.
Ma se guardiamo senza i paraocchi che cosa rimane delle ideologie? Comunismo, fascismo, nazismo, socialismo, senza la sacralità intoccabile dell’ideologia cosa sono? Sono semplicemente la declinazione economica, più o meno accentuata, dello statalismo. Il vero moloch che sta stritolando il mondo.
Ridotte all’osso, senza le frasi tipo “il potere al popolo”, “giustizia sociale”, “il bene comune” e altre spiritose invenzioni dei carnefici dei popoli, le ideologie possono essere ricondotte a tre declinazioni stataliste. 
Il nazismo aveva anche deliranti idee sulla razza, la dominazione del mondo e l’ecologia, per cui in quello si differenzia dagli altri tre. A livello economico invece è uguale al fascismo.

- comunismo: lo stato possiede tutto, regola tutto, decide tutto.
- socialismo: lo stato possiede tutte le industrie e i mezzi per produrre, ma il cittadino può possedere beni di consumo, come la casa, la macchina e cose simili (anche se strettamente regolate).
-fascismo e nazismo:  le industrie, i mezzi per produrre ed i beni di consumo sono posseduti da privati ma strettamente controllati dallo stato. In altre parole, tu puoi possedere fabbriche, miniere, aziende agricole (ed anche beni di consumo personale) ma lo stato può tassarti come vuole, importi regole anche asfissianti ed arrivare all’esproprio dei tuoi beni. 
Il fascismo si basa su un assunto economico nel quale stato e grandi corporations (tra cui si annoverano anche le banche, ovviamente) lavorano insieme come soci. Mussolini lo ha descritto in una sola, lapidaria frase: «Il fascismo dovrebbe più appropriatamente chiamarsi corporativismo perché è una fusione tra Stato e potere corporativo».

Attualmente, tranne forse in Corea del Nord, non ci sono regimi comunisti. I socialisti sono pochissimi. La stragrande maggioranza degli stati sono, con sfumature varie, fascisti.

L’Europa, ma anche l’America sono fasciste, come il Giappone...non parliamo poi dell’Italia. L’imprenditore che si arricchisce non grazie ai meriti, ma grazie alle leggi fatte su misura (vedi FIAT, COOP, Fininvest, Ligresti e compagnia cantante...), grazie alle gabole con politici e banche è un fascista classico. Da manuale. 

Nella società fascista è normale che aziende o corporation fallimentari vengano sostenute (vedi FIAT, banche ecc.) a spese dei cittadini invece che lasciate andare in bancarotta. In uno stato fascista è normale che i ricchi diventino più ricchi, sparisca la classe media e il popolo diventi sempre più povero (come nei regimi socialisti e comunisti è normale che gli unici ricchi siano la nomenklatura del Partito). Nel 1936, lo storico Gaetano Salvemini, parlando del fascismo diceva “Il profitto è privato ed individuale. La perdita pubblica e sociale”. Un esempio attuale? Monte Paschi di Siena. Le perdite di una banca privata scaricata sui pagatori di tasse. E per quelli che amano la Svizzera, il salvataggio di UBS.

Spesso ci si riferisce alla Svezia parlandone come di un paese socialista. Non lo è. E’ un paese fascista. I mezzi di produzione (fabbriche, miniere, affari e così via) come pure i beni di consumo privato, sono proprietà di privati, ma l’intera società è molto strettamente regolamentata e tassata. La civile e democratica Svezia dismise solo nel 1975 l’aspetto più duro del suo programma di eugenetica, che portò a sterilizzare un sacco di “esseri inferiori” che avrebbero potuto inquinare la purezza della razza. 

Il welfare non è un sinonimo di socialismo. La gente spesso si confonde. Sono due cose diverse. Anzi, si può dire che grazie alla relativa libertà di fare affari da parte dei privati, le società fasciste tendono ad avere più welfare di quelle socialiste, che di solito diventano velocemente troppo povere per poter sostenere molte spese. 
Il welfare per le società fasciste è fondamentale per convincere i cittadini che lo stato si prende cura di loro, che stiano buoni, che accettino tutte le interferenze, i soprusi, le tassazioni e la mancanza di libertà o perderanno il sostegno di “mamma” stato.

Volete una prova più circostanziata? Hjalmar Schacht è stato la persona responsabile dell’economia per Hitler. Le sue teorie sono ancora vive e vegete.
Intellettualmente Schacht ha conquistato l’Europa (e l’America). Il sistema di: controllo dei prezzi, controllo dei salari, controllo dei profitti, dei cambi di valute, dei commerci con l’estero, i trattati bilaterali, le priorità, le decisioni sulle allocazioni, le quote, le licenze richieste per esercitare qualsiasi attività e la continua inflazione, tutto questo i nostri governi lo hanno preso di peso da Schacht.

Vi fa sentire meglio sapere che il nostro sistema politico-economico è, di fatto, perfettamente nazista? Lo accettate perché gli hanno messo l’etichetta  politicamente corretta? La sostanza è nazista. Sappiatelo.
Iniziate a ragionarci sopra. Quando vi agitano davanti il drappo dorato delle ideologie, cominciate a guardare CHI tiene in mano il drappo. E COSA sta REALMENTE facendo sotto la copertura del drappo.
E fatevi venire dei dubbi. I dubbi sono sani. Lo diceva anche Buddha.


p.s. Mi hanno fatto notare che questo post non dà soluzioni. Dò troppo per scontato che le persone sappiano che, con un gruppo di amici, stiamo lavorando ad una ottima soluzione, a mio parere, ed anche secondo Dario, l'unica soluzione possibile: i Liberi Comuni. Prima o poi ve ne parlerò in maniera estesa.

martedì 7 luglio 2015

Il Diario

Eravamo assieme da 15 giorni, Dario ed io, quando il nostro lama decise che sarebbe stato meglio che io andassi in viaggio con lui e con il suo gruppo in Cina, Mongolia esterna e Nepal senza Dario.
Ero terrorizzata. Il mio primo viaggio in Asia... di tre mesi... e andarci senza Dario di cui ero cottissima.
...però ci sono andata ed è stato un bene per vari motivi.
Sapendo che sarei stata quasi sempre in posti da cui sarebbe stato impossibile telefonare, decidemmo insieme che avrei tenuto un diario che al ritorno gli avrei regalato. Un modo per sentirmi vicina a lui.
Mi è servito tantissimo, perché quei tre mesi di viaggio sono stati proprio duri e difficili. Ed al ritorno lui era tutto felice che veramente gli avessi scritto tutti i giorni.
Così, qualche giorno fa, ho ripreso a scrivere un diario nel quale racconto a Dario quello che gli direi se fosse qui con me. Le cose importanti, intendo.
Lo so, questa volta il viaggio lo ha fatto lui, ed è un viaggio dal quale non tornerà. Dovrò raggiungerlo io, chissà quando. Però scrivergli un poco mi conforta. Come quella volta in Mongolia, Cina e Nepal.
So che lui sa cosa mi succede, sono io che ho bisogno di dirglielo. Per sentirmelo vicino. Il mio amore.

sabato 4 luglio 2015

La Rabbia, la Crisi e la Serenità

In questi giorni i commenti rabbiosi su fb abbondano. Dice la medicina tibetana che la rabbia è legata al calore e che quindi, con le ondate di caldo, la gente si arrabbia di più.
Ma questa non è una rabbia legata solo al clima, è la rabbia di gente che vede il suo mondo crollare, ha paura, e maledice chi ha avallato lo sfacelo.
Mi fa star male tutto questo odio. Mi crea un dolore dentro.
Non è certo augurando il male a qualcuno che si cambiano le cose. L’odio distrugge soltanto. Non costruisce niente, se non altro odio. Anche quando si aborre una posizione politica, umana o religiosa, l’avversione deve essere per l’errore, mai per la persona. Altrimenti si finisce in una spirale negativa infinita.
Invece che sfuggire al nemico... si finisce per assomigliargli, con quella smorfia di rabbia stampata sul viso diventiamo tutti parte dello stesso inferno: dannati e demoni in un ugualmente doloroso girone di violenza. Senza uscita.
La rabbia, dicono gli insegnamenti, distrugge le radici dei meriti. Dalla lucidità che mi ha regalato il mio dolore, mi rendo conto che è vero. Perché la rabbia, l’odio, distruggono in profondità. E poiché danno una certa soddisfazione (chi si arrabbia in quel momento si sfoga e poi si sente nel giusto) sono veleni mentali che crescono molto in fretta e sono difficili da abbandonare. Sono veleni insidiosi perché danno assuefazione... e piano piano invadono la mente. Così, a poco a poco, reagire con rabbia diventa normale, anche nelle piccole cose.
La rabbia non è un sentimento “giusto”. Fa sentire “giusti”, è parte del suo fascino. 
Ma ferisce, ferisce voi, le persone che vi stanno vicine e solo in ultima analisi, forse, ferisce le persone contro cui è diretta.
Nei momenti critici della vita non vi sarà di aiuto l’odio. In quei momenti, per sopravvivere, servono la serenità, la compassione, l’amore. Quelli sono salvagenti che vi terranno a galla. E stiamo arrivando ad una fase molto critica del mondo, nella quale ogni aiuto sarà benedetto, per poter sopravvivere.
Lasciate perdere questo sollievo momentaneo che non è un sollievo, ma un aggravio alla vostra mente. Cercate di costruirvi un rifugio veramente utile: la serenità interiore. Altrimenti, quando arriverà l’onda d’urto della Più Grande Crisi che il Mondo ha Mai Conosciuto, vi troverà impreparati, persi nel deserto bruciante dell’odio, che non dà nessun riparo.


Scusatemi se mi permetto di scrivere queste cose. Ma ci credo veramente, dal profondo del cuore.

mercoledì 1 luglio 2015

Post sull'Abolizione del Contante

Una cosa molto difficile da capire per chi non è un addetto ai lavori, è che quello che regge tutto il sistema è solo la fiducia che il sistema funzioni.
La casalinga che pensa ad una banca, o, se è un po’più informata, pensa alle banche centrali (es. BCE o FED) pensa a qualche cosa di solido, di basato su ricchezza concreta, reale. Dei bastioni contro il disastro, mentre invece, da quando il gold standard è saltato, queste istituzioni si basano sul nulla. 
Non c’è ricchezza alla base del sistema odierno. Ci sono solo debiti.
So che è difficile capirlo, ma proverò a spiegarlo in modo semplice.

Fino al 1975, quando gli USA ne imposero al mondo l’abolizione, avevamo una specie di “gold standard”. Ovvero, uno poteva andare alla Banca d’Italia e chiedere che gli cambiassero le banconote in metalli preziosi: oro o argento. Le banconote erano un “pagherò” della banca centrale che poteva essere riscosso in qualsiasi momento.
Oggi le banconote degli euro non hanno un vero controvalore (= non potete andare alla Banca d’Italia e chiedere che ve le cambino in oro o argento). Sono SOLO promesse di pagamento della BCE. L’equivalente di una cambiale priva di scadenza. Ma cosa ha la BCE da darvi in cambio della vostra banconota? Niente. La banconota è l’espressione cartacea di un debito. Punto.
Il sistema monetario è basato sul debito, non sulla ricchezza (oro e argento).
Per questo la fiducia è fondamentale. 
Per questo gli stati spingono per l’abolizione del contante. Perché politici, banchieri e burocrati temono il momento in cui la gente si accorgerà di avere in mano cambiali emesse da un debitore insolvente, quindi perderà la fiducia e correrà agli sportelli delle banche cercando di salvare il salvabile.

Ad un livello diverso dalla sora Pina, e ancora meno scusabile, a sostenere il sistema c’è la fiducia degli investitori, che sanno che tutto il sistema è una farsa, ma pensano che le banche centrali saranno sempre in grado di gestire la situazione. Solo che le banche centrali hanno sparato tutte le loro cartucce, riuscendo solo a peggiorare la situazione che sta sfuggendo loro di mano.
Cosa sta succedendo in Grecia lo vediamo. A Cipro lo abbiamo visto. Cosa succederà nel resto della UE, in Giappone, in Cina, negli USA... quando la situazione diventerà incontrollabile e la fiducia evaporerà?
In un mondo che ha in circolo 1,4 quadrilioni di derivati (che sono un’altro modo carino per chiamare i debiti), quando la verità comincerà ad affacciarsi nella mente delle masse, sarà il finimondo. 
L’iper valutazione delle azioni è dovuta a tutti questi soldi che non esistono. Viene dai debiti. Non dalla ricchezza. Ed infatti con un mercato azionario alle stelle, noi viviamo in un mondo che si sta impoverendo. In un’economia sana, cioè non truccata da stati e banche centrali, questo non sarebbe possibile. In un’economia onesta se le cose vanno male nel mondo reale...le azioni scendono... 
Quando inizierà il panico, i valori delle azioni crolleranno ai livelli del loro vero valore, ed essendo state comperate coi debiti (i più grandi possessori di azioni sono banche centrali e fondi di investimenti, non i privati) le cosiddette “margin call” diventeranno la norma. 
Che cosa sono le “margin call” è presto spiegato: quando una persona, od un ente, compera azioni con prestiti, se il valore dell’azione scende oltre un certo limite, gli viene richiesto di depositare ancora soldi a “copertura”. Oppure deve vendere una parte delle azioni sempre per “coprire”... 
Quando il panico inizia e la fiducia crolla, in un mondo fasullo, le “margin call” diventano la norma. E rendono la situazione sempre più isterica ed incontrollata. Le vendite diventano svendite, nessuno vuole comperare o ha soldi per farlo. Nel macello finiscono aziende marce ma anche sane... la gente corre agli sportelli delle banche, cerca di recuperare quello che può, le banche chiudono perché NON HANNO LIQUIDI e, in una spirale infernale, il mondo come noi lo conosciamo si fermerà. Perché il mercato finanziario controlla anche l’economia reale.

Ora, come mai le banche, quando ci sarà la corsa agli sportelli. si troveranno a non avere abbastanza contante per soddisfare le richieste dei clienti che vogliono estinguere i depositi?
A causa della maledetta “riserva frazionaria”.
Che è il vero, incontrollato generatore di inflazione nascosta ed è il principale motivo per cui banche e stati vi vogliono costringere a tenere i soldi in banca.
Quando depositate dei soldi sul vostro conto corrente, non li avete depositati al sicuro. Li avete prestati alla banca che può usarli a sua discrezione (con alcune piccole restrizioni). Tranne una piccola percentuale (da qui il nome riserva frazionaria) che nella UE, se non sbaglio è del 2%.
Quindi poniamo che voi versiate 100 €. 2 € Vengono realmente accreditati nel vostro conto, 98 € la banca li presta. Per un trucco contabile ( = il cosiddetto credito bancario che è anche lui un “pagherò”, un debito) la vostra banca è autorizzata a far risultare che sul vostro conto ci sono EFFETTIVAMENTE 100 €.
Per praticità (non sono brava nel fare i conti) fingiamo che la vostra banca lavori con una riserva frazionaria del 10%.
Voi versate 100 € nel vostro conto corrente.
La banca ve ne lascia, effettivamente 10 e 90 li presta. Il tizio a cui li presta li mette nel suo conto corrente, nel quale verranno effettivamente depositati SOLO 9 euro, mentre 81 verranno prestati. E così via.
Questo giochino finanziario può proseguire fino al punto che, dagli originali 100 €, ci ritroveremo in giro per il mondo, creati dal nulla, ben 1000 €
E’ grazie al meccanismo della riserva frazionaria che viene creato più del 90% del “denaro” in circolazione.
Immaginate quest’onda enorme di denaro che invade il mondo e che erode minuto dopo minuto il vostro potere di acquisto (ricordate il post sull’inflazione vero? l'Illusione Monetaria).
Ma, ancora peggio, immaginate che TUTTI i correntisti vadano a chiedere di riscuotere i propri soldi, dai propri conti correnti alle banche... quanti di loro riuscirebbero a ritirarli? Molto pochi, perché la banca, semplicemente, non ha tutti quei soldi per via dell’uso smodato della riserva frazionaria.
Ora capite come mai, parlando delle banche, i commentatori dicono che “mancano di liquidità”? Capite perché banchieri e stati vorrebbero eliminare il contante?
Non per la lotta al terrorismo, alla mafia o all’evasione fiscale, ma per impedire alla gente di scoperchiare questa enorme, pazzesca truffa che li sta impoverendo (ricordate: inflazione = impoverimento del 99% della popolazione).
Quando una delle grandi banche, di quelle definite Too Big To Fail (troppo grandi per fallire) fallirà, l’effetto domino contagerà il mondo. Pensate che solo la Deutsche Bank ha in pancia derivati (debiti insolventi) per un ammontare di 20 volte più grande del prodotto interno lordo di tutta la Germania. 
Quando partirà l’effetto domino i governi imporranno la serrata delle banche e l’esproprio dei risparmi dei cittadini. 
Per questo vogliono abolire il contante. Per tenerci tutti in pugno.


Pensateci un momento, rileggete questo post e quello sull’inflazione e poi ditemi ancora che siete a favore dell’abolizione del contante...