lunedì 29 giugno 2015

Che Brutto Numero il 55

E oggi sono 55. Anni.
Di vita anche troppo (a volte) intensa.
Il compleanno serve a questo, a meditare sul passato ed a guardare agli anni che ancora tocca vivere, sempre che dall'alto non mi accordino luna riduzione della pena. Ma ci conto poco.
A voler essere ottimisti devo scontare ancora una venticinquina d'anni.
Il primo compleanno della mia vita da sola lo passo a casa, con tazze e tazze di roba calda e, si spera, un po'confortante.
Abbarbicata al mio computer.
Cercando di non pensare troppo a me stessa. Ma è dura.
Detesto i compleanni. Mi fanno pensare al passato ed io lo guardo, quel passato luminoso, come un dannato guarda il paradiso: con la consapevolezza che è irraggiungibile.
Mi avvolgo nell'accappatoio e annuso la tazza di buon tè inglese. Ma anche quello mi porta a galla ricordi.
Il compleanno è un giorno della memoria.
Prendo in mano Bulgakov "...e la memoria del Maestro, l'inquieta e martoriata memoria del Maestro cominciò a spegnersi. Qualcuno lo lasciava libero...".
Solo io posso liberarmi dalla sofferenza, non c'è nessun Jeshua che chiede per me la misericordia del riposo della mente, devo pensarci io... ma oggi controllare la mia mente sembra tanto mission impossible.
Prendo in mano le sadhane ma le abbandono: non riesco a concentrarmi. La mente continua a rincorrere i ricordi, così belli e così dolorosi, e quando cerco di fermarla mi scatena contro un inferno di sofferenza. Alla fine la accetto. La sofferenza. Se non riesco a fermarla il trucco è riceverla completamente.
E poi iniziare la pratica del Tong-len.
Inspiro la sofferenza di tutti. Espiro i meriti e l'energia positiva dei meriti. Inspiro. Espiro.
Ad un certo punto perdo la concentrazione. Ma oramai sono quasi tranquilla.
Poi, stupidamente, penso ad una cosa che dovrei fare e mi piomba addosso il terrore. Lo conosco bene questo panico. E' il terrore di chi non sa più dove trovare la forza (fisica e mentale) per andare avanti. Devo stare più attenta, oggi non ho energia. La poca che ho devo tenerla raccolta per reggere fino a domani.
Allontano il pensiero delle cose da fare e riparto con il Tong-len. Questa volta è più difficile. Dolore e terrore insieme sono più difficili da gestire.
...sarà una giornata orribilmente lunga. Però finirà. Ma poi ne arriverà un'altra. E un'altra...
Per fortuna che c'è il Tong-len.

2 commenti:

  1. Come mi spiace sentirti così, ma ti capisco. Il mio è passato da poco e ci distanzia solo un anno quindi vuol dire che abbiamo vissuto nello stesso period l'infanzia, l'adolescenza e la maturità.... per questo forse ci capiamo così bene. Un abbraccio anche se in ritardo. Maria Grazia

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    1. Se ci fosse Dario... sarebbe bellissimo...

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