sabato 16 maggio 2015

Speriamo che Proserpina non Inciampi!

Che poi, uscendo dal buio dell'Ade, si spera che Proserpina NON inciampi!
Sembra una battuta. Ma non lo è.

Dawa, partendo, mi ha lasciato una scorta di medicine. Non tante. Secondo lui devo cominciare a far reagire il corpo da solo. Solo due medicine ho in abbondanza: quella per il lung e quella, da ricominciare ad inizio ottobre, per i polmoni.
Mi ha fatto le congratulazioni per come ho reagito, per la tostaggine dimostrata (solo lui e la mia Anna sanno come ero conciata) e poi mi ha detto: mi raccomando, non stancarti troppo, non affaticare la mente, evita le situazioni di stress perché non sei guarita dal lung. Ne hai passate troppe e reggendo il peso completamente sola. Perfino io ero in India. Adesso paghi. Riesci a tenere la mente sotto controllo bene, ma il lung è alle stelle ugualmente. Ci vorranno almeno altri due anni per rimetterlo in sesto. Quindi: non stressarti e take it easy. OK? Guarda che non sto scherzando. Ha aggiunto con estrema serietà.
OK.

Detta così sembra una passeggiata.

Ma la mente è la cosa più morbida ed insieme più dura che esista. Non è facile farle cambiare abitudini. Per questo il buddhismo insiste che tutte le azioni sono importanti, anche quelle minori. Perché generano abitudini che poi sono difficili da arginare.
Ed io sono abituata a scattare quando c'è una cosa da fare. Non importa quanto stanca sia. Tendo a non dare importanza a questo aspetto. Sono stata malata tutta la vita ed ho imparato presto che, per avere una vita normale, dovevo fingere, anche con me stessa, che tutto andasse bene e pretendere di agire di conseguenza. Se mi fossi comportata da malata non avrei fatto nulla di tutte le cose che ho fatto.
Nel 2014 questo aspetto si è rinforzato moltissimo. Andavo avanti ciecamente, distrutta, pretendendo di non esserlo, col terrore di mancargli, di non essere all'altezza... di collassare per il dolore e la stanchezza.
Così mi sono abituata ancora di più a non considerare le mie esigenze. A reggere nonostante tutto, A pretendere da me. Solo che ora, se mi sforzo a fare le cose, poi crollo.
Dawa dice che devo farle con garbo, poco per volta. Evitando lo stress come la peste. Devo imparare a dosarmi. Non è facile! Accidenti!

Che poi, ad aggravare la cosa, c'è il fatto che per venti anni, senza quasi nemmeno rendermene conto, per puro e semplice amore, sono stata l'ombra di lui. Di lui che era tosto. Di lui che era un perfezionista. Di lui che non era mai stanco. Di lui che era molto più brillante di me. Di lui che non avrei voluto intralciare in nessun modo.
Così mi sono adeguata ai suoi ritmi ed ai suoi desideri
E adesso devo mollare: trovare la mia via di mezzo.
Guardare il mondo con i miei occhi, capire che cosa voglio, come lo voglio... capire come muovermi.

... fosse facile!

... la luce del sole acceca Proserpina che esce dalle ombre dall'Ade... speriamo che non inciampi!



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