martedì 5 maggio 2015

Ram, il falegname Bihari

Il Bihar è uno stato poverissimo dell’India, famoso per i suoi dakoits, i suoi banditi. Girare di notte in Bihar non è salutare...
Ma non tutti i bihari sono dakoits. Anche se tutti i bihari sono piccoli e scuri.
Ram era il nostro falegname ed era un bihari. Onestissimo. 
Non parlava una sola parola di inglese, ma adorava Dario. A volte arrivava, si sedeva vicino a Dario e non si muoveva per delle mezz’orette. Ad un certo momento Dario chiamava Tashi e le chiedeva: senti se Ram ha bisogno di qualche cosa. No Sir, traduceva Tashi ridacchiando, vuole solo stare un poco vicino a te.
Allora Dario proseguiva il suo lavoro al computer senza interessarsi più della cosa. Ad un certo momento sollevava la testa dalla testiera per rilassarsi un poco e Ram era sparito. Era stato abbastanza vicino a Sir e, silenziosamente, per non disturbarlo, si era alzato e se ne era andato.
Non accettava mai nemmeno un chai o un bicchiere d’acqua. Voleva solo stare vicino a Sir per un poco.
Era bravissimo nel suo lavoro, veloce ed intelligente. Sapeva copiare qualsiasi mobile ed aveva una squadra di “suoi” operai che faceva lavorare, se occorreva, a turni, giorno e notte. Il Nepal è pieno di operai indiani perché i nepalesi, voglia di fare lavori pesanti ne hanno poca, quando li fanno, odiandoli, danno un valore pecuniario altissimo alla loro fatica, invece gli indiani sono gente che lavora duro ed a buon prezzo.
E non si lamentano, cosa in cui i nepalesi sono campioni.
Volevi tutta una enorme parete a scaffalature in 24 ore? Gli omini di Ram erano gli unici che erano in grado di soddisfare la tua richiesta. Ed a prezzi, almeno con Sir, onestissimi.
Il sogno, ampiamente confessato, di Ram era quello di lavorare solo per Sir.
L’adorazione di Dario da parte di Ram a volte aveva risvolti inaspettati.
Un giorno Dario stava guardando dalla finestra del ristorante la strada sottostante, quando vide passare un turista. Gli sembrò un vecchio amico, Harry, e lo chiamò. Ma il turista non si voltò.
Allora Ram chiese qualche cosa a Karana e Karana tradusse: Sir, perché hai chiamato quel turista?
Sembra un mio amico americano, rispose Dario.
Karana tradusse a Ram. Che lo afferrò per un braccio e, gridando qualche cosa in un concitato nepali, lo trascinò verso le scale.
Abituato alle stranezze dei locali in generale, e di quei due in particolare, Dario non si preoccupò più di tanto. Almeno finché non vide i due correre per strada come matti ed afferrare il malcapitato turista per le braccia. 
Uno per parte.
Il mio Sir vuole vederti, strillava Karana in un inglese concitato ed a malapena comprensibile, mentre, ad accrescere il caos, Ram gridava in hindi.
Il turista si divincolava, ma loro non se ne davano per intesi, aggrappati alle sue braccia, mentre lo trascinavano a forza verso le scale. 
Devi venire dal mio Sir, insisteva sempre più frenetico Karana, che, quando perdeva la testa non era secondo a nessuno.
Dario dalla finestra osservava la scena piegato in due dal ridere.
Alla fine riuscirono a trascinarlo da Dario.
Non aveva risposto al richiamo di Dario perché, naturalmente, non era Harry. Ed era terrorizzato.
Dario si scusò molto, cercando di spiegargli il qui pro quo, ma quello, troppo spaventato ed arrabbiato per ascoltare le scuse, girò le spalle e se ne andò di corsa.

I due, per niente pentiti, andarono avanti a raccontare la storia a tutti per giorni e giorni.

Gloriandosene, ovviamente.

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