mercoledì 27 maggio 2015

Profumo di caffè

Spalanco le finestre e fuori c'è un tempo da lupi. Nuvoloni neri, vento freddo. In casa ci sono 19 gradi... è il 27 di maggio... sono un po'triste. Ho ancora i capelli unti di olio di sesamo da ieri... devo fare la doccia...
Concediamoci un colpo di vita!
... e mentre aspetto che la moka mi ammannisca il prezioso liquido profumato, il mio amato caffè, accendo il riscaldamento.
Dario non amava molto il caffè, aveva vissuto troppo in Asia, ma io vengo da una stirpe di maniache del caffè.
All'inizio della guerra il bisnonno Piero si era immediatamente attivato per comperare sacchi e sacchi di caffè per essere sicuro che la sua adorata Emma ne avesse a sufficienza per tutta la durata della guerra... bastò al pelo.
Mamma, quando si alzava, si preparava una moka da 6. E se la faceva fuori tutta. Per me il suo profumo, quando ci penso, è un misto di Vivara di Pucci e di aroma di caffè.
Così anch'io, ora che sono rimasta sola, mi rivolgo al caffè come ad un vecchio amico che, al mattino, mi abbraccia con suo profumo e mi conforta col suo delizioso sapore.

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