giovedì 7 maggio 2015

... nella Stessa Giornata... un altro Post

La sera, per rilassarmi prima di dormire, sto leggendo Atlas Shrugged della Rand. Concordo con molti degli argomenti che porta, la sua lucidità è notevole. Mi impressiona per la capacità di preveggenza che ha mostrato (anche se, francamente, come romanziera la trovo abbastanza scadente).
Nello stesso tempo dissento profondamente su alcuni punti.
Il più importante dei quali è che, per me, la solidarietà a livello personale è una delle cose più preziose che l'uomo ha. Non deve essere una solidarietà estorta con le tasse. Deve essere una solidarietà vera, diretta, per scelta. Pensata, non data per caso o per conformismo, Ma è preziosa. Prima di tutto per noi stessi.
Se negassi questo negherei la base su cui ho costruito la mia vita: il Buddhismo.

Ho sempre creduto che le sei Paramita fossero la scala per raggiungere l'Illuminazione, ma anche la traccia per essere una persona di successo. Ne sono tutt'ora convinta ed il nichilismo spirituale della Rand mi sembra un pochino stantio. Troppo legato a certo pensiero della sua epoca.
Guarda lontano. Ma non abbastanza.
Comunque è una lettura che consiglio senz'altro. Fa chiarezza su molti aspetti oscuri e pericolosi della realtà in cui viviamo. Della mentalità che è imperante oggi e che ci sta portando al disastro.

... Oggi ho lavorato troppo. Così la febbre è risalita. Pazienza.
Ero troppo presa dal lavoro, troppo presa dagli spunti, dalle idee, dal bisogno di fissarli per iscritto. C'è tanto da fare.
Scarlatti come colonna sonora quando scrivo è perfetto.
La casa mi si sta avvolgendo addosso come una coperta calda e morbida, somiglia un poco alla casa in cui vivevo quando ero bambina. Anche il fazzoletto di terra all'ingresso somiglia al cortiletto posteriore fuori dalla cucina di mamma.
Il paesaggio di colline toscane alla finestra è così famigliare.

Eppure, eppure... mi si stringe il cuore nei momenti più inaspettati. E, a volte, mi si stringe così tanto che sento un dolore fisico. Anche per questo finisce che lavoro troppo. Per non sentirlo.
Ma lui rimane, sordo, di sottofondo. Vorrei scappare, ma non c'è fuga dalla propria mente.
La mente va domata. Non esiste altra strada. Non ci sono scorciatoie.
... ci sto lavorando.


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3 commenti: