martedì 12 maggio 2015

La teoria dell'accappatoio

Un oggetto di pronto soccorso mentale da tenere in casa a tutti i costi è l'accappatoio oversize.
Deve essere morbido, la spugna deve essere generosa non quelle spugnette spellacchiate, se è bianco è meglio perché mi ricorda le giornate passate a godersela nelle SPA, circolando ovunque, anche in sala da pranzo, con addosso l'accappatoio che puzzava leggermente di zolfo.
Ma per essere veramente utile l'accappatoio in questione deve essere oversize. Ci devo annegare dentro. Le maniche devono essere rimboccate e deve fare quasi il doppio giro intorno a me. Avvilupparmi come un abbraccio affettuoso e soffice. In inverno fa il paio con le ciabattine di pelo, in estate coi piedi scalzi.
Il tutto va corroborato da una tazza piena rasa di qualche cosa di bollente.
E lì il discorso diventa più complesso perché il liquido bollente in questione cambia a seconda della stagione, dell'ora e dell'umore. Potrebbe essere una mug di caffè (arabica), o di tè inglese, così scuro da farmi pensare al tè in Sri Lanka, un orzo od una cioccolata molto densa con una punta di cannella in cima.
Le tisane non valgono. Hanno sapori troppo blandi, sono troppo leggerine... nelle occasioni da pronto soccorso ci vogliono sostegni più tosti. Devono essere "comfort beverages".
Che poi d'estate, quando avrò la testa piena di immagini di lui che gira per casa coi suoi parei di tutti i colori, che allaga il bagno con la scusa di lavarlo bene, che si porta nella doccia i secchielli "perché è più divertente lavarsi all'indonesiana"... scoppierò magari dal caldo ma al mio accappatoio nelle mattine tristi non ci rinuncerò.
Accappatoio, mug bollente e computer acceso. Che sia acceso per lavorare, leggere le notizie o chattare poco importa. In ogni caso fa compagnia.

2 commenti:

  1. ai miei ospiti faccio sempre trovare,nel bagno, accappatoi oversize .Perchè è così che piacciono a,me
    Ade

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