sabato 30 maggio 2015

Gioia e Vita

La vita è così breve che rendere ogni suo attimo significativo dovrebbe essere una priorità.
In questi giorni, tra una mala di mantra e l'altra,  sto pensando molto alla mia vita, sto facendo bilanci, sto cercando di guardare oltre l'apparenza. Serenamente. Quasi con gioia.
Cosa ho fatto in questi 55 anni di vita? Cosa posso fare in futuro? Cosa può rendere la mia vita più ricca, più luminosa, più vera?
Le risposte che trovo sono molte e non tutte scontate. Anzi, alcune mi sorprendono e, forse, farebbero alzare le sopracciglia e più di una persona.
E' come se questo mio accompagnare persone amate fino alla soglia, mi avesse resa più... non so come dire, più consapevole. Si, più consapevole e più libera.
Permettermi di guardare oltre la vita è stato un regalo. L'ultimo regalo.
Adesso sta a me usarlo bene. Mantenerlo vivo. Pretendere da me stessa il massimo... che non è solo impegnarmi fino allo spasimo, cosa che ho sempre fatto. E' anche essere felice, sorridere alla mia vita ed alla mia pratica. Imparare a dosare le mie forze. Essere gentile anche con me, non solo con gli altri.
I Maestri dicono che c'è un modo infallibile per capire se pratichiamo correttamente: guardare la nostra gioia. Se aumenta stiamo praticando correttamente, se diminuisce... c'è qualche cosa di terribilmente sbagliato nella nostra pratica.
Non avevo mai capito quanto importante fosse questo insegnamento fino ad ora. Perché ero intrisa di quel malaugurato senso di colpa, di inadeguatezza, che affligge molti di noi occidentali. Quel peccato originale che marchia il nostro inconscio. Beh, in questi giorni, almeno un poco, me ne sono liberata. Non ho dubbi che tornerà a fare capolino nella mia stupida mente, ma, almeno per ora, è domato. E, cosa più importante ancora, ho imparato a riconoscerlo.

Nel buio della notte del dolore, se si sa cercare bene, si può trovare la luce della gioia.

Nessun commento:

Posta un commento