sabato 23 maggio 2015

Come è Nata la Crisi Economica Mondiale in cui Stiamo Affogando

Il QE o Quantitative Easing, ovvero la creazione dal nulla di montagne di carta moneta (o semplicemente di moneta virtuale), ha come conseguenze l’estinzione della classe media, la distruzione di capitale e quindi l’indebolimento, fino alla scomparsa, del tessuto produttivo. Ovvero la crisi in cui stiamo affogando.
Perché?
Semplice. 
L’impoverimento = scomparsa, della classe media, sta avvenendo tramite la diminuzione del potere di acquisto delle varie valute. La massa monetaria aumenta, ma non aumenta la ricchezza, quindi i prezzi aumentano e diminuisce il potere di acquisto.
Guadagni 100 come alcuni anni fa, ma, di fatto, è come se tu guadagnassi 60. Quindi sei più povero, puoi spendere meno (l'adeguamento dei salari è uno specchietto per allodole).
L’aumento dei prezzi porta ad aumento dei costi di produzione, ma le aziende non possono alzare i prezzi di vendita perché la gente non ha soldi. Come se non bastasse devono anche confrontarsi con la produzione dei cinesi e degli altri paesi del sud est asiatico che hanno prezzi concorrenziali. 
Aumento dei costi, realizzi uguali = distruzione del capitale.
Distruzione di capitale = sfilacciamento del tessuto produttivo fino alla sua scomparsa.
Se a questo aggiungiamo gli investimenti sbagliati dovuti al disorientamento del mercato (sempre effetto del QE, ma ne parlerò un’altra volta) abbiamo la ricetta perfetta per la recessione.
Questo fenomeno sta contagiando l’economia mondiale, ma soprattutto quella occidentale e non ci sono vie di uscita indolori.

L’Italia, ad aggravare la situazione, ha addossato ai cittadini produttivi ed alle aziende, un carico di tassazione insopportabile ed un apparato burocratico (devo dire, aiutata validamente in questo dalla follia regolamentatrice di Bruxelles) in grado di rendere più o meno inutile qualsiasi eroico tentativo di mantenere viva un’azienda.
Il meccanismo produttivo si sta fermando. Da quello che vedo e sento, temo che siamo già ben oltre il punto di non ritorno. Quanti anni ci vogliono per distruggere l’economia reale di un paese? Quanti decenni invece per farla ripartire?
L’unica vera alternativa, l’unica possibilità di sfuggire al disastro protratto nel tempo, sarebbe quella che riuscissimo ad operare una transizione veloce verso una federazione di Liberi Comuni.
Ridotta al minimo la burocrazia, liberalizzate la produzione ed il commercio, eliminate le tasse, resi i cittadini di nuovo liberi e le comunità auto responsabili, eliminata la pestilenziale “democrazia rappresentativa” e col lei i partiti, la ripresa potrebbe diventare sorprendentemente veloce.



Se avete domande sentitevi liberi di farle. Il prossimo post politico/economico sarà sul tema “cos’è l’inflazione (una tassa occulta) e perché piace tanto a governi, banchieri e grandi corporations”.

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