lunedì 27 aprile 2015

Il Ritorno di Pasta e Nepal (Aiutiamo Davvero il Nepal)

Molti di voi ricorderanno Pasta e Nepal, il mio primo blog. Era nato dalla mia disperazione e dal mio bisogno di comunicare. 
Mi sentivo sola, il Nepal era terra incognita per me, difficile da capire, così alieno per viverci... così, un giorno, facendo tutto da sola, senza aiuto da Dario (che ha scoperto il blog tempo dopo) ho aperto un blog. La versione 2.0 della bottiglia di Robinson Crusoe. 
Non avevo idea se mai nessuno vi sarebbe approdato. Ma io, io avevo bisogno di pensare che, là fuori, esisteva gente che aveva voglia di comunicare con me.
Ed un bel giorno sono arrivati dei lettori, qualcuno mi ha linkata e in men che non si dica c’erano, sparse per l’orbe terraqueo, un 250 300 persone che tutti i giorni facevano capolino nel mio salotto virtuale: Pasta e Nepal.
Anno dopo anno avete letto della mia battaglia quotidiana con un paese che non capivo in un momento storico pesantissimo, la presa di potere dei maoisti , grazie alle “libere elezioni” farsa volute e  “garantite” dall’ONU, e la conseguente caduta del Nepal in un vortice sempre più orribile di disastri. Avete seguito il tragico epilogo della mia storia in Nepal. Con la fuga finale verso l’aereoporto, preceduta dall’adozione in una famiglia Newari.
Molti di voi si sono lamentati, quando Pasta e Nepal è stato cancellato dal web, alcuni hanno approfittato del mese di proroga per copiarlo dall’A alla Z. In tanti mi avete chiesto di scrivere un libro sulla mia vita in Nepal. Con tutte le storie che non vi avevo mai raccontato.
Ma io non ero pronta. Le ferite bruciavano ancora troppo.
Oggi, dopo il tremendo sisma che ha colpito il mio amato/odiato Nepal, dopo che Dario è scomparso dalla mia vita e dopo la conversazione con un caro amico che ama la mia scrittura, ho deciso di cominciare a mettere mano al racconto del mio Nepal. Perché ognuno di noi ha un rapporto unico con i paesi in cui vive. Che non è per forza vero per gli altri.

Però, mentre mi accingo a scrivere le prime righe del ritorno di Pasta e Nepal, vi chiedo una cosa. Ricordate Soni? L’amica che mi mandò il sale marino grosso via posta che mi fece piangere per la gentilezza così inattesa e preziosa?
Bene, Soni è Sonia Orazi.

Ama il Nepal. Ed è una persona di enorme serietà, capace di incredibile impegno. Vi chiedo di non dare soldi per aiutare la gente del Nepal ad organizzazioni enormi che li butterebbero in stipendi da favola e strutture burocratiche fini a sé stesse come L’UNICEF et similia.
Vi chiedo di mandarli a Sonia, che li spenderà fino all’ultima rupia davvero per la gente. A Sonia, che ha imparato a sue spese cosa vuol dire lavorare in un paese difficile, dalle mille e mille sfaccettature come il Nepal. A Sonia, che ama il Nepal e la sua gente. Gente dal sorriso gentile... che spesso non è così innocente.

Vi pregherei di taggare o di condividere questo post, per riuscire a fare una bella raccolta fondi. Perché QUESTA raccolta fondi andrà veramente a chi ne ha bisogno!

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Lai, Libera associazione di idee di Venezia
IBAN : IT 81 T 03599 01899 050188518837
CAUSALE: Per il Nepal

Referente del Progetto: Sonia Orazi
Lasciaci una tua mail, se vuoi: ti aggiorneremo sui progressi della nostra iniziativa

laifornepal@gmail.it

4 commenti:

  1. Ovviamente io ci sono! Faccio un bonifico domani e intanto condivido il post. Fammi sapere gli sviluppi

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  2. Ti ricordi che sono Ale, vero? ; )

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    1. @ Shatten... vero che sono svanita ma NON fino a non ricordarmi chi sei, tesoro! :-D

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  3. Grazie Nicoletta, grazie Ale. Il Nepal ringrazia

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