mercoledì 8 aprile 2015

Dell'attesa

E' un periodo sospeso, per me, questo.
Sospeso tra due case.
Sospeso col lavoro.
Sospeso con la salute che non migliora.
Sospeso con tanta tristezza addosso ed una nuova vita che è ancora ben lontana dal decollare. Un buddista direbbe che sono nel Bardo, il periodo di mezzo tra una vita e la successiva. Lo "stretto e spaventoso passaggio del Bardo".

Mettiamola così. Devo cercare di convincermi che questo è un ritiro sulla pazienza. E quando mi prende, come oggi, la disperazione devo cercare di guardarla come si guarda un temporale.
La disperazione non è "me". E' una cosa che mi accade. La devo guardare e lasciare andare.

Scrivere, per me, è un aiuto. E' come una meditazione. Quando scrivo e penso a voi, che leggerete, è come se prendessi un poco le distanze da me stessa. Mi è estremamente utile.

...anche se non sempre funziona.

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