domenica 12 aprile 2015

Consigli a me stessa

Una pensa che l'avventura sia arrampicarsi sull'Himalaya in gennaio, affrontare i maoisti, partire, armi e bagagli, per un paese che non conosce. Cose così.
E poi scopre che l'avventura vera è ricostruirsi la vita dopo un disastro.
Perché lì ti giochi tutto.
Hai un ventaglio di possibilità davanti e l'unica che può scegliere sei tu. Perché, questa volta, sei sola. Non puoi appoggiarti a nessuno per decidere. Decidi tu per te. Non ci sono trucchi né inganni possibili. Ci sei tu. E TU DECIDI.
Cosa vuoi essere?
Una vedova (parola che detesto) inconsolabile, avvolta per sempre nel suo triste ruolo?
Una poveretta che si rifugia in una triste routine e diventa ogni giorno più arida e vecchia dentro?
Vuoi darti per vinta, non lottare più ed accettare l'aiuto che ti ha offerto l'Istituto diventando una specie di perpetua buddhista?
Accettare il dolore come ruolo, come finalità nella vita?
O vuoi lottare ancora e sempre per quello in cui credi, accettando il dolore come parte della tua vita e quindi superandolo?
Anche se vuol dire lottare con te stessa, arrabbiarti con la tua stessa mente che si ripiega nella sofferenza? Prenderla a calci, come hai fatto stanotte, e costringerla a non buttare le ore di insonnia, ma ad usarle per recitare mantra (visto che eri troppo stanca per fare altro)?
Guardarti dentro senza simpatia, cercando di non concederti fughe. Cercando di accettare questo periodo per quello che è: sei in mezzo all'ennesimo trasloco e sei sconvolta, stanca, anche ammalata e non puoi fare molto.
Ma puoi accettare giorno dopo giorno quello che la vita ti propone. Puoi prepararti per dopo, quando sarai sistemata nella casa nuova e ti sarai riposata un poco. Prepararti a cercare di nuovo di far ripartire il tuo progetto, il tuo sogno.
La possibilità di unire lavoro e pratica spirituale. Un sogno ambizioso, per cui vale la pena di lottare.
Vero, hai preso delle belle botte in questi mesi, non ci volevano proprio. Ti hanno atterrata.
Ma si sa che, se una cosa sarà di grande beneficio, incontrerà ostacoli all'inizio.
E anche se non fosse così, se tu non riuscissi a ripartire... bene, anche in questo caso dovrai accettarlo da protagonista. Dovrai trasformare la sconfitta in vittoria. Come, non lo sai, e, speri, non dovrai mai saperlo. Ma se dovesse succedere dovrai reagire così.

E' la tua mente che fa la differenza tra l'essere una persona sconfitta o una vincitrice.
Perché la vittoria, quella vera, è la vittoria sulla tua mente.
Cerca di ricordarlo sempre... e se, a volte, o, per essere più onesta, spesso, fai uno scivolone e cadi, rialzati subito e riprendi la tua strada.

Auguri, Niki

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