martedì 31 marzo 2015

Passato, presente... futuro

Gli ultimi anni, e, ovviamente, l'ultimo in particolare, hanno tostato e ribaltato la mia vita.
Errante, senza radici, con un marito che mi amava profondamente, ma che non amava condividermi e mi creava intorno una cortina per tenere lontane perfino le amiche.
A volte mi sembrava di essere Rapunzel, chiusa nella mia torre d'avorio, lontana dal mondo.
Persi tutti i legami con il mio passato, vivevo come una di quelle piante che hanno le radici non affondate nel terreno, ma nell'aria. Il mio unico legame, il mio unico amico, il mio unico affetto era lui.
Di colpo mii sono trovata, l'agosto scorso, nuda.
Ero io. E basta.
Com'ero? Non lo sapevo.
Cosa volevo? Trovare un nuovo senso alla mia vita. Perché una vita senza scopo è follia.
Si, certo, il mio scopo ultimo è l'illuminazione. Ma per arrivarci? Come fare?
Vanno eliminati i veleni dalla mente.
Ma quali sono i veleni della mia mente? Non è che anche cose che io credo virtuose, in realtà, nascondono pungiglioni?
Il mondo tende a dirti che soffrire per un amore perduto è naturale. Il buddhismo ti dice che la sofferenza fa parte della mente malata, che devi guarire dalla sofferenza. Eppure una parte di te ti dice: se non soffri lo tradisci. E' una voce che viene da venti anni di vita condivisa fino allo spasimo. Da un mescolone confuso di amore, assurdi sensi di colpa, paura, sconforto...
E stamane sono qui, sveglia dalle 5 del mattino.
Che penso alla liberazione dalla sofferenza.
Che mi chiedo quale percorso me la può indicare.
E la risposta, come sempre è: il lavoro e il Dharma.
Un lavoro che non serva solo a generare ricchezza, ma che sia di giovamento agli esseri. Che, possibilmente, mi porti a contatto con gente giovane, ma anche meno giovane. Gente che, come me, crede che cambiare il mondo sia possibile, se solo ci impegniamo un poco. Forse noi non vedremo il cambiamento, ma lo vedranno quelli che verranno dopo di noi. Gente con un sogno da condividere, con un'ideale da concretizzare.
E se non riusciremo a cambiare il mondo, nel tentare di farlo, avremo almeno cambiato noi stessi.

Non posso rassegnarmi ad invecchiare dolcemente, chiusa in un bozzolo di piccole abitudini e di gloriosi ricordi. La mia vita, io voglio usarla fino all'ultimo secondo. Per cambiare. Per crescere. Per dare amore. Per condividere. Per prendermi cura. Sempre.

p.s. Se scrivo queste cose è per due motivi. Perché è come prendere un impegno con voi che mi leggete :-) e poi perché, forse, leggere delle mie battaglie può aiutare chi sta percorrendo una strada simile alla mia.
Buona giornata a tutti!

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