domenica 1 marzo 2015

Le porte di Isadora

Vi ricordate Isadora, la città sognata in gioventù, in cui si arriva in tarda età, quando i desideri sono ormai ricordi?
Isadora è davanti a me. L'ho sognata in gioventù e ci arrivo solo ora.
Ma io non sto per sedermi con i vecchietti sul muretto a guardare la vita che scorre. Sto per tuffarmi di nuovo nel flusso dell'esistenza, dopo che per un tempo infinito sono rimasta come sospesa.
La vita incalza.
P. sta decidendo il luogo e la data della conferenza per presentare il progetto. E ne sta seguendo il marketing.
D. quando ci troviamo lavora con impegno.
Per parte mia sono a dieta per rientrare nei miei (vecchissimi) vestiti eleganti.
Anche oggi lavoro. Sui comunicati stampa. Finiti quelli ho da riguardare il testo della conferenza e poi, se rimangono tempo ed energia, mettere mano al lavoro enorme del sito se vogliamo che funzioni.
A 30 anni credevo che l'affermazione personale fosse "la" cosa importante. Il raggiungere una posizione, il farsi strada. Diventare qualcuno. Non importa quando duro fosse.
Ora penso che ho poca energia, cerco di capire come posso risparmiarla per reggere quando devo stare in mezzo alla gente.
Se ho una giornata di impegni davanti, non li affronto di impeto, per vincere il premio, invece fraziono le ore in piccoli pezzi e ne affronto uno per volta, senza guardare a quello successivo, per riuscire a fare tutto quello che devo, che ci si aspetta da me.
Anni e anni di vita un po'nell'ombra mi hanno fatto sentire che le luci della ribalta sono solo faticose. Che è molto meglio stare nelle retrovie. Eppure a volte è necessario salire sul palcoscenico del mondo. Per dare luce non a sé stessi, ma a progetti ed attività che hanno il potenziale di fare bene a molti.
I trucco, il vestito elegante, la cena formale, gli incontri importanti, i luoghi prestigiosi. Non contano più come soddisfazione personale, da quel punto di vista sono più felice a casa mia con un libro in mano, ma come tasselli per costruire una cosa più grande. Sono piccoli sacrifici che vanno fatti per arrivare a far partire qualche cosa in cui credo. In cui credeva Dario. Che sarà di beneficio a tanti.
E' anche un modo per sentirmelo vicino, continuare la strada che aveva tracciato lui.
Sono arrivata alla soglia di Isadora, la città dei miei sogni giovanili. Ma sto per varcarne le porte in tarda età, quando tutte le sue bellezze non mi incanteranno più e mi sembreranno solo paesaggi che fiancheggiano il mio sentiero.

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