mercoledì 11 febbraio 2015

Parlando di mamma

Mamma era una donna affascinante. Non era bella, come non lo sono mai stata io, ma aveva fascino da vendere. Era solare, intrigante, allegra, divertente, colta, complessa,parlava, a quei tempi, quattro lingue perfettamente. Era sottilmente ironica, in fondo distaccata, ma gentile con tutti.
Fino a quando si ammalò di alzheimer ebbe sempre un sacco di spasimanti (molti più di me). E a me, che la adoravo, sembrava perfettamente normale: era impossibile conoscerla e non amarla. Perfino alcuni miei amici si innamorarono di lei.
Quando i miei amici (eravamo adolescenti) avevano problemi in famiglia e scappavano di casa... venivano da noi. Io vivevo in un piccolo appartamento indipendente al piano terra. Si stabilivano da me. Mamma, dal telefono dal piano di sopra, dove abitavano lei e papà, chiamava la famiglia del fuggiasco/fuggiasca di turno e spiegava: "Si mi rendo conto, ma vede il problema è grave. Lasciatelo/a stare qui da noi finché non sbollisce la rabbia e poi vi chiamo. Tranquilli, lo/la mando a scuola regolarmente, ma, per favore, non fate sapere che sapete che è qui.
Qui è al sicuro."
Lasciava il tempo alla crisi di decantare e poi rispediva a casa il/la fuggiasco/fuggiasca. E tutto si risolveva.
Quando la mia migliore amica si mise a farsi di eroina, mamma la accolse in casa. Per mesi. Cercando di aiutarla. Ci davamo i turni per controllarla.
Non andò bene.
Mamma non cambiò attitudine per questo. Per lei tutti erano salvabili. Fino a prova contraria. Ma la prova contraria doveva essere MOLTO definitiva.
Quando arrivò Dario nella mia vita, lei, che aveva osteggiato tutti i miei precedenti fidanzati, lo accolse dicendo: avessi avuto 30 anni di meno saresti piaciuto anche a me. E rise.
Si sono sempre trovati simpatici. Fino alla fine.
Mamma aveva dei fidanzati. Anche papà aveva delle fidanzate, ma non se ne sapeva molto. Invece dei fidanzati di mamma sapevo chi erano, cosa facevano... Erano sempre un po' strani a volte molto intriganti. Il conte tedesco che si occupava di minorenni con problemi ( un uomo gentile ed affascinante che mamma lasciò quando lo sentì urlare degli ordini ai suoi cani barboni giganti... tornò a casa sconvolta. Le erano riaffiorati ricordi della guerra, non volle più rivederlo). Lo scultore famoso. Il mercante di armi. L'imprenditore con la passione per il volo...
Apparivano e sparivano dalla sua vita senza lasciare quasi traccia. Perché in fondo, lei aveva avuto un unico grande amore: papà.
Non si capivano, litigavano, ma si sono amati moltissimo. Quanto si amassero l'ho capito solo da adulta.
Mamma era una mamma fantastica. Dura e gentile, comprensiva ma che pretendeva dei risultati. Ti lasciava fare tutti gli errori del mondo (non puoi evitare ai figli di fare errori, diceva, altrimenti non cresceranno mai), ed era sempre pronta a raccoglierti col cucchiaino, come diceva. Ti lasciava libera, ma voleva che tu ti assumessi le tue responsabilità.
E' stata, come sapete, anche la mia maestra elementare. E che maestra! In una pluriclasse in montagna.
Era una grande mamma. Da giovane sognavo di diventare come lei. Non sono come lei. Io...sono io...lei...era lei. Ma mi ha aiutata a diventare la donna che sono. Mi ha insegnato la libertà, il rispetto, il senso di responsabilità, l'amore, l'impegno, la gioia delle piccole cose, l'attenzione a chi ci circonda...
E le vorrò sempre un gran bene.


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