martedì 24 febbraio 2015

Freddo

Ho sempre sofferto il freddo.
Quest'anno che è gelato anche il cuore, lo sento di più. Infatti tutti mi regalano cose per scaldarmi: la termocoperta, il cosino cinese per scaldare le mani, calzettoni di lana spessi così comperati in Bulgaria, maglioni, giubbetti imbottiti... le mie amiche e i miei amici vogliono che mi scaldi.
Eppure ho freddo, anche appiccicata al termosifone bollente.
E' un freddo che viene da dentro, che non mi molla neanche se la giornata è tiepida.
Mi paralizza.
Così intirizzita reagire diventa difficile. Eppure si deve. Non c'è più la famiglia? Rimangono gli amici e la gente. Non c'è più l'Amore? Ma ho più compassione e c'è l'amicizia.
E' sparita la gioia? Sostituiamola con l'impegno e fingiamo che sia la stessa cosa.
A volte funziona.
A volte meno.
A volte devi farti una bevanda bollente, riempirti di cosi scaldanti, piazzarti addosso al termosifone e pregare, pregare intensamente che questo dolore passi. O che almeno ti dia una tregua.
Ma non sempre funziona.
Allora prendi il computer e scrivi, scrivi... o lavori. O ti costringi a leggere un testo complesso.
Acchiappi la mente con le mani della volontà e la costringi a mollare. La sposti. Ti sembra quasi di vederla che si dibatte come un animale selvatico ma non molli.
E alla fine, dopo un sacco di fatica, lei si arrende e fa quello che le chiedi. Studia, o lavora o medita.
Non che sia felice. Ma almeno il peggio viene arginato.
Giorno dopo giorno la battaglia si ripropone e non ne vedi la fine. Non è una cosa che possa arrivare come la vacanza alla fine della scuola, la fine della sofferenza la devi guadagnare cambiando la mente, lottando con i tuoi veleni mentali senza mollare mai.
Allora forse, un giorno ti sveglierai e scoprirai con stupore che la tua mente è in pace.


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