giovedì 12 febbraio 2015

Conferenze... e timidezze

Quando ero adolescente, se dovevo camminare davanti a molta gente, mi sentivo impacciata. Mi sembrava che le gambe diventassero di legno ed avevo una preoccupante tendenza ad inciampare e arrossire. Crescendo ho superato il problema, almeno in parte.
Ero sempre timida e tendevo a nascondermi negli angoli a chiacchierare con qualcuno, ma riuscivo a reagire e non inciampavo più (arrossire... mi succede ancora, accidenti!).
Dopo il mio matrimonio il problema è scomparso. Avevo trovato la mia collocazione ideale, a fianco di un uomo che stimavo ed ammiravo ed il fatto di essere nella sua ombra lo trovavo confortante.
Per me, quello che contava era che quando si lavorava si era alla pari e le mie idee contavano come le sue. Il resto era ininfluente.
Ora mi trovo ad un passaggio che mi mette in crisi.
Per promuovere il progetto di Dario, pare che la persona più indicata sia io. Mi dicono che scrivo bene, che ho una voce piacevole, che quando porto delle argomentazioni a sostegno di una tesi sono estremamente convincente, che ho una buona conoscenza della medicina tibetana e un'ottima conoscenza della cucina e della dieta detox. Che sono il legante del progetto.
Insomma devo uscire dal mio confortante cono d'ombra se voglio che le cose partano.
Così in questi giorni sto scrivendo il testo della mia prima conferenza. Su un argomento complesso e da tenersi davanti ad un pubblico molto selezionato (e colto).
Ho delineato le outline, isolato i punti salienti, raccolto il materiale ed ora mi accingo a rimpolparla... sono nervosissima!
Ho anche freddo.
Non mi sento a mio agio, ecco, nei panni della conferenziera! Anche se devo ammettere che la presenza del mio terzo socio, che è un personaggio di grande spessore, mi conforta non poco. Mi aiuterà a rivedere il testo e mi darà una mano ad evitare disastri.
Per fortuna.
Devo dire che lui è molto ottimista sulle mie capacità, mi stima molto più di quanto non mi stimi io... La cosa a volte mi conforta... a volte mi fa sentire che ho la responsabilità di essere all'altezza di quello che lui pensa di me. Ossignore!

...insomma, sono nervosa. Tanto. Per fortuna che oggi vado da una mia amica monaca ad insegnarle a fare il chapati così mi distraggo un poco. Per domani vorrei avere il brogliaccio pronto. Giusto da rifinire.
Fate il tifo per me, per favore!

p.s. Ovviamente il progetto servirà a darmi la possibilità di andarmene di nuovo dall'Italia. Per quale meta? E chi lo sa?

4 commenti:

  1. Sei un agrande scrittrice. Te l'aveva mai detto nessuno?
    Buona giornata,
    Rivo

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  2. Cara,grazie di essere ancora qui con noi. Ti abbraccio.Anna

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