mercoledì 30 dicembre 2015

Le Scoperte nel Ritiro

I ritiri sono pesanti da fare, però, se si ha la costanza di sopportare le altalene della mente, il sonno, il freddo della prima sessione, il mal di gambe, la noia, la ribellione, i momenti di serenità e bellezza e si prosegue, bene o male, con quello che si deve fare, si hanno dei vantaggi.
Certo, pochi giorni di ritiro non valgono come un ritiro vero, però anche loro fanno. Almeno un poco.

... in questi giorni ho stanato la mia self-defeating mind (la mia mente che si auto sconfigge). E' una mente antipatica, grigia, informe. Non si ama e teme sempre di sbagliare. E' così sopraffatta da tutte le cose che deve fare ed affrontare (dolore, solitudine, impegni, cose che deve imparare, cose che deve fare, pratica spirituale, salute), che si impana ogni giorno di più nel terrore di non saper gestire la situazione. E diventa sempre più confusa, sbaglia, non vede le cose evidenti. Non imbocca le strade giuste.
In questi giorni, la mia self-defeating mind, è venuta a galla, come la schiuma quando si cuoce una marmellata. Sotto bolle l'impegno del ritiro ed in superficie emergono pensieri stupidi, vigliacchi, confusi. Pensieri che girano nella mente confondendola.
Il trucco è farli emergere indisturbati. E poi guardarli bene. Vederli per quello che sono, raccogliendoli con la schiumarola della consapevolezza per poi lasciarli cadere nell'immondizia. Come la schiuma della marmellata.
Eliminati i pensieri negativi le mente trova risposte. Almeno alcune risposte.

Vale la pena di alzarsi due ore prima dell'alba ed avere la giornata cadenzata dalle sessioni di meditazione? Se lo chiedete a me, la risposta sarà sempre: si.

p.s. Non posso chiacchierare, ma scrivere le mie riflessioni non è rottura del ritiro. Evito solo di venire su fb, lì metterò i link alla fine, perché sarebbe, energeticamente, come andare a fare un giro nella pizza del mercato. Mentre questo blog è solo il prolungamento virtuale della mia casa. Ed è, a differenza di fb, silenzioso.

domenica 27 dicembre 2015

Comunicazione di Servizio: Sono in Ritiro

Non vi preoccupate se sono scomparsa: sono in ritiro strettissimo....però mi ero dimenticata di dirvelo, scusatemi!...sono fusa...!
Per quello faccio il ritiro: per cercare di rimettermi in sesto! :-)
Buon Anno a tutti!

mercoledì 23 dicembre 2015

Buon Natale!

I Diritti dei Bambini

Natale festeggia la nascita di un Bambino speciale. Ed è bello pensare che un giorno all'anno è dedicato, che ce ne rendiamo conto o no, alla fascia più fragile del mondo: i bambini appena nati.
In un mondo che sta allegramente calpestando i loro diritti per rendere felici degli adulti egocentrici.
Forse non lo sapete, ma quando un piccolo è nel ventre della mamma, vive tutto quello che vive lei. "Sente" e si abitua al mondo, attraverso i pensieri ed i sentimenti della madre.
Che amore può aspettarsi da un "utero in affitto" un bambino? Che protezione, che affetto può arrivargli dalla mente di una donna che non lo ha concepito da un atto di amore, ma da processo "medico"? Che lo tiene nel ventre solo per poterlo vendere?
Che equilibrio mentale avrà questo bambino, privato delle cose più importanti ancora prima di essere concepito, crescendo? Questo bambino a cui è stato negato il primo e per questo, più importante, amore?
Lo sapete che tra mamma e bambino il cordone ombelicale energetico dura molto più a lungo di quello di carne. Arriva fino ai due-tre anni.
Ho visto in Dario l'effetto devastante che ha il taglio di questo cordone ombelicale energetico se fatto prematuramente.
Quanti bambini, nati da fecondazione artificiale e "elaborati" in uteri in affitto, dovranno subire questa violenza? Il taglio del cordone energetico tra loro e la madre "biologica"?
Che diritto hanno degli adulti, per soddisfare il proprio desiderio egoistico, di imporre a creature così indifese violenze così pesanti e chiamarle "diritti di una minoranza"?
Che amore possono avere queste persone per una creatura, se la costringono a questi orrori ancora prima di essere nata?
L'amore è dare. Non prendere. Non distruggere.

Molte volte vedo post su fb, che sono una terribile esaltazione dell'ego, ma proposti, spesso in buona fede, sotto le vesti di "difesa delle libertà".
E' terribile come la nostra società si è corrotta. Come è tesa all'esaltazione dell'ego senza più freni.
L'ego è un padrone duro. Vuole tutto e in cambio dà solo sofferenza.
Il sentiero che porta all'abbandono dell'ego è faticoso, ma almeno ha una fine. Lontana. Ma c'è. Nutrire l'ego invece, è decidere di soffrire sempre e sempre di più. Di abbandonarsi ad un dolore rabbioso, pulsante od alla sofferenza fredda che porta depressione e disperazione o, come minimo, all'insoddisfazione infinita: perché più dai all'ego e più lui pretende.
Ognuno di noi ha la libertà di scegliere.
Mi auguro, per tutti noi, che sapremo sempre scegliere nel modo giusto.


venerdì 18 dicembre 2015

Gli Anni

In questi giorni penso a quando sarò vecchia. I tratti del viso nascosti dal reticolo di rughe. Il corpo ancora più stanco, ma, spero, la mente più limpida di oggi.
Ed il Dharma e Dario nel cuore.
La strada davanti a me credo sia ancora lunga e densa di cose, di impegni, di lavoro... di crescita e di cambiamento.
Non è una vecchiaia convenzionale quella verso la quale mi sto avviando. Forse sarà anche più strana e varia della mia giovinezza e della mia maturità.
E' bello pensare che non tirerò i remi in barca, ma che continuerò ad esplorare il mondo ed a cambiare la mia mente.

sabato 12 dicembre 2015

Up Date

Credevo di essermi espressa chiaramente...invece no.
Il mio lavoro e mia la pratica sono le due ragioni di vivere che ho. Se mollassi loro cosa sarebbe la mia vita?
Invece mi sono resa conto che il tremendo dolore che mi portavo dentro mi bloccava anche in queste due cose. Ora non dico di aver superato il dolore. Però mi sto impegnando. Ed il fatto che il premio in palio sia praticare e lavorare meglio è sicuramente un incentivo fortissimo.
Questo non vuol dire che non amo più Dario. Ma che la mia pratica ed il mio lavoro devono proseguire.

giovedì 10 dicembre 2015

E' arrivato, alla fine, il momento che temevo

Una monaca meditatrice amica di Dario, uscita dal ritiro dei tre anni fatto in una grotta sull'Himalaya, quando le hanno chiesto cos'era la cosa più importante per un meditatore ha risposto "abbandonare".

Ecco. E' arrivato il mio momento di abbandonare il dolore e con il dolore la Niki che sono stata fino ad ora.
La trappola, che Dario mi ha lasciato, che mi sta costringendo a questo passo, è il Gawaway.
Non è possibile lavorare come muli, senza fermarsi mai, ad un progetto così bello, così importante senza che, ad un certo momento, il fardello del dolore e del passato non diventino insopportabili.
Un peso terribile che distrugge corpo e mente.
Gawaway si evolve, e, a volte, sembra che abbia una sua volontà e che sappia cosa vuole. Ed evolvendosi lui la vecchia Niki, quella che viveva all'ombra di Dario, non riesce più a tenergli dietro e arranca, si affatica, non dorme, ha gli incubi.
Ma Gawaway non molla. Vuole crescere, vuole prendere piede, vuole raggiungere tante persone. Così mi ha strattonata finché stamattina non ho ceduto.
E' tutto il giorno che medito sull'abbandonare.
Abbandonare le certezze del passato, abbandonare la sofferenza, abbandonare quella che sono stata fino ad oggi.
Sono salita allo stupa e ho fatto un sacco di core chiedendo aiuto, guardandomi dentro, cercando di capire come fare. Desiderando di essere in grado di lasciar cadere questi pezzi dolorosi di quella che sono stata e di rinascere.
Questo non vuol dire abbandonare l'amore per Dario. Fa parte di me.
Ma vuol dire chiudere una porta ed aprirne un'altra. Su una nuova vita. Nuovi orizzonti. Nuovi impegni, scoperte, affetti, gioie e dolori.
Perché questo meraviglioso progetto ha bisogno che io sia più libera per prendere veramente il volo. Per essere quello che Dario aveva visto con la sua mente lungimirante.
Mi sento un po'nuda e spaventata.
Però anche più leggera e sono pronta a riprendere il sentiero.



domenica 6 dicembre 2015

Vorrei sentire un po'di pace intorno a me

Qual'è la funzione della religiosità? Spingere l'uomo a migliorarsi.
Nel caso del sentiero che seguo io (ed è una scelta personale che non propongo a nessuno e chi mi segue da anni lo sa bene che io non ho mai cercato di fare proseliti, anzi) abbiamo la fortuna di avere un metodo per imparare a controllare la propria mente, per crescere, per diventare più liberi. Più responsabili. Più sereni.
Non ho una grande opinione di me, sono una persona come tante. Per questo non credo di essere in grado di creare un sistema ottimo come quello che hanno messo insieme tanti esseri santi nel corso di secoli.
Però devo dirvi una cosa. E non parlo di Denise, sia chiaro.
Sono stufa di leggere post che sputano odio feroce sulla religiosità. Ne ho letti troppi, sono satura.
Mi deprimono, mi fanno stare male.
Sono stufa di rancore, di odio, di parolacce, di insulti. Sono stanca.
Vorrei sentire un po'di pace intorno a me.

sabato 5 dicembre 2015

La Stanchezza è Come una Nebbia che Appanna la Mente

Sei stanca. Ma hai un sacco di cose da fare ed il tempo stringe. E ogni due per tre saltano fuori cose nuove da fare che chiedono il tuo tempo ed il tuo impegno.
Ti guardi in giro e non c'è niente che ti faccia sorridere davvero. Anzi, Natale si avvicina, il giorno nel quale le persone sole sono ancora più sole.
Certo, hai la soluzione: farai un piccolo ritiro il 24, 25 e 26. E' una buona cosa.
Oggi hai fatto una torta sperimentale per i flemma, che, a differenza della torta di mele scorsa, è venuta veramente buona. Hai preparato gli ingredienti e domani cucinerai almeno tre piatti nuovi. Sperando che vadano bene. Ma provare si deve.
Ti vengono le crisi di terrore e ti dici che è la stanchezza. E un po'di febbre e non hai dormito stanotte...
Quando pratichi passano.
Guardi la tua vita senza emozione, con un certo ottundimento.
La gattina randagia oramai ha creato una routine nella quale ti sei fatta coinvolgere, come faceva sempre Dario. E cerchi di non sentirti responsabile, cerchi di mantenere le distanze...almeno emotive.
Stai cominciando a raccogliere le scatole senza sapere dove le tue cose andranno. Gli scaffali, mano a mano, si svuotano. E' importante, per definire cosa è necessario avere, anche per il lavoro. Il minimo indispensabile. L'ossatura della tua esistenza. Lo scheletro. Senza fronzoli.

Nel Bodhisattvacharyavatara è detto che il Bodhisattva deve andarsene dal suo paese, perdere le sue radici, Guru Rinpoche dice che anche gli affetti sono una distrazione sul sentiero. Che nascondono l'attaccamento. Ma io non sono un Bodhisattva! E' terribile aver perso ogni radice, ogni identità, ogni sogno... ci sono momenti in cui mi sento davvero male.

E' la stanchezza, lo so, e la febbre, e poi stanotte non ho dormito.

Vado un attimo su fb per mandare un messaggio ai ragazzi e penso a come sono fortunata ad avere con me persone come loro. E mi viene da sorridere.
Penso alla gente che un domani avrà una vita più sana col nostro sistema dieta ed il sorriso si allarga. Sono sempre stanca, ho sempre mal di testa e la mente ottusa dalla stanchezza, però l'umore cupo è sparito.
La stanchezza è come una nebbia che appanna la mente. Non ci si deve identificare con lei. E' solo un fenomeno momentaneo.
Me lo ripeto un po'di volte.

Oggi lavoro alle ricette, senza mettere energia in altre cose, stasera ceno con una zuppa calda e leggo un poco Guru Rinpoche prima di dormire... e domani starò meglio.

Riprenderò in mano le mie giornate, cercando di non farmi troppe domande. E di sorridere.

lunedì 30 novembre 2015

Improvvisamente una Consapevolezza Felice

Ieri mi sono presa una giornata di riposo. Non ragionavo più. Tra le altre cose, mi sono letta dei testi buddhisti, ho fatto le mie puje quotidiane, che tengono la mente abbastanza serena, mi sono cucinata un pentolone di curry per non dover cucinare in questi giorni.
Le solite cose. Niente di speciale. Non ho fatto nemmeno la passeggiata perché c'era brutto tempo.
Solo che, ieri sera, quando stavo per spegnere la luce e mettermi a dormire, mi è venuta in mente una cosa.
La sapevo anche prima. Solo che la sapevo a livello esclusivamente "razionale".
Mi sono resa conto che posso far diventare la mia intera vita una pratica spirituale. Se lavoro bene ogni singolo secondo può essere Dharma. Se lavoro davvero bene anche il sonno, ad un certo punto, può integrarsi nel sentiero.
E mi è nata dentro una felicità che non avevo mai provato prima. Ed un senso incredibile di libertà.
So per esperienza che questi stati di grazia non durano a lungo. La mente quotidiana, pesante di difetti mentali, riemerge abbastanza in fretta. Però sono segnali che indicano che si sta percorrendo la strada giusta. Sono incoraggiamenti a cui appoggiarsi nei momenti di crisi, di dubbio, di paura.
Perché il sentiero spirituale, se è vero, non è una passeggiata tra i fiorellini di campo. E' impegno costante, fatica, comporta cadute, ricadute, dubbi, perplessità, ribellioni, onestà, generosità, volontà di chiarezza, anche solitudine interiore.... ma, alla fine, c'è la ricompensa.
Credo che sia questa la rovina che hanno sparso a piene mani i movimenti New Age: l'insegnare alla gente che la serenità, lo stare bene con sé stessi, arrivino facilmente.
Che la spiritualità consista in qualche cosa di molto simile ad uno slogan di fb.
Non è così.
Il Sentiero, se è vero, è duro. Solo che la ricompensa è grande.

giovedì 26 novembre 2015

Il Passato che si Allontana...

Ci sono passaggi, nella mia vita attuale, che sono forti, importanti. Per chi li vede da fuori possono sembrare momenti si di tensione, faticosi, impegnativi, ma niente di che.
Per me, invece, sono tremendi.
Ognuno di questi passaggi mi separa sempre di più dal passato, dalla mia vita con Dario. E' come se guardassi il mio amore che si allontana, lasciato su di una banchina del porto alle mie spalle. E lo strazio è infinito.
So che la scelta è mia, che ho deciso io di proseguire, di rendere anche questa ultima parte della mia vita significativa. Avrei potuto arrendermi e chiudermi nel passato. Ho deciso io di andare avanti. Eppure non posso fare a meno di sentirmi il cuore che va a pezzi ad ogni passaggio importante.
Vorrei sedermi per terra e piangere.
Invece lavoro e proseguo e mi impegno. Perché alle mie spalle c'è il passato ma Dario non è lì. Dario è andato avanti. E l'unico modo per ritrovarlo è salpare e partire.
Me lo dico e lo ripeto. Mentre leggo e-mail su e-mail, mentre studio, soppeso, decido. Mentre scrivo. Mentre faccio piani per il futuro. Un futuro senza di lui.

Questa sera il dolore è troppo forte. Domani riprenderò la strada.

mercoledì 25 novembre 2015

Come in Ritiro Prima del Viaggio

Sono giorni strani questi, per me. Da quando mi sono messa a lavorare e basta, super concentrata, la mia mente sta cambiando. Come se fossi in ritiro.
Forse aveva ragione Lama Monlam nel dire che questo lavoro è la mia pratica.
Sto anche organizzandomi per lasciare questa casa, che mi costa troppo, non appena saremo un po'in ordine col lavoro. Company creata ed e-books on-line.
Un'amica mi ha gentilmente offerto di ospitare i miei mobili, libri e carabattole varie.
Così mi troverò, tra non molti mesi, on the road. Con la scatola di sardine, il portatile, due padelle e poco altro.
Un po'fa paura, un po'sembra un passo più che dovuto, un passaggio karmico.
Lasciarsi tutto alle spalle e partire. Per dove non si sa. La meta è il viaggio, senza legami, senza sicurezze, senza rete di protezione. Senza nemmeno la rassicurante presenza di oggetti che hanno accompagnato la mia vita da tanti anni.
Senza nessuno da cui tornare.


lunedì 23 novembre 2015

E-books Come se Piovesse

Non ci sono più per nessuno. Più o meno. A parte il mio team.
Non è che vi ho dimenticati, è che, semplicemente, il mio tempo residuo scorre via veloce. Credo nel lavoro che ho impostato e lo trovo bellissimo e trovo stupenda la collaborazione del mio team, di cui sono orgogliosissima.
Solo che non ho una grande autonomia e quindi devo correre. Prima saremo in condizioni di guadagnarci la vita e prima potrò rallentare. Fino ad allora remerò senza tregua per restare a galla e far partire quello in cui credo.
In un certo senso, il mese che ho perso, è stato un bene. Ha così stretto i tempi, che adesso lavoro dalla mattina alla sera così concentrata, che quando mi fermo ho voglia solo di silenzio e di pace.
La mente è completamente focalizzata sul lavoro (e la pratica, ma questo lavoro è anche pratica) e non considera altro. Si rende molto di più quando ci si focalizza così. Lo so dalle mie esperienza passate.
Se vi sembra troppo, chiedetevi cosa fareste voi se la vostra sopravvivenza dipendesse da quello. Sono certa che capirete immediatamente.
Quindi, siate pazienti con me. Ogni tanto qualche post lo scrivo e qualche commento su fb lo faccio. Ma saranno sempre meno.
Gli e-books da scrivere, correggere, impaginare. Le foto da fare, scegliere, correggere ed impaginare. Gli articoli da scrivere. Gli insegnamenti da trascrivere. Le ricette da sperimentare, di cui poi va scritto il testo, tradotto, fatta la foto.... è tanta roba.
La giornata ha solo 24 ore, la mia energia non è quella di una persona molto vitale, mi tengo dritta solo perché sono testona.
Quindi: abbiate pazienza. Vi voglio bene. Ma sto lottando per la mia vita. E non solo.

sabato 21 novembre 2015

Il Lago sulla Montagna

Ci sono, in Tibet, dei laghi stupendi, incontaminati. Si dice che guardando nelle loro acque si possano avere visioni.
Non so se riuscirò mai a tornare in quei posti incantati, lontani dal rumore del mondo. Se qualche valle himalayana mi ospiterà mai col suo silenzio.
Ma ho la mia mente.
E con la mia mente posso costruire angoli sereni in un mondo che sembra precipitare velocemente verso un'oscurità incandescente di rabbia, paura, menzogna, violenza, rassegnazione. La mia mente può e deve diventare il laghetto di montagna dalle acque limpide. Può ospitare visioni. Può anche impegnarsi per realizzarle.
Più i clamori si alzano nel mondo intorno a me e più il mio desiderio di pace e di silenzio aumenta. Perché nel silenzio si vedono molte cose. Nel silenzio di una mente serena sta in segreto dell'amore senza aspettative, della comprensione, della generosità, della gentilezza, del non attaccamento.
Della libertà, quella vera. E quella è la meta a cui aspiro.
Sbaglierò un sacco di volte sulla mia strada. Farò passi indietro, inciamperò, avrò paura. A volte sarò cattiva, ingenerosa, la mia mente scivolerà nel clamore della rabbia e dell'attaccamento. Ma poi riprenderò ad avanzare, lentamente, faticosamente, perché non vedo altre strade che valgano la pena di essere percorse.

martedì 17 novembre 2015

La Nuova Sarajevo?

In un bellissimo saggio scritto, credo (purtroppo non ho più il libro, perso nel trasloco indiano) negli anni 70, Italo Calvino si guardava intorno e vedeva una nuova Belle Époque e si chiedeva con elegante, premonitrice mestizia, quando sarebbe arrivata la nuova Sarajevo...
Oggi mi chiedo se non è Parigi, la nuova Sarajevo. La chiamata alle armi dell'orribile Hollande, che oggi chiede, forte dei trattati capestro della UE, la dichiarazione di guerra congiunta, sembra tanto l'inizio della terza guerra mondiale.
Ci hanno venduto l'EU come uno strumento di pace, democrazia e benessere. Il benessere lo abbiamo salutato da tempo. La democrazia è oramai sconosciuta in questo continente germano-centrico, dove la signora Merkel può far cadere governi regolarmente eletti e sostituirli con governi a lei graditi (vi ricordo che siamo al terzo presidente del consiglio non eletto ma imposto dall'alto).
Ed ora la guerra.

Nell'assoluta assenza di reazione da parte delle popolazioni europee, non ci resta che pregare. Per quelli che sono morti, per quelli che moriranno, per le vittime e i loro carnefici, per l'ondata di dolore che una nuova guerra porterà al mondo. 
E cercare, nel nostro piccolo, di alleviare quanta più sofferenza possibile, per addestrare la mente al bene, all'azione positiva, alla responsabilità e non al male, all'odio e all'accidia della mente.
Perché il bene, come il male, nasce dalle piccole azioni quotidiane che formano l'abitudine mentale in una direzione piuttosto che in un'altra.
Non facciamoci trascinare dall'odio, dalla violenza anche solo verbale, o faremo il gioco del male. Teniamo le menti pulite per poter ancora pensare, credere, lavorare, per un futuro migliore.

Scusatemi, ma avevo bisogno di scrivere queste cose. Perché credo che un impegno al bene preso adesso, in questo momento di orrore, sia importante.

domenica 15 novembre 2015

L'Elefante Invisibile

C'è un elefante enorme, ma invisibile, che si aggira in occidente. E' molto furbo. Ha lanciato sulla popolazione una quantità di reti di bugie intricatissime ed ha convinto le persone che, se vengono continuamente schiacciate, travolte, impoverite, la colpa è di tutta una serie di nemici ridicoli. Ma se cercheranno con attenzione tra le reti scopriranno la verità, se di tanto in tanto agiteranno la bandiera che l'elefante coi suoi sussurri mediatici suggerisce, presto saranno liberi.
E la gente si affanna a cercare ditrologie, a litigare per il sesso degli angeli, ad agitare bandiere, a cambiare le foto dei profili su fb.
Intanto l'elefante continua indisturbato la sua opera di distruzione, a destra e a manca.
Ci sarebbe un modo molto semplice per smascherare l'elefante.
Basterebbe guardare le realtà con onestà, senza paura, senza odio e malevolenza ed almeno una parte della verità ci balzerebbe agli occhi.
Ma non cercate di capire guardando una realtà lontana e diversa, che non conoscete e non potete comprendere. Guardate intorno a voi. Guardate vicino a voi.
Baterebbe cominciare a chiedersi, per esempio: da quando c'è l'Unione Europea, i popoli europei stanno meglio o peggio? Grecia ed Italia erano famose per il basso tasso di suicidi. Informatevi di come sono messe ora... neanche l'elefante riesce a nascondere completamente dati così macroscopici.
Quando avrete individuato un ente enorme che, ammantandosi di belle parole, di fatto, ha aumentato la povertà e la sofferenza di tanti, il gioco diventa semplice: pensate all'opposto di quello che dice e guardate con sospetto ogni sua parolina mellifua.
Perché lui, l'ente, è un pezzo dell'elefante invisibile.
Quindi anche oggi, dopo l'orrore di Parigi (ma anche dello Yemen, del Libano... della Grecia ridotta a macerie, dei vecchietti inglesi a cui non passano più le medicine perché non è pratico buttare via soldi per curare i vecchi...) guardate cosa chiede l'elefante. E state sicuri che quello che vi chiede è a vostro (e non solo vostro) danno.

venerdì 13 novembre 2015

Le Pulizie!

Non so voi, ma io non riesco a lavorare in una casa sporca. Anche in una casa molto disordinata. Non sono molto ordinata, ma io caos mi dà fastidio.
Così stamattina ho ripulito la casa. Aspirapolevere, straccio, spolverato, messo in ordine.
Avendo poche energie pulire mi stanca tantissimo.
Con Dario tante volte dicevamo che la soluzione ideale è vivere in un residence ;-)
Che poi col mio lavoro sporco un sacco di piatti e pentole... e sogno il giorno in cui avrò una lavapiatti!
Questa casa, come quasi tutte le case che si prendono in affitto arredate, è piena di strufaglie (che io detesto, la mia idea di casa è zen) per mascherare la mancanza di armadi e mobili utili... per cui le pulizie sono acrobatiche in spazi minimi. Quando sono stanca (  = sempre) sono perfetti per riempirmi di lividi.
Però quando la casa è pulita, la scrivania sgombra, il pavimento profumato, con eliminata anche l'ultima traccia di impronta di scarpe ( a casa mia non si entra con le scarpe, la trovo un'abitudine disgustosa, ma quando la gente viene per Dawa... tocca, sono troppi)... mi sento contenta.
Vado in camera da letto e accendo sull'altare la candela quotidiana, un incenso che mi ha regalato Dawa (gli incensi che fa lui sono buonissimi, naturali al 100%) e sono in pace.

domenica 8 novembre 2015

Storie

Mamma era una grande narratrice di storie sue e della famiglia. Ho sempre amato sentirla raccontare. 
Dario era meno bravo, tralasciava troppi particolari, dimenticava dei pezzi o raccontava solo i particolari più salienti... ma le sue storie erano avvincenti piene di posti lontani, di lama, di strani personaggi, di magia o di eccessi e follie di gioventù. 
Adesso nessuno mi racconta più storie. 
Sono rimasta sola, così le racconto io. Scrivendole per voi... 
Ma non è bello come era sentirmele narrare dai miei cari. Quando arriva il tuo turno di raccontare...vuol dire che sei rimasta sola. E che l'unica voce che parla ancora del passato... è la tua.

Viaggi

E' come se in questi giorni mi stessi staccando da molte cose. Quando viaggiavo con Dario, ogni viaggio cambiava qualche cosa, lui diceva che lasciavamo per strada dei pezzi. Immaginate quando ci spostavamo a vivere da un continente all'altro.
Quando lui mi è mancato ho avuto paura di non riuscire più a cambiare, perché credevo che non avrei più avuto la forza di spostarmi, che mi sarei fermata. Invece mi accorgo che anche restando in questo paesino, arroccata in casa perché lavoro la maggior parte del tempo, sto cambiando.
Ed in questi giorni più che mai. Come se il tempo stringesse e fosse necessario accellerare i tempi in vista di chissà quale evento. O forse nessun evento. Forse è solo che vivere senza Dario richiede un continuo aggiustamento, una continua ricerca di nuovi equilibri.
O davvero sento un grande cambiamento che arriva. Perché ho impacchettato le statue dell'altare. Come facevo sempre quando sentivo avvicinarsi un trasloco...

Pensieri Sparsi

Sono qui al mio computer alle quattro del mattino perché non riesco a dormire. C'è stato un intoppo nel lavoro, un rallentamento e voi tutti sapete bene che io non posso permettermelo.
Così non dormo.
Scrivo a Selena per un problema tecnico del foundrasing, mi segno una cosa da fare domani (oggi) dopo la prima tazza di tè bollente. E penso.
Penso a questa avventura del GawaWay che Dario mi ha lasciato da far partire. Penso a come è diversa da tutte quelle vissute prima.
E' partita in sordina, con me mezzo impazzita dal dolore che cercavo di tenere la mente concetrata sulle cose da fare. Ha cercato la sua strada di qui e di là un po'a  fatica, prendendo una serie di vicoli ciechi. Ogni tanto mi sono scoraggiata.
Ma è come se GawaWay avesse una sua volontà di vivere che è connessa con me, ma non solo.
Penso a questo intoppo che c'è stato e sono preoccupata, perché per recuperare dovrò lavorare come una matta e non so quanto il fisico regge.
Poi penso che, se in fondo, anche questa è un'avventura l'unico modo di viverla è buttarcisi dentro senza risparmio, senza pensare alla stanchezza, alla paura... ma prendendo ogni giorno come un regalo. Un aspetto della pratica.

giovedì 5 novembre 2015

Sperimentazioni e Ospiti

La cosa bella di lavorare con un medico tibetano che dà gli imput in cucina è che impari a pensare in maniera completamente diversa al cibo.
Esci dagli stereotipi del tradizionale "che-non-si-tocca-perché-è-sacro" ed entri nel "deve-essere-buonissimo-e-fare-benissimo", evitando il "mangio-triste-perché-fa-bene".
La via di mezzo alla cucina!
Per i Vento è facile e molte ricette tradizionali vanno bene per loro. Ma i poveri Bile e Flemma (che sono i peggio messi) hanno un sacco di difficoltà. Così la sfida di trovare le ricette per loro è affascinante.
La mattina oramai comincia con la meditazione, ho scoperto che aiuta anche per avere idee in cucina. Poi sgombro la mente e puntualizzo la motivazione: far star bene le persone.
Dopo di che, su un quaderno, imposto la ricetta, che, di solito, gira nei meandri del mio cervello già da giorni. Ci ragiono sopra e quando mi convince abbastanza la trasferisco nel computer.
Quello vecchio,  conciato da anni di cucine di mezzo mondo, quello che Kogendra faceva spesso cadere: lo accendo e comincio ad impostare un file.
Tempi di preparazione, cottura, ingredienti... ricetta.
E' un computer paziente, convive da anni con macchie di pomodoro, olio, caffé, ditate di farina... a lato c'è iIpad di Dario, che sostituisce la macchina fotografica, messo i standby per essere pronto quando serve fotografare.
Sgombero il tavolo e tiro fuori gli ingredienti.
Stamattina erano melanzane, peperoni, carote, cipolla, peperoncino, pomodoro, prezzemolo e basilico. Per una salsa leggermente affumicata e molto piacevole. Di quelle cose salvavita da tenere in barattoli in dispensa.
Con me c'è un giovane regista alle prime armi che è venuto a trovarmi.
Parlo, discuto, mentre seguo con attenzione il procedere del piatto. Il profumo si spande per casa, al mio ospite sta venendo fame.
Ogni tanto lo blocco e mi segno degli appunti. E' un bravo ragazzo, sa che è lavoro e non si secca se lo interrompo nel mezzo di un discorso che lo appassiona.
La salsa è pronta. La fotografo ancora bollente nella pentola.
Ne invaso la maggior parte e con l'avanzo e due tazze di piselli creo un sugo (buonissimo, me lo devo ricordare) con cui condisco la pasta appena preparata.
Il mio ospite ha l'acquolina in bocca. Servo la pasta.
Da bere abbiamo un aromatico tè alla menta. Uno strano ma gradevole insieme che ha entusiasmato il mio ospite.

Perché essere invitati a mangiare a casa mia può anche essere un'avventura, a volte...


lunedì 2 novembre 2015

L'eco del Samsara

Ci sono persone che le senti e ti fanno sorridere.
Altre ti coinvolgono con tanti progetti, impegni, vitalità, allegria.
Altre ti accolgono nella loro vita, e ti mostrano che stanno cambiando che seguono un sentiero di crescita e ti danno felicità. Perché vedere un essere umano sbocciare è la cosa più bella del mondo.
Quando le senti la mente si pacifica. O si agita (per le mille cose da fare) ma in senso positivo.
E poi ci sono persone che non crescono, che non imparano e non vogliono imparare, vogliono solo un tampone, un rabbercio per sentire meno la sofferenza del momento. Ma non sono disposte a cambiare. Prendono solo, e quello che prendono si disperde nello spazio di un secondo. Perchè non viene usato per costruire qualche cosa di duraturo.
Sono persone che parlano, parlano e il loro parlare è come un mulino a vento che si muove spinto dai capricci di una mente priva di disciplina.
Prendono i difetti mentali per amici e li cullano e li amano e li vezzeggiano.
Mi dispiace per loro e cerco di aiutarle comunque.
Quando poi resto sola, per decine di minuti la mia mente continua a sentire l'eco del loro brusio... è l'eco del Samsara.

domenica 1 novembre 2015

La Motivazione

La mente è così bastarda che riesce ad inquinare anche le cose più belle, se non stiamo attenti. Come? Semplice, con la motivazione.
Posso credere, essere generosa, gentile, applicarmi agli insegnamenti, di compiere azioni positive... se la mia motivazione è sbagliata, il risultato che otterrò sarà sbagliato.
Mettiamo che io aiuti una persona a cui voglio bene. Ma che, sotto sotto, senza che io me ne accorga, spunti la motivazione di sentirmi buona, di sentirmi speciale, di mostrare agli altri quanto io sia generosa. 
Rovinerei tutto. 
Invece che nutrire la natura limpida e profonda della mente, nutrirei il mio ego. E lo nutrirei in maniera così nascosta, che metterei le cause e le condizioni per mentire a me stessa sempre più spesso. 
Perché la mente è pigra, abitudinaria e asservita alla dittatura dell'ego. Che vuole crescere, espandersi, fortificarsi. Se io dò all'ego la possibilità di farlo, riuscendo a sentirmi moralmente ineccepibile, anzi, encomiabile, il disastro sarà enorme.
E' una delle fatiche più grandi cercare di stanare le motivazioni sbagliate. Ed è una delle pratiche in cui mi applico quotidianamente. Anche se la trovo estremamente difficile.
Non è semplice andare alla radice del proprio pensiero.

Ma ne vale sicuramente la pena.

sabato 31 ottobre 2015

Tutti parlano di Halloween, alcuni parlano del giorno dei morti

Mamma aveva un'abitudine. Quando andava a letto la sera, visualizzava intorno a lei, in un grande semicerchio, tutte le persone che aveva amato e che se ne erano andate.
E pregava per loro.
Quando parlava della sua morte diceva: voglio essere bruciata e le ceneri buttatele via. Il corpo è come un vestito vecchio che finalmente si abbandona. Non si fanno tante cerimonie per un vestito vecchio e sporco.
Credo che essere cresciuta con lei mi abbia fatto sposare questa attitudine.
Che, per altro, è molto buddhista.
Così non sento nessun desiderio di andare sulle tombe dei miei cari. Non ne ho bisogno. Penso sempre a loro, non li abbandono mai. Prego per loro e dedico a loro le mie pratiche (ma anche a tutti gli esseri senzienti, mie madri).
Il mio amore non ha bisogno di date. O di luoghi.
Finché avrò vita, io li amerò.
E anche oltre la morte, sarò loro sempre grata dell'amore che mi hanno dato e li amerò sempre.

lunedì 26 ottobre 2015

Comunicazione di Servizio

Gentili Ginda-las (sponsor) del Progetto Gawa
Per favore, mi mandate una e-mail a nikitesoroni@yahoo.it? Così sarò in grado di inviarvi un ringraziamento (appena sarà pronto)?
Grazie!!!
Con tanta riconosceza

Niki

La Ricerca della Felicità

Impostare la propria vita dal punto di vista della crescita personale vuol dire anche accettare tutto quello che ci capita come un'occasione per cambiare.
Non dico che sia facile e non dico che ci sto riuscendo. Ci provo. Anzi, no, mi sto impegnando ferocemente per farlo.
Per esempio essere sola, ma proprio sola sola, come me qui a Pomaia, che se vedo una persona alla settimana è tanto (senza dire che ho perso l'amatissimo compagno di una vita), non è negativo, è importante perché mi toglie gli alibi.
Quali alibi? Che la mia felicità dipenda dagli altri.
Fin da piccoli, quando dipendiamo in tutto e per tutto dai nostri genitori, ci abituiamo a pensare che la nostra felicità viene da fuori. E ci aspettiamo che da fuori vengano le soluzioni per  distruggere la nostra sofferenza.
Ci aspettiamo che qualcuno o qualche cosa, ci risolva la vita. E se non succede ci arrabbiamo.
Che sia la vacanza, il lavoro, il fidanzato o la moglie, sia chi sia o quel che sia, ci deve portare la felicità.
Sono infelice perché Dario non c'è più, perché sono senza una lira, perché non so come andrò a finire, perché il mio corpo dà i numeri, perché non ho più la capacità di lavoro che avevo una volta.
E mi sento anche giustificata nella mia infelicità. Mi sento una vittima del destino. Mi ci crogiolo dentro.
Ma quante volte, anche quando avevo vicino Dario, mi sono sentita infelice? Allora la causa della mia infelicità è molto più profonda che la semplice mancanza dell'amore della mia vita.

Stamattina mi sono guardata dentro e ho visto che sono infelice... è perché non mi impegno abbastanza ad essere felice.
Vedrò di migliorare. Non so bene come, ma ho deciso di essere felice. Perché la mia mente ne avrebbe la capacità e quindi ci devo riuscire.

...il seguito alla prossima puntata!

domenica 25 ottobre 2015

Mmmmmmm....non è difficile e non costa niente :-)

Cari amici vicini e lontani.
Domani a chi di voi è collegato a me su fb arriverà un invito. Ad alcuni è già arrivato.
L'invito di partecipare ad un evento. L' Evento Gawa Project

Ora, voglio chiarire un punto. L'evento è semplicemente un modo di condividere le informazioni su quello che noi faccciamo.
Non è un evento fisico, un meeting a cui partecipare.
E' un passaparola.
Voi mettete che partecipate ed invitate i vostri amici. Che, si spera, a loro volta ne inviteranno altre... e così via.

Non è impegnativo e non costa niente, solo qualche secondo del vostro tempo. Ma per una start-up come la nostra può fare una grande differenza.

Quindi, da amica che si rivolge ad amici vi chiedo: per favore, quando vi arriverà l'invito accettatelo e fatelo girare!

Grazie
Niki

p.s. Tra breve lanceremo anche l'invito ad un evento in inglese. Chi di voi ha contatti internazionali, per favore, potete aspettare a mandare gli inviti a loro quando saremo on-line in inglese? Per noi sarebbe MOLTO importante! Grazie!

mercoledì 21 ottobre 2015

Il Ventre Materno

Anche se viviamo in un mondo che vorrebbe farci credere che sia tutto sotto controllo, ognuno di noi, nel profondo, sa che non è vero. Che l'imprevisto è la norma, che le difficoltà sono certe, che i dolori costellano la nostra strada come i sassi in un sentiero sterrato.
Ci vuole un eroe per guardare la vita com'è e non avere paura.
Ci frastorniamo di cose da fare, di chiacchiere, di impegni, di divertimenti, per non vedere l'abisso che ci fiancheggia e che potrebbe inghiottirci.
Perché l'essere umano ha questa capacità divina che è l'immaginazione, il pensiero, ed è la sua forza e la sua debolezza insieme.
Il coraggio è sempre stato la capacità di sapere della nostra fragilità ed essere capaci di affrontarla.
Ma la tentazione, il desiderio spasmodico di trovare sicurezza, ci accompagna sempre. Speriamo sempre di trovare il porto sicuro, nel quale niente e nessuno potrà farci del male.
Il castello magico in fondo alla strada. L'happy ending.
Per questo motivo io non condivido l'astio che molti libertarian hanno per chi ancora, nonostante le ripetute prove di corruzione estrema e di totale incapacità di gestire alcunché dei governi, crede nello stato. Per chi ti dice: senza lo stato come faremmo?
Perché dopo la demolizione, condotta con estrema accortezza, delle religioni, gli oligarchi che governano l'occidente hanno creato una nuova "sicurezza". Più materiale e concreta, quindi più soddisfacente di un paradiso di là da venire: lo stato che ti libera delle pastoie dei divieti religiosi e si prende cura di te dalla culla alla tomba.
Questo almeno in apparenza, perché, se appena si guarda con un minimo di attenzione si vede con chiarezza che, delle promesse dello stato, non una viene mantenuta: la scuola è allo sfacelo, la sanità piano piano viene sottratta, il tessuto produttivo che aveva permesso il benessere ed il walfare è stato sfruttato fino al punto che sta scomparendo, l'ambiente è disastrato, i dieci comandamenti sono stati sostituiti da una rete infinita di leggi e regolamenti che ci inchioda e così via... Ma gli oligarchi trovano sempre un comodo capro espiatorio per non assumersi le responsabilità dei danni enormi che hanno inflitto (e più grandi sono i mali che ancora devono venire) alla società. Una volta sono gli evasori fiscali, un'altra gli speculatori, un'altra i mercati. Mai loro. Loro, che hanno in mano tutte le leve del potere, stanno semplicemente cercando di fare il nostro bene.
E le leggi infinite e infinitamente bloccanti (l'unica libertà, di fatto, concessa, è quella sessuale)? Sono per proteggerci dalla nostra stupidità.
Chi crede nello stato, vuole un ventre materno che lo difenda dall'incertezza della vita e decenni di propaganda hanno creato l'immagine che questa sicurezza, questo ventre materno, è lo stato. O addirittura l'iper-stato. La UE.
Poco importa che, manifestamente, la UE sia una dittatura soft. Che da un lato, per fare un esempio tra i mille che potrei citare, ci sbandiera la protezione dell'ambiente (e la usa per annegarci di leggi) mentre dall'altro firma il TTIP in segreto, senza che i cittadini abbiano il diritto di sapere cosa si decide, visto che si decide della loro vita.
Il bisogno di rifugio è così grande che la stragrande maggioranza delle persone non ha, semplicemente, i mezzi per affrontare l'orrore della verità.
Provo pena per queste persone fragili. So che tengono intrappolati tutti insieme a loro, ma mi spiace ugualmente tantissimo per loro. Perché chi ha il coraggio di guardare la valanga che ci sta per caderci addosso, ha un minimo di possibilità di proteggersi, di prepararsi. Queste persone no. Il crollo arriverà senza che loro capiscano, senza che si rendano conto. E sarà un crollo devastante, perché travolgerà non solo le loro vite, e quelle dei loro cari, ma anche il loro credo in questa nuova religione laica a cui hanno sacrificato tanto.
Il mondo dovrà, prima o poi, imboccare un'altra strada. Una strada di auto-responsabilità personale, di impegno diretto, di fantasia, umanità e libertà.
Questa è l'idea che mi sostiene. E per questo mi spiace per tutti e dedico il mio pensiero a tutti, a chi vede e a chi non vede, a chi lotta ed a chi crede di essere al sicuro... perché siamo tutti umani, fragili e fallibili e senza l'amore e la compassione la vita non varrebbe la pensa di essere vissuta.

domenica 18 ottobre 2015

Riordinare Tutto

Sto preparando le schede e le foto da inviare a Vivi domani. Pescando da 5 database. Un pasticcio.
E' che quando un lavoro nasce in un modo, poi lo modifichi, poi lo modifichi ancora, poi lo rivoluzioni... senza dire che si è accumulato nel corso degli ultimi 4 anni... E poi una è disordinata e confusa come me... vi lascio immaginare che pasticcio.

Così, probabilmente contagiata dlla sitematicità di Vivi, dalla limpidezza di Chiara, dall'entusiasmo travolgente di Selena e dalla serietà di Alejo, ho pensato di approfittare  di quello che devo fare e sistemo TUTTO l'archivio.
Mi dà una sensazione positiva, come se, facendo così, io sistemassi anche la mia vita. Ed invece che essere un lavoro noioso diventa una cosa bellissima.
Quando sono molto stanca, sopraffatta dalle cose, chi mi conosce lo sa, perdo il controllo della casa. Appena sto meglio la prima cosa che faccio è pulire e mettere in ordine.
Ecco, in questi giorni sto, piano piano, pulendo e mettendo ordine nel mio lavoro. Quando avrò finito mi darà un senso di spazio e di benessere.
Cercherò di mantenerlo così.

Tutto merito del mio fantastico team! :-) E non scherzo.
Sono così speciali che mi fanno sentire meglio, mi fanno sorridere, mi fanno affrontare anche cose (come usare il computer di Dario) di cui ho paura, con più leggerezza.

L'unica cosa che mi dispiace è che mi stanco troppo in fretta. Da quando ho perso Dario la mia vitalità si è proprio spenta. Ero abituata a fare tirate lunghissime di lavoro. Non ci riesco più.
Però pezienza, ci metto un po'di tempo in più ma mica mollo!

sabato 17 ottobre 2015

Perché non Seguo una Dieta Vegetariana?

Capita sempre che alcune persone si meraviglino che io non sia vegetariana.

E' molto semplice. Per una persona come me, con la mia costituzione energetica e con i miei problemi di salute, l'opzione vegetariana è da suicidio.
Ho provato, per motivi etici, quando ero giovane, ed è stato un disastro.

In seguito, ero sposata con Dario già da qualche anno, mi è successo di essere costretta alla dieta vegetariana da un cinese malese durante un lungo pellegrinaggio in Cina. Lui, come tutti i cinesi buddhisti, era un rigido vegetariano e approfittava del fatto che giravamo per posti assolutamente fuori dai circuiti turistici e che lui parlava cinese e noi no, per imporci le sue idee.
Dopo un mese, per come mi ero ridotta, Geshe Yeshe Wangchuk una sera ha provato a farlo ragionare. Quello era talmente testone che non voleva ascoltare nemmeno un anziano e riverito maestro come Geshe-la... ma aveva fatto i conti male.
Geshe-la gli ha lasciato ordinare quello che voleva e quando i piatti sono arrivati in tavola ha detto a tutti di non toccarli. Dopo di che ha ordinato la cena lui. E ha fatto mettere in conto tutti i piatti vegetariani a mr. Cok.
Da allora, pranzi e cene li ordinava Geshe-la.
E io mi sono rimessa in sesto.
Mi ricordo ancora un posto fra le montagne e le nebbie, dove ci hanno servito la più buona anatra che abbia mai mangiato in vita mia... sapete che fa stringere il cuore dire "mi ricordo che", invece che " ti ricordi, Dario...". Trovo ancora difficile affrontare i ricordi...

Tornando alla dieta.

Menopausa +stress al cubo è un cocktail pesante.
Non riuscivo più a dormire per le vampate insopportabili che mi aggredivano la notte con la frequenza di una ogni due ore circa. La durata era variabile, ma, alla fine della nottata, se riuscivo a dormire 3 ore spezzettate era tanto. E io sono una di quelle persone che soffre terribilmente la mancanza di sonno. Era come se il mio corpo fosse andato in tilt.
Stavo crollando.
Poi ho sentito il nostro La-je che mi ha suggerito insistentemente di mangiare carne rossa. Un pochina, ma regolarmente.
Sono flemma, per me la carne rossa è pesante. Mangiandone poca (ho fatto un ragù e ne mangio un paio di cucchiaiate al giorno), ma quotidianamente, non disturbo troppo il flemma e mi aiuta a controllare l'eccesso di vento (stress).
Magia.
Dopo una settimana di questa strategia dietetica le vampate sono diminuite sia per numero che per intensità.

Capite quando importante, fondamentale, sia la dieta?

p.s.
Comunicazione di servizio. Non so chi ha mandato l'ultima donazione via postepay da Empoli. me lo dite così aggiungo il vostro nome alla lista di Ginda-las? :-)

mercoledì 14 ottobre 2015

Comunicazione di Servizio

Questa cosa della raccolta fondi è partita alla buona. Lo ammetto, non in modo molto organizzato.
In contemporanea Vivi sta preparando i programmi di impaginazione etc.
Quindi non è per cattiva volontà che non inviamo subito ai nostri gentilissimi Ginda-la il loro e-book di "ricette Gawa per Tutti i Tipi Energetici". E' che proprio dobbiamo ancora metterlo insieme.
Però prometto che APPENA è pronto ve lo invio.

Grazie per l'aiuto e per la pazienza

Niki

Un Nuovo Giorno

Nell'ottobre dello scorso anno, ero stravolta nel corpo e nella mente ma, essendo testona, non ho mollato la promessa che avevo fatto a Dario di proseguire col suo progetto.
Ed ho cominciato a cercare persone che si unissero a me per dargli vita.
Guardando in retrospettiva... sono veramente andata sulla fiducia totale in Dario. Perché è vero che sono brava a comunicare, è vero che cucino bene, è vero che sono creativa... Ma è altrettanto vero che sono una disorganizzata cronica, che di computer e di  informatica non capisco NIENTE... e che mi sono scoperta, lo scorso ottobre, in una situazione finanziaria pessima.
Eppure mi sono messa a cercare di far partire il progetto GAWA.
Per mesi ho sbattuto contro le vetrate come un uccellino impazzito che cerca disperatamente un'uscita.
Poi, in luglio, dopo l'ultimo tentativo andato a buca, mi sono veramente depressa. Sono andata a letto con una mente cupissima. 
All'alba ho sognato Dario che mi diceva: lo sai che quando un lavoro non ingrana è perché lo stai affrontando dalla prospettiva sbagliata. Devi cambiarlo.
La mattina mi sono alzata, mi sono seduta alla scrivania con una tazza di tè bollente e ho pensato: va bene, non trovo nessuno. E allora devo fare da sola.
Ho rivoluzionato l'impianto del progetto e le settimane successive le ho spese per cercare soluzioni tecniche che mi permettessero di fare tutto da sola.
E-book e sito. Senza più crcare appoggi.
Un incubo per una come me, so bene cosa vuol dire mettere insieme un sito, l'ho visto fare da Dario molte volte... creare una struttura semplice ma efficace, con tutti i link funzionanti, tutti i bottoni chiari... senza contare che voleva dire una quantità di lavoro enorme.
Ovvio, la questione economica restava insoluta, non è che sono tonta, lo sapevo, ma non potendo farci niente andavo avanti, sperando di trovare una soluzione strada facendo.

E da allora, quasi per magia, mi si è creato intorno un team di persone fantastiche, motivate, intelligenti. Che vogliono un mondo migliore e che ci vogliono arrivare attraverso il loro lavoro (che, essendo lavoro, le deve anche mantenere, ovvio). Esattamente le persone che Dario ed io avevamo in mente. 
E poi un giorno, la mia amica Anna, dalla vacuità, mi manda un'email per chiedermi le mie coordinate bancarie perché voleva contribuire alla partenza del progetto e lei ed il suo compagno hanno mandato una donazione, dal mio punto di vista, molto consistente! E mi ha incoraggiata a creare una raccolta fondi per finanziare la partenza del progetto. 

Cose quasi magiche.


Così, stamattina, leggermente intontita  dal malessere, sono qui che scrivo al mio computer e penso che si, forse, se avrò pazienza, costanza, impegno e amore, forse ci sarà l'inizio di un nuovo giorno anche per me.

domenica 11 ottobre 2015

L'Amore e il Tempo

Oggi ho pensato con orrore che passeranno gli anni, magari tanti e piano piano nella mia mente il ricordo del viso di Dario di potrebbe appannare.
Mi è mancato il cuore. Lettralmente.
Poi ho pensato a come si è evoluto il nostro amore nel corso degli anni, come si è rinforzato, come è diventato sempre più prezioso.
Ed ho capito che se riuscirò a mantenere la mia motivazione, se con il mio fantastico team riuscirò a fare quello che lui aveva progettato, il mio amore per lui non svanità, ma continuerà ed evolversi perché la mia stessa vita lo manterrà vivo.
Non sono una persona meravigliosa come era lui. Ho ancora tantissima strada da percorrere, ma mi impegnerò con tutte le mie forze per arrivare, alla fine, dove potremo ricongiungerci.

mercoledì 7 ottobre 2015

Egoismo Intelligente

Tanti anni fa, quando il Dalai Lama non era ancora il personaggio pubblico importante che è ora, stava dando insegnamenti a Dharamshala ad un gruppetto di monaci occidentali.
Dario era tra loro.
Degli insegnamenti tradizionali ricevuti quel giorno non ricordava niente di speciale, si erano fusi con tutti gli insegnamenti di grandi lama ricevuti durante gli anni.
Ma per tutta la vita gli è rimasta impressa la considerazione finale del Dalai Lama. Diceva più o meno così: " Se date spazio al vostro egoismo meschino, lotterete tutta la vita per essere felici ed ogni singola contrarietà diventerà terribile per voi, perché è un ostacolo alla vostra felicità. Se invece deciderete di praticare l'amore, la generosità e la compassione, ogni volta che vedrete succedere una cosa bella a qualcuno ne sarete felici. Ogni volta che darete una mano a qualcuno sarete felici. E gli ostacoli nella vostra vita saranno molto meno pesanti, perché avrete tutte queste gioie a sostenervi. Siate egoisti in maniera intelligente!"

Quando la notte sto male (come stanotte) penso a queste parole e mi metto a praticare il Tong-len. Non lo pratico bene, la sofferenza fisica e mentale mi intralciano parecchio. Però con ogni faticoso, sibilante respiro, penso di accogliere le sofferenze del mondo (inspirando) e offro i miei (pochi) meriti (epirando). E vado avanti finché il sonno non torna a fare capolino.
A volte smetto prima perché sono veramente troppo stanca. Ma la maggior parte delle volte, dopo un poco, riprendo.
Perché col Tong-len, almeno, le mie notti hanno un senso.
Perché la mia sofferenza non sia invano.
Perché, se continuo così, forse un giorno riuscirò a domare la mia mente.
Perché domani è un altro giorno, con tante cose da fare ed un grande lavoro da portare avanti per alleviare le sofferenze di tante persone.
Perché la mia vita è vuota di significato se non aiuto nessuno.

Perché sono egoista, ma almeno, cerco di esserlo in maniera intelligente.

martedì 6 ottobre 2015

Gli Spartiacque

Nella vita ci sono spartiacque o, se preferite il tocco esoterico, i nodi karmici.
Succede una cosa, un avvenimento, apparentemente banale (oppure chiaramente speciale fin da subito) e dopo quello, tutto comincia a cambiare.
Il filo si è dipanato ed ha cominciato a svolgersi in una direzione diversa.
In questi ultimi giorni, ma soprattutto oggi, il mio sentiero ha cominciato a mostrare una tendenza forte. Sono comparse o riapparse alcune persone, negli ultimi tempi, persone che mi stimano e mi vogliono bene. Persone che credono in quello che sto portando avanti. Alcune hanno fatto azioni forti, hanno stimolato cambiamenti. 
Altre sono saltate nella mia barca e si sono subito messe d’impegno per farla partire.
Di botto, la mia vita, che era diventata orrendamente statica da quando sono rimasta sola, ha cominciato a correre in una direzione che non è ancora chiarissima, ma che sta diventando molto forte.
Lo zaino è pronto. 
Non mi fa paura ripartire, vedere la mia vita accelerare di nuovo verso un orizzonte ancora lontano. 
Però sono contenta che, anche stavolta, non parto da sola. Ma c’è gente che rema vigorosamente assieme a me.


Benvenuti a bordo!

venerdì 2 ottobre 2015

Il C.V. di Dario Scritto da Lui

Per il sito del Progetto ho bisogno del cv delle persone che collaboreranno. Ovvio che serve anche quello dell'ispiratore del progetto. Di colui che l'ha creato e voluto: Dario.
Continuavo a rimandare.
Poi, visto che oggi ero già triste di mio, mi sono fatta coraggio e sono andata a cercarlo nel suo computer.
Ecco, questo è il condensatissimo cv di Dario. Scritto da lui.
Così lo potete conoscere un pochino di più.

Il cv di Dario scritto da lui:

"Ho avuto una vita abbastanza movimentata
Da giovane, nel 1972, il primo dei miei viaggi importanti è cominciato partendo da solo da Milano, via terra, per arrivare fino in India, con una lunga tappa  Afghanistan, che ho girato a cavallo con degli amici
ho lavorato su una piattaforma petrolifera nei mari del nord
Ho incontrato il Buddhismo nel 1976, nel primo ritiro intensivo di un mese tenuto da Lama Yeshe, un anno dopo ero monaco (sono stato ordinato da S.S. Zong Rinpoche e da S.S. il Dalai Lama) e lo sono rimasto per 9 anni 
nel 1977 sono stato tra i fondatori dell’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia
ho gestito un ice-cream and coffee shop in Toscana
ho lavorato nel business del turismo verso l’Asia
mi sono occupato professionalmente di grafica editoriale, traduzioni e pubblicazioni, per un certo periodo (da monaco)  stampavo anche
ho cominciato ad usare Mac fin da subito, quando i Mac erano delle scatolette
ho avuto una posada in Brasile
ho avuto un ristorante in Nepal
ho lavorato come sceneggiatore di fumetti per la Disney
nel 1998 ho tenuto degli incontri settimanali (che dureranno 6 mesi) con un gruppo di Operatori Sanitari della sezione di Psichiatria della USSL di Barga per l’insegnamento della meditazione come strumento di equilibrio mentale
ho organizzato e gestito corsi di medicina tibetana per anni
ho tenuto corsi per insegnare a controllare la mente
ho fondato con mia moglie, e gestito, un’azienda di gioielleria a Milano

L’integrazione dei principi buddhisti nella mia vita quotidiana e nel mio lavoro è stata il motivo portante della mia esistenza. 

Ho viaggiato per studio o lavoro in 38 paesi. Non ho mai viaggiato per turismo, ma solo per interessi importanti. In certi paesi sono tornato molte volte, per esempio in Tibet sono stato 8 volte sia per studio che per ricostruire un monastero nel Tibet centrale.
In Cina sono stato una ventina di volte per lavoro e studio... in Nepal ed India...ho perso il conto.
Ho vissuto e lavorato in 6 paesi ed in tre diversi continenti e questo mi ha permesso di sviluppare una discreta elasticità mentale e capacità di comprensione del mondo, anche del mondo del business, a livello internazionale.

Ho sempre avuto una grande passione per internet, così ho sempre creato e curato i siti delle mie aziende, approfondendo l’argomento a livello professionale e tenendomi sempre aggiornato. Ma mentre prima consideravo il business “fisico” come l’unico veramente importante, adesso sono arrivato a vedere internet come l’interfaccia indispensabile e, in certi casi, fondamentale di qualsiasi attività. 

Per quanto ad un osservatore distratto internet possa sembrare facile, in realtà è un mondo a sé che deve essere capito ed usato in maniera forte.
Ho deciso di rendere questo interesse la base della mia professione. Perché so farlo bene, perché dà spazio alle mie tre grandi passioni: internet, la grafica e mi permette di usare a fondo la capacità organizzativa che mi deriva dalle molteplici esperienze che ho avuto.
Un sito è come un piccolo mondo, connesso ad altri mondi. E’ una comunicazione globale in cui tutto è importante, come nella pratica. E tutto deve avere un senso, una giusta collocazione ed una giusta motivazione."

E questo è il testamento spirituale mi ha lasciato. Lo aveva nascosto nell libro che tenevo sul comodino, in modo che, quando lui non ci fosse stato più, lo avrei trovato:
“Per fortuna non sono un erudito e la mia comprensione del Dharma è veramente minima.
Però qualche cosa l’ho imparata e sono soddisfatto della mia strada...”


Il suo curriculum come buddhista è impressionante (anche se lui diceva che si era di sicuro dimenticato un sacco di cose), ma, forse, per voi un po’noioso, Così non l’ho messo

Torte, Torte, Torte....

Domani il bambino più grande di Pasang compie 7 anni e io, come regalo di compleanno, gli preparo due torte al triplo cioccolato. Una morbida base al cacao, farcita di mousse e ricoperta di ganache.
In Colombia i vicini di casa mi chiedevano sempre se, per favore, gliela preparavo per: compleanni, anniversari e me l'avevano chiesta anche per un matrimonio.
In Nepal gli americani dell'ambasciata si comperavano perfino i muffins per colazione da me (banane, mandorle, cioccolato, mandarino-cioccolato e limone erano i gusti disponibili. La mia Tashi se li sogna ancora).
La torta alle more dell'altra sera mi dicono che è piaciuta moltissimo.
Insomma, da una che detestava i dolci e non li sapeva nemmeno cucinare, Dario, che era goloso, mi ha trasformata in una che fa torte a tutto spiano!
Mi piace sentire il profumo della torta mentre cuoce che riempie la casa... fa allegria.
In compenso detesto fare le decorazioni.
Non sono proprio portata. Credo che in mio background di stilista di gioielli (che durano generazioni in una famiglia) mi faccia ribellare all'idea di spendere energia per una cosa che va mangiata.
Vero che potrei pensarla come un mandala di sabbia, come un simbolo dell'impermanenza. Ma la questione è che se lo faccio mi stanco troppo e quindi poi mi deprimo anche.
Insomma.
Sono disposta a fare le torte ma non a decorarle. Però sono torte buonissime!

giovedì 1 ottobre 2015

Le Scelte Radice e le...Altre

Ogni giorno, ognuno di noi fa delle scelte. Vivere comporta anche questa fatica continua: scegliere.
Comperi un golfino? Devi sceglierlo fra cento altri. Vai in cucina per preparare il pranzo? Devi scegliere che piatti cucinare. Telefono o non telefono a quella persona? Esco o sto in casa? Reagisco alla malinconia o mi lascio travolgere? Leggo un testo o lavoro?
Scelta dopo scelta, insensibilmente, la strada della nostra vita si delinea, sempre più chiara. Mille piccole scelte apparentemente ininfluenti, sommate insieme creano un trend per la nostra mente.
Noi crediamo che non contino. Ma sono gocce, che, a poco a poco, fissano il nostro sentiero come una sorgente che scava, nel corso dei millenni, una valle nella montagna.
Esistono alcune scelte importanti. Fondamentali. Potremmo quasi definirle scelte radice.
Ma sono più apparenti che reali.
Quelle che le rendono reali sono le piccole scelte quotidiane. Perché senza le microscopiche decisioni che continuamente costellano le nostre giornate, le scelte radice resterebbero vuote di significato. Come la pelle che abbandonano le cicale. Perfette nella forma e prive di vita.
Posso dirmi che decido di dedicare il resto della mia vita agli altri ed alla pratica. E crederci. Crederci davvero.
La scommessa, però, è nel riuscire a mentenere e fortificare questo proposito nel quotidiano. Sapendomi dosare con saggezza.
Ci sono dei goals principali, importantissimi. Ma non devono diventare uno schermo dietro al quale mi nascondo per non prendermi i mille piccoli impegni quotidiani. Però anche i mille impegni quotidiani non possono diventare un impedimento ai goals principali.
E' una questione di attenzione, di non mentirmi, di saper guardare al di là delle apparenze. Di essere spietatamente onesta con me stessa e di non cedere ai miei difetti mentali. Di saper valutare le priorità ma onestamente.
Non è facile per niente scoprire le mie vere motivazioni. E' estremamente impegnativo e molte volte non sono così sicura di fare "la cosa giusta". Ci provo.
A questo mi servono le pratiche, come allenamento per seguire davvero il sentiero.
A volte, soprattutto la notte, mi chiedo se ci riuscirò, se, almeno in parte, ci sto riuscendo.
La mia debolezza, sia fisica che mentale, non mi rende le cose più facili. Ci sono giorni nei quali lavorare è una tortura. La mente annaspa e rende poco. Scappa, non si concentra. Rifiuta perfino le pratiche. E allora mi chiedo: cedo e le lascio qualche ora di riposo o la costringo a concentrarsi? Perché a volte è pigrizia, ma a volte è estremo, disperato bisogno di riposo.
Così vado per tentativi... sperando di fare la cosa giusta.
Dario era il mio maestro in questa lotta quotidiana. Con la sua lucidità, la sua intelligenza, la sua lungimiranza mi ha aiutata a crescere.
Ma essendo io una donna, tutto sommato, fortunata, adesso ho l'impegno che ho preso verso le mie collaboratrici (e collaboratori), i miei ginda-la e le persone che stanno già sperimentando il mio lavoro e tutti quelli che potranno beneficiarne in futuro, che mi aiuta a tenere la retta via.
Inizio la mia giornata dedicandola a loro. E quello, di sicuro, mi aiuta ad abbattere qualche bugia che la mia mente mi racconta, mi dà un po'di forza, mi sostiene sulla via.

mercoledì 30 settembre 2015

Comunicazione di Servizio:

Ho visto che preferite fare donazioni via bonifico bancario anche per piccole somme. Quindi ho aggiunto i dati della banca.
Grazie! :-)

bonifico in banca:

Nicoletta Sauro presso UniCredit (Rosignano Marittimo)
IBAN: IT 91 S 02008 25101 000103453757

lunedì 28 settembre 2015

Un'Altra Storia dal mio Passato

Stasera, come spesso mi succede, mi è presa la malinconia. Mi manca lui.
E per reagire mi sono tuffata nei miei ricordi. In un passato lontano. In un mondo con dei personaggi più garbati, più inconsueti, più poetici di quelli che si incontrano oggi.
Cari amici vi racconterò di un personaggio della mia infanzia:Rino, il poeta.



Rino era stato amico di Depero e di Marinetti, era un giornalista, no era un poeta vernacolare, no, aspetta, era un pittore. 
In realtà era un po'di tutto questo ma, fondamentalmente era un individualista, un anarchico, disadattato e un po’romantico. 
Non si era mai curato di conformarsi alle regole dalla società. 
Viveva in una specie di scantinato umido e oscuro in un vecchio e malfamato quartiere; i suoi vestiti sapevano sempre un poco di muffa. Lo scantinato era pieno di opere d’arte, risultato di scambi con altri artisti quando tutti loro erano giovani e facevano una vita grama, ma erano pieni di sogni e di entusiasmi. Per anni Rino si tenne a galla vendendo a collezionisti le opere dei suoi vecchi amici che avevano fatto strada.
Era sempre gentile, servizievole, ironico. 
I capelli ricci un po'lunghi, il viso scavato, sensibile, gli occhi inquieti, lo spolverino grigio e, in mano, l'eterna sigaretta senza filtro.
Non si atteggiava a vittima della società, semmai, diceva, sono vittima di me stesso. 
Papà e mamma gli erano molto affezionati e lo aiutavano. 
Lo adoravo. Quando veniva a trovarci, con i suoi foulard di seta e la sua eleganza più che stropicciata, con vestiti che un tempo erano stati di prima qualità, ma ormai avevano i polsini lisi, si sedeva, con un bicchiere di vino in mano e mi raccontava degli scultori e la loro lotta con la creta. Dei pittori e delle loro manie. Degli scalpelli buttati per terra, dei colori, delle tele che ospitavano i loro sogni. Delle modelle bellissime che avevano sempre freddo e posavano vicino alle stufe accese. Delle discussioni feroci sul futuro dell’arte in osterie fumose. 
Io, diceva, non sogno così intensamente. Non ci credo, diceva, così tanto. Passo, guardo, mi diverto, ma non ci credo davvero, non ci soffro a cercare una via espressiva. Mi manca la passione. Tu invece, piccolina, la passione ce l’hai, tu sei un’artista. E guardava pensoso i miei scarabocchi, i miei primi acquerelli.
Poi se ne andava da qualche parte, nella sua vita un poco errante. Per un poco nessuno sapeva dov’era, cosa faceva. Ed improvvisamente ricompariva, i capelli ricci, il sorriso ironico, il bicchiere di vino in mano. 
Declamava una poesia nel fumo e nel rumore della botega del vin. Gli amici applaudivano, gli passavano un vassoio di grissini avvolti nel prosciutto di Parma e gli dicevano mangia! Che i poeti hanno sempre fame! Lui prendeva un grissino, non mangiava mai molto, e ringraziava. Con quella faccia scavata sempre un po’stranita.
Passava nella vita educatamente, senza mai toccare molto nessuno. Sfiorava appena le esistenze degli altri e non si impegnava in niente. La sua ricca famiglia lo aveva disconosciuto. Il vino aveva distrutto la sua carriera. 
E lui veleggiava leggero, quasi non gli importasse davvero di nulla, e in fondo era sempre solo, anche se aveva tanti amici e tante donne, sempre diverse.
Quando si ammalò, mamma e papà si presero cura di lui, e quando fu chiaro che non c’era più niente da fare, che il fumo, alla fine, aveva vinto sul vino e se lo stava portando via con un cancro ai polmoni, lo portarono all’ospedale. Almeno avrebbe avuto l’assistenza continua e non sarebbe morto al buio e con le lenzuola bagnate, nel suo scantinato. Loro lo andavano a trovare tutti i giorni.
Poco dopo il suo ricovero, in una mattina d’autunno, una di quelle mattine calde con la luce dorata che a volte l’autunno regala, si alzò dal letto, mise la vestaglia di seta (un pochino sfilacciata ai polsi) e si avviò tranquillo verso il reparto femminile. 
Si presentò, garbato come sempre, con un leggero inchino: signore, disse, sono Rino, sono un poeta. E sto per morire. Sono venuto a trovarvi per salutare, attraverso voi signore, tutte le cose ed i momenti belli che la vita mi ha dato. Sono venuto a ringraziare per tutto quello che ho avuto ed a dire addio. 
Si avvicinò alla malata nel letto più vicino e la baciò. 

E mentre si risollevava, semplicemente, morì.

Comunicazione di Servizio

I ginda-las (sponsor) del progetto, se fa loro piacere, possono mandarmi i loro dati privatamente, via e-mail, in modo da essere:
- ricordati tra i fondatori del Progetto
- ringraziati tangibilmente quando saremo in grado di farlo
- ringraziati subito da me con affetto e riconoscenza! (ma quello vi arriva anche se non so il vostro nome)

Sto tenendo un documento con segnato tutto. Per la storia. :-)

Vi voglio bene. Non solo per l'aiuto materiale, ma perché mi fate sentire la vostra forza, il vostro sostegno che sarà fondamentale per varare questa barca...che dovrà navigare nel mare tempestoso del futuro che ci attende.

Usate:
lozaino@gmx.com

sabato 26 settembre 2015

Del Buddhismo Tibetano... dal mio punto di vista

Quando ho incontrato il Buddhismo tibetano è stato come tornare a casa. Qualche cosa nella mia testa ha fatto clic. E tutti i pezzi del puzzle si sono sistemati al loro posto.
Ho trovato le risposte alle mie domande. Ed ho trovato un percorso di vita sobrio, critico, libero. Che mi ha fatta evolvere per più di vent'anni.
Non sono mai riuscita ad accettare le apparenze delle cose. Non sono mai stata una del branco, ero sempre la pecora nera, sempre quella che si arrampicava affannosamente e confusamente per cercare di avere una visione più chiara.
Non ho mai accettato le verità rivelate, l'ipse dixit. Non per intelligenza, ma per una mia intrinseca incapacità di pensare che nel mondo esistessero assoluti perfetti. Per questo ho preso, ai miei tempi, botte, sia dai fascisti che dai comunisti.
Potevo aderire alla lotta per una singola cosa, un singolo problema dopo che mi ero convinta che era giusto risolverlo in un determinato modo. Ma non accettare l'ideologia in toto.

Il percorso spirituale non è una cosa da masse. Non può, come voleva fare, ed ha fatto il PCI nei decenni di monopolio della scuola, abbassare il livello della cultura per renderlo accessibile al popolo.
Il percorso pirituale vero, serio, quello che coinvolge tutta la tua vita, quello che ti fa cambiare sempre e ti aiuta-costringe ad accettare anche le sfide più difficili è, per sua stessa natura, solitario.
Non si va in gita premio verso l'illuminazione.
Non ci sono scorciatoie.
Ci si va a piedi, un passo dopo l'altro. Con gli occhi ben aperti. La funzione "autocritica" molto sviluppata, la funzione "critica" sveglia ma temperata dalla compassione.
Sembra difficile? Lo è.
E nessuno ha tutte le risposte. Ci sono dei manuali di istruzioni, delle mappe (gli insegnamenti), ma poi ognuno è responsabile di sé stesso. Anche il più grande maestro del mondo, può solo darti indicazioni, non può farti illuminare, perché sei tu che, giorno dopo giorno, ora dopo ora, vivi con te stesso. Sei tu che devi diventare onesto con te stesso. Devi avere il coraggio di guardare le cose (tue o del mondo) con occhio disincantato e compassionevole.
O almeno devi provarci... perché dirlo sembra facile ma metterlo in pratica è tutto un altro paio di maniche.

All'interno di questo percorso io sono rimasta sola. E per la prima volta in vita mia mi trovo a chiedere aiuto.
Ero abituata a darlo, l'aiuto.
Non è un passaggio facile.
Ieri sera mi sono detta: se mi succede vuol dire che devo integrare anche questo nella mia pratica. Che mi mancava questo passaggio.
I Ginda-la, gli sponsor, sono una figura di un certo rilievo in Tibet. Sostengono le attività benefiche per accumulare meriti. Sono molto onorati, perché senza di loro tante cose non potrebbero esistere. Al punto che si dice che quando un praticante raggiunge l'illuminazione si illuminano anche i suoi Ginda-la.
Non credo che sia vero, ma credo che un gesto di generosità crei, karmicamente, un vincolo. Sostieni un progetto malvagio? Ne ricaverai i frutti karmici. Sostieni un progetto che sarà di beneficio? Ne ricaverai i frutti karmici.
Perché poche cose sono certe come il Karma.
Quindi di fronte ai miai Ginda-la, quali che siano le loro contribuzioni, grandi o piccole (come Marina, che ha dato un contributo ieri), io ho la responsabilità non solo di produrre un risultato. Non solo di essere riconoscente e di mostrare, appena possibile, in maniera tangibile, la riconoscenza.
Ma sono soprattutto responsabile di mantenere perfetta la motivazione, i metodi e la moralità del progetto che queste persone stanno aiutando.
E' un impegno importante.
Cercherò di assolverlo al mio meglio. Ve lo prometto.




venerdì 25 settembre 2015

La dislessica del computer...

E' chiaro che una che ci impiega 40 minuti per capire come aggiungere delle pagine fisse al blog (se guardate in testa al blog adesso c'è l'indicazione della Homepage e due pagne fisse) è una persona che necessiterà di aiuto quando si tratterà di montare il sito vero...
Altrimenti potrei impiegarci 20 anni...

Insomma, oggi ho aggiunto due pagine fisse per spiegare il progetto di Dario a chi, eventualmente, volesse darci una mano anche solo con 5 euro o 1 euro.

Speriamo che la raccolta fondi funzioni così, quando saremo pronte con tutto il materiale e la company istituita potrò andare a Nerja da Selena per farmi aiutare nell'impresa della costruzione del sito... altrimenti... sarà dura. Durissima!

p.s. Ho aggiunto i dati per le donazioni in postepay:

4023 6009 0298 7355
Nicoletta Sauro
cod. fisc. SRANLT60H69G489N

giovedì 24 settembre 2015

Crowdfunding (raccolta fondi diffusa)

E’ arrivato il bonifico di Anna. 
Quando ho aperto il conto corrente online e l’ho visto, le mie mani hanno cominciato a tremare e poi tutto il corpo si è messo a tremare come una foglia. Dalla testa ai piedi.
Mi è successo solo poche volte nella vita.
Sono profondamente convinta che il lavoro che stiamo mettendo in piedi, la mie ragazze ed io, sarà non solo importante per molta gente, ma anche di grande successo. Il punto è reggere fino a quando cominceranno ad entrare dei soldi.
Credo di avere autonomia fino ad allora. O, almeno, spero. Perché non so ancora quanto tempo ci vorrà per essere online (la mole di lavoro è veramente grande)  e quanto mi costerà l’apertura della company.
Cercherò di avere tutti i dati settimana prossima... è che c'è sempre talmente tanto lavoro da fare, sono sempre in arretrato col lavoro. La voglia di fare le cose è tanta... poi però manca l'energia per fare tutto in tempi brevi.

Stamattina, vedere nero su bianco (lo sapevo che stava arrivando, ma vederlo è... diverso) l’aiuto di Anna, mi ha scossa. Mi ha fatto sentire un sollievo così profondo che mi ha smosso le emozioni in profondità.
E’ stato il vedere che non sono sola, che anche quando pensi di aver tentato tutto ci sono sempre nuove strade che non avevi considerato, che c’è chi è disposto a mettere del suo perché un progetto prosegua, abbia la possibilità di vedere la luce e crescere, che c’è gente che crede nelle mie capacità (Anna mi conosce da quasi 20 anni e mi ha vista al lavoro ... anche se non ci vediamo da parecchio tempo) e nella mia dedicazione ad una causa buona.

Quindi oggi ho preso una decisione. Chi vuole da oggi può fare una donazione (anche di un solo euro) per aiutarmi a far partire il progetto di Dario. 
Terrò una lista di chi ha dato una mano e siate sicuri che non la dimenticherò in qualche cassetto. Quando saremo bene in pista chi ha aiutato avrà, come è giusto, un ringraziamento tangibile.
Non è sbagliato. E’ la maniera tibetana di fare le cose. 

Se invece non vi sentite di contribuire, va bene ugualmente. Continuerò a scrivere e a raccontarvi le mie piccole storie quotidiane, di diete, Nepal, India e di sentiero. 

Un abbraccio a tutti
Niki

e-mail per la donazione su pay-pal:

lozaino@gmx.com

indirizzo per la donazione in Bitcoin:


1FC9VfWTNZTw2PKp5uoMKmpsbN6GiSzu4B

Vi ricordate Goma?

Goma veniva dal Terai, la fertile e calda pianura nepalese. Era scura di pelle, piccoletta, grassoccia, con un buffo viso rotondo. Le piacevano i gatti, cosa rara per un nepalese, e le piaceva ridere. Si sentiva molto bella e si curava molto.
Girava per la casa e per il giardino con indosso solo i suoi vestitini coloratissimi, di tessuti sintetici leggerissimi che le fluttuavano intorno graziosamente. Le avevamo arredato la casetta, fatto un corredo di vestiti pesanti per l'inverno... e, anche se aveva gradito immensamente la casetta, i vestiti non li metteva mai.
Era sempre livida di freddo (in Nepal le case, anche quelle dei ricchi, non hanno riscaldamento e da dicembre a marzo a volte Kathmandu arriva a 0 gradi). La massima concessione che faceva al clima era un golfino striminzito verde pisello.
Dario ed io le avevamo comperato scarpe, calze, giacche in pile... niente, non li metteva. Ed ogni due per tre aveva mal di gola, febbre, raffreddore.
Quello che ci faceva più impressione, era che, con pochi gradi in casa, girava con i piedi nudi e le infradito. Le scarpe e le calze (pensava che i suoi piedini nudi fossero molto graziosi) le sembravano brutte... Ve lo ricordate?
Finché un giorno l'ho presa e lo ho spiegato che, se non si decideva a mettere calze, scarpe e giacche l'avrei licenziata. Dario ha indorato la pillola promettendole che la prima volta che saremmo andati in Italia le avremmo comperato le sue tanto sognate scarpe color oro... solo se ADESSO avesse accettato di mettere i vestiti invernali.
Il giorno dopo scendo in cucina e c'era Goma con: calze di lana, scarpe chiuse e giacchina di pile. Faccio per mettermi a scaldare l'acqua per il tè e lei, tutta felice, mi dice: "Ma sai signora che vestita così non ho più freddo? Pensa che con le calze ho i piedi caldi."
Mi ricordo quanto, all'epoca, fece scalpore tra i miei lettori lo scoprire che coprirsi quando fa freddo non è un fatto istintivo. Ma si impara, ed entra così in profondità nella mente, che ci sembra naturale. Istintivo, appunto. Invece non lo è.
Qui, nel mio ritiro toscano, a volte penso a Goma (che poi scappò per andare a vivere con un uomo sposato) e mi chiedo quante volte, anch'io, sono come Goma. E non capisco cose che renderebbero la mia vita migliore, a causa della mia ignoranza... 

martedì 22 settembre 2015

Il Dono del Tempo

Tutti abbiamo vite frenetiche, corriamo corriamo. Non abbiamo mai tempo.
Abbiamo scadenze, impegni, facciamo diventare perfino le vacanze degli impegni.
Ed il tempo è così prezioso.
Ed il denaro... è tempo reso tangibile. Una persona lavora, spende il suo tempo e la sua energia nel lavoro. In cambio riceve del denaro. Quando lo spende, spende il suo tempo e la sua energia. Chi lo riceve, riceve tempo ed energia.

Anna mi ha regalato del tempo. Mi ha regalato della sua energia. Un regalo prezioso.

Ancora più prezioso perchè dà a me tempo ed energia. Tutti mi dicono: non stancarti, non correre. Ma io ho solo un certo numero di mesi di autonomia. Dopo di che... devo essere in grado di mantenermi. Anna non mi ha detto niente. Mi ha regalato del suo tempo, della sua energia per darmi respiro.
Regali come questi si ricordano tutta la vita.

Come quando Pigi, in un periodo in cui era presissimo, è venuto ad aiutarmi a montare i mobili dell'IKEA nella casa in cui Dario ha vissuto 20 giorni. Da sola non ci sarei mai riuscita.
O Mauro che è andato all'IKEA dopo il lavoro, per prendermi la poltrona che avrebbe permesso a Dario di stare qualche ora fuori dal letto.

Sono cose che segnano la vita con pietre miliari preziose, che non si dimenticheranno mai. Che si ripongono nel cuore e si tirano fuori di tanto in tanto, per sentirsi felici, per guardare il mondo e vedere che c'è ancora tanta bellezza, tanta generosità, tanto amore.



domenica 20 settembre 2015

... Senza Fiato!

Non ho parole!
Stamatina guardo le e-mail e vedo che ce n'è una di una cara amica, che è stata anche un'allieva di Tai ki. La apro immediatamente, sono sempre felice di avere sue notizie.
... e resto senza fiato!
Mi propone di aiutarmi nel progetto con una donazione. Di 1000 €!!!
Non avevo mai pensato che qualcuno potesse voler aiutare anche dal punto di vista economico! Proprio prima di leggere la sua e-mail mi stavo chiedendo come farò a sostenere tutte le spese di partenza della company... ed a comperare gli ingredienti (per me costosi) di alcune ricette.
E mi arriva questo incredibile aiuto!
Certo, non copre tutte le spese, ma ragazzi, mi dà un sollievo pazzesco!

E' come se stessi scalando una montagna ripida. E sono stanca, a volte scoraggiata. Ma sono testona e non mollo. Dopo ogni slittata, dopo ogni caduta, riprendo a salire.
Adesso non sono sola nella scalata, si sono aggiunte altre persone. Lavoriamo insieme ed è importante, perché questo è uno dei goal del Progetto di Dario: imparare a lavorare insieme. Creare una grande tribù di gente che si aiuta.

E oggi... questo meraviglioso regalo da Anna!
Non è solo la cifra, che per me è notevole! Ma è anche, non so come dirvi. Come un miracolo che si è materializzato. Un arcobaleno che ha attraversato il mio cielo. E' un segno di buon auspicio.
... è tante cose belle.

Grazie Anna! Dal profondo del cuore.

venerdì 18 settembre 2015

... la tribù cresce!

Da oggi anche Selena è, energeticamente e formalmente, parte della mia tribù. E qui la ringrazio, perché proprio stamattina mi ha dato una mano.
Benvenuta Selena! :-)

La mia "tribù"

Ieri sera prima di dormire ho sentito Valentina, stamattina mi alzo e trovo una email da Chiara. Bellissimo.
Non avete idea che sorrisi mi si sono stampati sul viso. Che esplosione di allegria dentro. Non so esprimervelo.
Sono due persone speciali. Mi piace lavorare con loro.
Ma dire così è riduttivo. Molto riduttivo.
Quando devi far partire un grande progetto con zero mezzi economici è importante aggregare pesone particolari, uniche. Devono avere una marcia in più rispetto alle persone normali. E devono essere più "vive" nel senso pieno del termine.
Gente che non si fa farmare dalla banalità del quotidiano, gente che prende la vita per le corna e si rifiuta di essere triturata dalla tristezza, gente in grado di credere in qualche cosa e di impegnarsi in quello in cui crede.
Veramente speciali.
Non tutti possono fare gli esploratori di un nuovo continente.
E noi, con il nostro lavoro, lo stiamo facendo. Faciamo da battistrada per una conoscenza di noi stessi e del mondo attraverso il cibo. Per un innalzamento della consapevolezza, del benessere fisico e mentale. Una cosa mai fatta prima. E' buffo vero? Ma con tutta la gente che si interessa di cibo e di diete, nessuno aveva mai affrontato in modo completo, godibile, usabile facilmente, la consapevolezza del cibo dal punto di vista energetico.
Un'agopuntura del cibo, per così dire. Perché i principi sono quelli.
Dalla nostra postazione stiamo lavorando per portare un po'di verità in questo mondo rindondante di bugie.
Un po'di prevenzione in un mondo di veleni.
Un po'di allegria nella gestione (cimiteriale) della salute.

La mia tribù è piccola. Ma è tosta! E io voglio loro bene e sono orgogliosa di loro.