lunedì 23 gennaio 2017

Amore, prezioso amore

L'amore di una donna ed un uomo è prezioso.
Perchè, tra uomo e donna, ci sono tante differenze.
A volte, nei momenti peggiori, sembrano due mondi incomunicabili.
Lei piange e lui si imbarazza, non sa come prenderla.
Lui sta male e si chiude, lei si sente esclusa e non capisce.
Lui è ferocemente logico, lei emotiva.
Lei è forte in certe cose, lui in altre, per cui la percezione delle situazioni varia tantissimo.
L'amore non è l'innamoramento. Che dura un attimo.
L'amore, tra un uomo e una donna, è l'armonizzazione di due mondi.
E' un'avventura impegnativa che si svolge nella banalità del quotidiano.
E' ricchezza, perché in alcune cose si è simili (o non ci si sarebbe innamorati), ma in altre si è così diversi da essere complementari... se ci si impegna.
Perché l'amore, tra un uomo e una donna, è l'incontro delle due grandi forze che, se sono in armonia, danno un'incredibile messe di gioia.
Tutte le grandi filosofie orientali parlano di questa unione.
Il Cielo e la Terra.
Metodo e Saggezza.
Yin e Yang.
Beatitudine e Vacuità.
Solo dall'unione dei due opposti nasce la grandezza che permette il superamento della dualità.
E nella coppia, solo dal superamento degli spigoli, dall'integrazione delle differenze, dalla comprensione, dal rispetto, paziente, quotidiano, così difficile e così bello, nasce l'amore vero. Quello che dura tutta una vita e che ti arricchisce al punto che anche solo pensarci ti fa sorridere.
Anche quando sei rimasta sola.

martedì 17 gennaio 2017

Di ritorno a casa

Torno dalla Toscana. Giorni bellissimi. Lavoro intenso, bella gente, bei risultati (non miei...di Dawa! Ma è bellissimo uguale!).
Per strada, fino ad Ovada, un vento tremendo. E' riuscito perfino a spostare un camion davanti a noi!
Lasciato Dawa a casa sua, proseguo per le mie montagne.
Le amo. Le mie montagne.
Lo so che la Toscana è bella. Ma per qualche strana ragione io, in queste montagne che non sono legate al mio passato, mi sento a casa.
Le vedo. Sorrido.
Arrivo.
Fuori -5.
In casa... +5.
Accendo la stufa a pellet....e la bastarda non parte. Che poi, per farla ripartire, tra una cosa e l'altra ci va 1 ora.
Accendo la stufa a legna e butta fuori una marea di fumo.
Me lo ha spiegato un'amica geometra (ma in gamba eh!). Ho l'exhaust, come si dice in italiano, mannaggia, insomma, il camino della stufa che è troppo lungo. Al piano di sopra c'è un ...piano che volevano fare, ma che hanno lasciato al rustico, con finestre tappate alla bell'è meglio, con delle assi... Per cui quando le temperature sono moooolto basse, il tubo che fa da camino alla stufa, non si riscalda e manda giù il fumo (quando il calore nel tubo aumenta butta giù un liquido nerastro e puzzolente, risultato della condensa + fumi). Quando siamo solo intorno ai -2 l'ambaradan va benissimo. NO fumo, no liquidi puzzolenti.
A -5....fumo e dopo liquidi puzzolenti. Si sa. E' Samsara.

Insomma.
Arrivo a casa dopo tre bellissimi, ma stancanti, giorni di lavoro (per giorni si intende uno dalle 5 a.m. alle 20 p.m. non stop, con 500 km di guida nella prima parte. Il secondo dalle 8 a.m. alle 22 p.m. E il terzo dalle 8 a.m. ....fino a quando sono arrivata a casa alle 4 p.m. con 500 circa km in mezzo. :D
E non mi parte la #@[@#ˆ¡@# di stufa a pellet...che poi, per farla ripartire, tra spegni eriaccendi, ci va 1 ora buona.
Quella a legna manda fumo. Tanto. Tipo "nebbia forte in Val Padana".
Me, io, sono stanca, sporca (non ho fatto docce per tre giorni per motivi di logistica) e affamata (Dawa mi voleva cucinare un pranzo ma io SAPEVO che mi aspettava l'ordalia delle stufe e ho declinato l'invito).

.... tre ore dopo.
La cucina è a 11 gradi. La camera da letto, ancora fumosa, a 8. Io me, dopo due bicchieri di rosso, sono cotta... ma ancora non posso fare la doccia.

Eppure. Mi sento allegra. Ho usato tre giorni della mia vita per stare con la gente...e...fare una differenza!

Buona serata
con amore
Niki



venerdì 13 gennaio 2017

Robetta quotidiana

Non mi stavo fustigando, mi stavo dicendo che regire male non porta niente di buono nè a me, nè agli altri. Anzi. E dato che desidero essere felice, vorrei eliminare le cose che aumentano, anche di poco, l'infelicità. Mia e degli altri. Ed essere consapevole quando faccio una cavolata è l'unico modo per cominciare ad uscirne.
Niente di che, mica roba da grandi particanti. Giusto robetta quotidiana.


martedì 10 gennaio 2017

Pensieri sparsi

E' tutto il giorno che un pensiero mi frulla nella testa: come sia facile ferire le persone. Per noncuranza, per distrazione, per mancanza di calore. Per vendicarci con chi capita capita, di qualche torto subito dalla vita.
Non mi tiro fuori dal mucchio, anzi, è proprio pensando ai miei sbagli che mi soffermo su questi pensieri. E' troppo facile giustificarmi e dire: ero nervosa, ero stanca, avevo raschiato anche il fondo del barile. Che cosa mi costava fare un piccolo sforzo in più e non creare malessere?
Viviamo in un mondo che trabocca di gente che sta male, di gente arrabbiata, di gente spaventata. Perché ho dovuto aggiungere il mio grammo di negatività?
Prossima volta cercherò di stare più attenta.

venerdì 6 gennaio 2017

Ritiri e "Mondo reale"

Rispondo qui all'anonimo/a che, con affetto e simpatia, mi dice di non entrare in ritiro ma di restare e "vivere vivere vivere".

Quando ho compiuto 8 anni, l'architetto Rocco, un amico dei miei genitori, mi ha fatto un regalo impagabile. Mi ha regalato una bellissima edizione integrale (non quelle schifezze riadattate per ragazzi, mai capito questa idiozia italiana di riadattare i libri) dei Libri della Jungla di Kipling.
Mi sono piaciuti immensamente, ma il racconto che mi ha affascinata di più è stato "il miracolo di Purun Bhagat". La storia di un potente bramino indiano che, arrivato a 60 anni, abbandona tutto e diventa un sannyasi. E, armato solo del suo bastone di pellegrino e della sua ciotola di mendicante, va a ritirarsi in una valle himalayana.
Dagli otto anni in poi non ho mai dimenticato il sogno di pace di Purun Bhagat.
Mi piaceva molto di più che non le storie di principi azzurri, principesse addormentate e nani laboriosi.
Certe volte, quando leggevo dei picchi dell'Himalaya, mi sembrava quasi di sentire il vento col profumo dei cedri deodara, di vedere in quell'aria cristallina che accorcia le distanze.
Però non sapevo come realizzarlo. Sapevo solo che mi attraeva in modo potente.
E intanto, il mondo, che non capivo, mi aveva presa tra le sue grinfie. Sballottata a destra e a manca, rendendomi sempre più confusa.
Poi ho incontrato Dario e il Dharma (messi in questo ordine perché è stato Dario ad invitarmi a sentire gli insegnamenti di Ghese Yeshe Wangchuck).
E lì ho ritrovato me stessa, la mia strada, un senso del vivere.
Non ho fatto molti ritiri in vita mia per un motivo molto semplice. Sono così felice quando sono in ritiro che, rientrare nel "mondo reale" per me è angosciante.
In ritiro, le quattro sessioni di due ore ciascuna, sono tostissime. In certi giorni sembra di non riuscire a sopportarle. La mente si ribella come un serpente in mano ad un bambino. Si divincola, morde, urla, soffia.
Però poi, ad un certo punto (che può essere dopo giorni...o anche mesi), si calma.
E la cosa meravigliosa è che con la mente si calma tutto l'intenso flusso di pensieri che non la abbandona mai nella vita normale. Ti accorgi solo in quei benedetti momenti di quanto la mente è sovraccarica SEMPRE di pensieri che si accavallano, nascono, muoiono, si scontrano in un flusso melmoso e caotico... tutto il tempo.
Ad un certo momento, in ritiro, nella mente sorge il silenzio.
E' come un'alba dopo una lunga e tormentosa notte devastata dalla febbre.
Ed è la sensazione più bella, più felice che abbia provato in tutta la mia vita. La cosa più vicina alla perfezione. Il vero riposo, la vera felicità.
Dario non era portato alla vita contemplativa. In ritiro diventava nervoso. Così ho sempre tenuto in un angolo della mia mente il desiderio di entrare in un ritiro definitivo. Come un desiderio proibito, perché lui era il centro della mia vita. Anche spirituale, perché, in un certo modo, era il mio maestro. Da lui ho imparato tantissimo.
Adesso sono sola. Potrei finalmente, organizzandomi un poco, realizzare il sogno di una vita. Entrare in ritiro per sempre.
Ma c'è il lavoro delle diete, che potrebbe aiutare veramente molte persone. Più studio con Dawa la dieta e ne vedo gli effetti, anche con i suoi pazienti, e più mi rendo conto di come potrebbe cambiare in meglio la vita di un sacco di gente applicare la dietetica tibetana.
Non per dimagrire (certo, anche quello), ma proprio per avere una vita migliore. Anche mentalmente, per combattere ansia, depressione, rabbia...
E così rimando il mio sogno di silenzio.
Perché, avendo per le mani una cosa potenzialmente di beneficio per tanta gente, sarebbe egoista pensare solo a me. Sarebbe negare i fondamenti della pratica.
Se poi le cose proprio non funzionassero, vorrebbe dire che il mondo non ha il karma. E allora potrei partire.
Se invece funzionassero, dovrei solo aspettare un po'di più. Far partire le cose, farle crescere, stabilizzarle, creare una fondazione che le porti avanti....e, finalmente, entrare in ritiro.

giovedì 5 gennaio 2017

Intersezioni

A volte vorrei mollare tutto e riposare, lontana dai rumori del mondo. Ma la mia vita è così strettamente legata alla vita di altri. Una mia decisione potrebbe essere tremenda per qualcuno. Non siamo interamente padroni di noi stessi. Una stretta rete di relazioni interdipendenti ci avvolge. Si chiama karma. Ma è solo accettando la realtà di questo e lavorando per purificarne gli effetti, che, alla fine, potremo essre veramente liberi.
Certo, il prezzo da pagare è alto. Ma il premio è la libertà.

domenica 1 gennaio 2017

Buon Anno Amici!

E' una bellissima e gelida mattinata di sole. Con quell'aria tersa che regala solo l'inverno. La stufa canta il suo calore e io vi scrivo, con la solita tazza di caffè fumante sul tavolo.
Buon anno, amici!
Buon anno a voi, che mi siete stati vicini nelle mie vicessitudini! Buon anno amici, compagni di viaggio! Di questo viaggio incredibile che è la vita.
Buon anno, che sia un anno importante per tutti noi, che segni dei cambiamenti in meglio, anche piccoli, ma che ci diano lo spazio per costruire un futuro migliore.
Buon anno a chi ancora sa amare e sa ridere e sa rinunciare a qualche cosa di sè stesso per quelli che ama.
Buon anno a chi deve ricostruire una vita, perché forse non è che un'occasione per crescere e non una disgrazia. Anche se è difficile e a volte si cade nell'oscurità della depressione, ma poi ci si riesce a rialzare.
Buon anno a chi ha figli, che l'anno sia prospero per le vostre creature.

Buon anno! Abbiamo un anno nuovo davanti a noi. Viviamolo bene, qualsiasi cosa ci porti.